Interviste

Interviste

Giovedì, 05 Febbraio 2009 13:46

Nobraino: dal Contestaccio al Palladium e ritorno

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nobraino2Arrivo a Testaccio tardi lo scorso sabato 31 gennaio. L’appuntamento con Lorenzo Ciavatta in arte “Kruger”, front man degli eclettici Nobraino era fissato per le 23, prima del concerto che avrebbe sfondano -metaforicamente- il ConteStaccio (via di Monte Testaccio 65/b).
Arrivare tardi ha significato gestire l’intervista con un personaggio come lui in macchina, nello spostamento per il sopralluogo al Palladium (piazza Bartolomeo Romano 8), prossima destinazione dei Nobraino il 12 febbraio, in occasione della serata conclusiva del Teatro Tour MArteLive 2009.

Martedì, 27 Gennaio 2009 13:27

Max Vellucci: la differenza tra un mago e...

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Se tutti i maghi fossero fans di David Fincher, e la prima regola della magia fosse: non parlare mai della magia, sarebbe un bel guaio riuscire ad intervistarne uno; fortunatamente, come scopriremo insieme, la legge fondamentale in materia è un'altra, e così possiamo approfittare della disponibilità di Max Vellucci, illusionista, mentalista e fondatore della Compagnia delle Ombre, per toglierci qualche curiosità in materia...

Per tutti gli affezionatissimi dello schermo, che rischiano il sabato sera di mettere da parte la propria vita sociale (non virtuale), risucchiati dal vortice di conoscenze (amici dell’asilo, primi amori divenuti ormai irrimediabilmente obesi), ma soprattutto fatti altrui (il vouyerismo dilagante inizia ad essere inquietante), è arrivata la vostra salvezza: Funweek! Il primo Java-Magazine d’informazione culturale ed eventi, interamente gratuito, scaricabile su cellulare.

Martedì, 21 Aprile 2009 10:09

Modì: sognando di diventare un gangster

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Attendo insieme alla fotografa che Modì, finisca di prepararsi (non lo ha voluto ammettere apertamente, ma si è appena svegliato n.d.r.). Nella sua stanza le pareti senza carta da parati sono ricoperte di poster dei Cure, Smashing Pumpkins, Afterhours, Amour Fou, e pensieri scritti a penna o citazioni di Carmelo Bene.

L’incontro con Luca Olivieri, musicista classe ’68 è avvenuto quasi per caso: uno scambio di e-mail, un disco arrivato in redazione e la recensione. Da lì è nata la nostra curiosità di capire meglio il suo lavoro.
Luca Olivieri da anni svolge l’attività di musicista ed ha prodotto musiche originali per diverse compagnie e registi teatrali, oltre ad aver iniziato una attiva collaborazione con il gruppo musicale degli Yo Yo Mundi.
La sua disponibilità è stata immediata, così come immediatamente noi non abbiamo perso l’occasione buona per fargli qualche domandina. Sentiamo che cosa ci ha raccontato di sé…

Martedì, 18 Novembre 2008 00:49

Cristopharo: tra sogni e ambizioni

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Non è un regista come tanti e sa perfettamente il fatto suo: Domiziano Cristopharo ha iniziato da giovane ad interessarsi al mondo del cinema.
Sceneggiatore, uomo di teatro e ancora prima realizzatore di effetti speciali, Domiziano si è costruito per bene la strada nel mondo dell’arte e ora, tra scandali e polemiche, è pronto a fare esplodere la sua pellicola dai toni macabri e cupi House of Flesh Mannequins.

Mercoledì, 12 Novembre 2008 00:09

Roma Rock School: lo spazio sonoro della Capitale

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Uno spazio dedicato alla musica rock, studiata in tutte le sue sfaccettature, dalla produzione alla dimensione live, dalla tecnica musicale al look personale. È questo uno degli intenti primari di Roma Rock School, uno spazio di formazione che riesce a coniugare efficacemente i principi classici del genere rock e l’apertura ad un mondo nuovo e in perenne cambiamento.
Per approfondire obiettivi e contributi di questa originale iniziativa, abbiamo intervistato Gianluca Perdicaro e Serena Ottaviani, i due direttori della scuola.

Venerdì, 07 Novembre 2008 03:24

Eugenio Finardi: la forza della musica

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Salve Sig. Finardi, siamo lieti di ospitarla tra le pagine elettroniche del nostro giornale.
Inizio decisamente rock, ma di un tipo impegnato, importante socialmente, forse anche per il periodo storico in cui la sua carriera ha avuto inizio, fino ad arrivare oggi ad ogni tipo di commistione musicale tra generi ed artisti diversi. Che musica è quella di Eugenio Finardi?

