Mercoledì, 22 Aprile 2009 22:27

Gran Galà del Circo a Roma

Scritto da Anton Giulio De Guglielmo
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emilia1[ARTI CIRCENSI]

ROMA- Il 7 aprile la Scuola Romana di Circo ha presentato, al C.S. Brancaleone, il Gran Gala del Circo, serata che ha visto sul proprio palco artisti italiani e cileni. Lo spettacolo si è presentato da subito accattivante e dinamico, con Theoriginalkessler, di Salvo Bengala - il presentatore - e Alberto Becucci alla fisarmonica, accompagnati da una soubrette d'eccezione: il prosaico e assurdo Ciccio Paradise.

I tre hanno creato siparietti che sono andati dal teatro - divertente il monologo in inglese-telematico -, alla giocoleria, fino ad arrivare alle gag più surreali, come il fantastico scambio di una pallina da ping pong, lanciata da bocca a bocca!
Tutto questo si è alternato ai numeri principali di artisti famosi della scena, o meglio dire della piazza, italiana ed estera.
La giocoleria e il mimo di Gianluigi Capone, e il trio di fiati Out of Tune, poi il monologo dissacrante e nostalgico di Guglielmo Bartoli. E ancora, le comiche da cartoon dei Los Chatos, Julio Opazo Urbina ed Erik Caamano Diaz, e il loro divertente combattimento tra una fastidiosa mosca (un uomo qualunque) molto risoluta. 

Il nuovo circo è proprio questo, la psichedelica fusione di differenti arti, dal circo al teatro, dal cabaret alla macchietta e poi il mimo, l'equilibrismo... tecniche piegate allo scopo di far ridere o incantare il pubblico, discipline fuse assieme dalla fantasia personale dell'artista, così da comporre un unico show di arte totale. I numeri più tecnici sono stati di Antonio Tremani, impegnato nel far volteggiare, rimbalzare e roteare fino a cinque palloni da calcio contemporaneamente: esercizio di resistenza che porta alla mente i primi virtuosi spettacoli di pura giocoleria. I famosi Smile Carucci, Jacopo e Andrea, con una ritmica e incalzante routine di cappelli e divertenti stop-motion. In fine il nonsense di Daniele Antonini, anche maestro della  scuola, che ha mostrato che la pop-music non è cosa per tutti, e la poesia di Daimo con la sua minimale performance di musica e un palloncino: il numero, sospeso fino all'ultimo e giocato sull'attenzione e l'ascolto da parte degli spettatori, si risolve nel finale in una gag da bambino che scarica l'emozione in una forte risata del pubblico. Poi, a chiudere la serata, il celebre Duo Tobarich, di Francisco Rojas e Mauricio Villarroel, che da esperti acrobati hanno fatto sognare con prese e figure, al limite dell'equilibrio, con il loro numero di mano-a-mano.
La Scuola Romana di Circo continua quindi ad arricchire la scena circense capitolina, a diffondere il verbo della spensierata arte dell'intrattenimento da tendone.

Letto 9280 volte Ultima modifica il Mercoledì, 22 Aprile 2009 22:37
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