Venerdì, 27 Febbraio 2009 21:42

SUPERiO vs Povia

Scritto da Giorgia Burzachechi
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Poche ore prima dell’esibizione sul palco dell’Ariston a Sanremo di Giuseppe Povia, si diffondeva e in breve tempo impazzava sul web “Lucky era gay” primo singolo di SUPERiO, progetto artistico nato dall’incontro di artisti provenienti da ambienti differenti, firmato MegaSound.
SUPERiO ci racconta con gioia e naturalezza il percorso di affermazione identitaria di un ragazzo divenuto felicemente una Lei.
Ma nessuno meglio di SUPERiO stesso e delle sue parole può spiegare cosa sia effettivamente.

Iniziamo quindi dal principio, che cos’è SUPERiO?
SUPERiO è la centrifuga della canzone italiana. Ci stuzzica l’idea di partire da una cosa per poi manipolarla a nostro modo, non siamo strettamente legati ad un’idea precisa, ma ci poniamo là dove le cose sono in bilico, con tanta ironia. È un’entità leggera e pesante allo stesso tempo che vuole parlare di cose importanti in maniera ludica. Questa è la nostra forza. In questo caso ha voluto raccontare una storia che rappresenta una minoranza, ma i prossimi progetti sono indirizzati anche ad altre tematiche.

È una formula che piace, dato che “Lucky era gay” ha spopolato nel web e non solo, in brevissimo tempo.
Si, è vero, e di questo siamo molto soddisfatti. Abbiamo riscosso un grande successo, e contemporaneamente abbiamo constatato che sia la stampa che le altre etichette discografiche hanno paura di noi, siamo abbastanza scomodi.
Resta un fatto: comunque, in pochi giorni abbiamo ricevuto migliaia di visualizzazioni del nostro sito, ma continuiamo ad essere trattati in maniera indifferente dalla stampa. La cosa più assurda è che molti giornalisti delle grandi testate non hanno parlato di SUPERiO in maniera ufficiale, però poi trattano l’argomento nei loro blog personali, sembra ci sia una sorta di sedazione generale.
Noi comunque siamo orgogliosi di ciò che abbiamo ottenuto, basti pensare che in una sola settimana abbiamo già debuttato con tre live e siamo in programmazioni in molte radio. Ma soprattutto, ciò che in assoluto ci rende fieri è che la canzone venga canticchiata da vecchiette e bambini, segno che il messaggio è stato recepito nella maniera giusta.

Cosa pensi del ruolo delle canzoni nel meccanismo dell’informazione attuale?
Le canzoni sono segnali, hanno un potere sociale, contribuiscono a costituire la forma mentis delle generazioni future. In un momento in cui tutto il mondo, da Obama al resto dell’Europa, riconosce diritti alle comunità omosessuali è ovvio che un testo come quello di Povia, con una specifica identificazione, può favorire il consolidamento di una società eterosessualizzata, quando invece il mondo non va così, il mondo appartiene a tutti e a tutte le variabili.
Nonostante ciò, è importante che ogni artista esprima la sua opinione attraverso le canzoni, che sono dei manifesti. Lui ha fatto il suo, noi facciamo il nostro. In comune abbiamo solo una cosa: mettiamo la condizione di gay all’imperfetto.
Luca era gay e, a quanto dice Povia, adesso è etero.
Lucky, che vuol dire fortunato, perciò è un tipo giusto, scavalca la sua posizione di gay e diviene transessuale.

E quindi, come viene ripetuto nella canzone: “Ama chi ti pare…
Ama chi ti pare e felicemente! Proprio come Lucky che adesso “sa che cosa è il mondo”, con la sua vanità forse un po’ autoreferenziale, ma in maniera serena. Chi racconta la storia è proprio una ragazza, una ex innamorata di Lucky, che lo ha accompagnato nella sua crescita e nel suo cambiamento, da gay e poi, infine, transessuale.
Tra l’altro a livello musicale, è la prima volta che in Italia si dice la parola “trans” in una canzone.

Una risposta intelligente, ma dai toni leggeri.
Esatto. Ci definiamo apollinei in questo senso, abbiamo scelto un’immagine pulita, con cui si sposa perfettamente la voce di Giulia Ananìa, interprete di questo primo singolo. Questo è il modo più giusto per dire le cose. Vogliamo rappresentare tutto ciò che non è stato rappresentato, per questo è importante che non solo le comunità GLBT si sentano chiamate in causa, anche se, per questo primo singolo ne abbiamo voluto restituire la dignità troppo spesso negata descrivendo l’altra faccia della medaglia.
Noi non facciamo musica gay, ma vogliamo essere trasversali ed impegnati in maniera frivola. Il nostro obiettivo è quello di scardinare le barriere ed arrivare dritti al nocciolo per poi “ridere in faccia al mondo”.

SUPERiO è un progetto che nasce domani.
SUPER come gli eroi dei fumetti, vittoriosi guerrieri di plastica.
iO come la sillaba dell'iperbole individualistica.
SUPERiO si libera nell'aria insieme alla polvere, nascosta di sera sotto il tappeto che ogni mattina torni a sbattere.
SUPERiO è la macchia di caffè sul tuo bel quotidiano.
SUPRERiO è il prurito sotto al naso che svela il tuo sorriso finto.
SUPERiO è la sveglia che suona mentre ti addormenti.
SUPERiO è la centrifuga della canzone italiana e delle nostre certezze.”

Letto 7075 volte Ultima modifica il Lunedì, 13 Aprile 2009 14:26

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