La mia “vera” musica è il blues, quindi Anima Blues, il progetto che ho realizzato nel 2005, è stato il compimento ideale di un viaggio iniziato 40 anni fa esatti, nel 1965. Un viaggio alla scoperta di questa musica straordinaria anche in America, il paese di mia nonna.

Martedì, 04 Novembre 2008 15:33

Si esce vivi dagli anni '80: Federico Fiumani

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Negli ultimi tempi c'è troppa voglia di fare letteratura nei testi delle canzoni, e questo si traduce in pesantezza. Io prediligo la semplicità, l'immediatezza. Truffaut diceva che le canzoni più sono cretine più sono vere. Io auspico un ritorno alla superficialità, perchè la profondità spesso conduce alla noia. In fondo ad una canzone si devono chiedere quei tre, quattro minuti di svago... esordisce così¬ il portabandiere della New Wave italiana. Il cantante, scrittore e chitarrista Federico Fiumani, alla soglia dei cinquant'anni, racconta gli anni '80, le problematiche legate al mercato discografico e l'attuale panorama musicale italiano, con un probabile disco in uscita nel 2009.

In che senso lo spettacolo di Roma è stato "Confidenziale"?
E' un concerto in cui sono più in confidenza con il pubblico, sono io da solo, semplicemente voce e chitarra, nel corso del quale canto le canzoni così come sono nate. E' un tipo di spettacolo che è nato nel '94 ed ha fatto parte delle mie esibizioni finora. Probabilmente quello di Roma è stato l'ultimo di un buon periodo che ha segnato positivamente la mia vita.

Quindi per il prossimo anno si prospettano novità?
Vorrei semplicemente continuare a suonare con i Diaframma, formazione rock a me più congeniale. Un album nuovo mi piacerebbe farlo, tenendo conto delle ispirazioni che vanno e vengono e anche della situazione discografica che al momento è tutt'altro che rosea. Speriamo che ancora per un po' di tempo si possano fare dei dischi.

Da un po' di tempo molti festival sono organizzati da grandi multinazionali. L'invadenza della pubblicità  nel territorio dell'arte può pregiudicare o influenzare il risultato finale?
Non credo perchè da sempre si fa ricorso alla pubblicità. I festival hanno dei costi e molto spesso si lavora all'oscuro senza nessuna sicurezza sulla riuscita o meno degli eventi. Gli sponsor non sono il male peggiore della musica. E' difficile stabilire una diagnosi e quindi una relativa terapia. Di sicuro i cambiamenti epocali nell'ambito tecnologico hanno reso i negozi di dischi dei luoghi funerei, il disco ha perso la sua funzione. Non so se tutto questo sia un bene o un male, io appartengo ad un generazione precedente e per questo sono preoccupato. La musica liquida, digitale, mi lascia abbastanza indifferente. Di sicuro adesso è molto più difficile orientarsi. Prima una cultura musicale te la facevi leggendo i giornali, ascoltando determinati album che paradossalmente erano pochi rispetto alla tua passione. Ora c'è troppo. Io la definirei come una grande nebbia, un muro.

Assieme ai Litfiba siete considerati i pionieri della dark wave italiana. Quali sono le differenze con gli anni '80?
Moltissime. Noi stessi siamo cambiati. Soprattutto attualmente sembra che tutto sia già stato fatto. I dischi così come le feste Dark e Wave sembrano oggetti di antiquariato. All'epoca le cose succedevano per la prima volta, quindi c'era tutto un altro spirito, emozioni diverse, vi era la consapevolezza di fare qualcosa di nuovo e di importante che coinvolgeva tutte le nostre vite. Sono molto contento di averne fatto parte.

Quanto è difficile sopravvivere senza una mayor?
Per quel che ci riguarda non è stato molto difficile, basta aver voglia, perchè con la passione e con una buona dose di fortuna alla fine qualcosa di bello succede. Certi periodi degli anni novanta sono stati abbastanza duri a causa della reputazione che ci portavamo dagli anni 80: eravamo i paladini di una musica che era percepita come vecchia. Paradossalmente decenni successivi c'è stata una grossa riscoperta della musica anni '80 e quindi anche della nostra opera. Direi che adesso sono diventato un classico e va bene così, speriamo che duri il più possibile. 

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