Giovedì, 05 Febbraio 2009 14:23

Tatiane Araujo: i colori del Brasile a Roma

Scritto da Rossana Calbi
Vota questo articolo
(0 Voti)

Nella prima serata dell’edizione 2008 del MArteLive abbiamo scoperto Tatiane Araujo da Silvia. In questo periodo in mostra i suoi lavori in una esposizione dal titolo Arte & Solidarietà, presso la galleria GARD, via dei Conciatori 3/I. Tatiane è alla sua terza mostra a Roma e sta programmando esposizioni a New York, Berlino e Lugano. Qualche tempo fa ci ha parlato di arte e di se stessa (difficile per lei distinguere le due cose). Il nostro appuntamento era a Campo de’ Fiori, nel pieno di una mattinata assolata.


La nostra chiacchierata si è svolta tra i libri della libreria Fahrenheit 451 dove sugli scaffali non ci sono solo libri, ma la testimonianza di un’arte antica con la mostra ospite: arte rituale dall’antico Regno di Mithila. I dipinti delle donne di Janakpur: tradizione e mito.
Tatiane era curiosa di vederla. Ed è stata lei che ci ha spiegato quello che ci trovavamo di fronte: la produzione artistica delle donne di Janakpur che seguono da secoli regole precise della tradizione religiosa diventata arte per un’evoluzione ben conosciuta nei processi antropologici.
Tatiane era visibilmente entusiasta dalle forme delineate e dai ghirigori floreali che illuminano le tele di cotone provenienti dal Nepal meridionale. Immediata e scontata la nostra prima domanda…

Cosa ti appassiona di quest’arte?
I temi, che sono quelli della vita: il matrimonio, la nascita. I colori per descriverli sono accesi. Questa è un’arte antica ed è solo femminile, una tradizione che viene portata avanti dalle donne, ma che si mette a disposizione dell’intero villaggio. Tipico della femminilità produrre qualcosa e donarlo alla collettività. Queste donne, in una società che non dà loro grandi spazi, dipingono le pareti delle loro case, ma ogni anno quei lavori si perdono a causa delle piogge nelle stagioni dei monsoni. Si scelgono nuove figure e nuove trame. Si fa sopravvivere l’arte tramandando questa tradizione.

Nei tuoi quadri c’è una scelta cromatica che non può prescindere dal tuo essere donna. Ritrovi in questi lavori fonte di ispirazione?
Di certo mi colpiscono i colori decisi, l’arancio, l’azzurro che vediamo qui sono colori naturali che vengono prodotti grazie ai pigmenti che si ricavano dalle piante e dai fiori. Un’arte che descrive la natura perché ne fa parte. Quello che mi ispira è l’ingenuità, queste donne fanno della loro semplicità lo strumento per fare arte.

La donna è un essere semplice?
(Tatiane strabuzza gli occhi come se avessi proferito parole senza senso n.d.r.).
No, tutt’altro!
Io mi perdo dentro me stessa. Mi devo fermare più volte per capire che direzione sto prendendo, per far combaciare i miei svariati lati. Ho imparato a trovare uno spazio mio per attuare questo processo di congiungimento tra le parti. Così ho imparato ad essere semplice. Guarda queste forme, (indica una tela con un’elefantessa gravida, in cui il piccolo è visibile per augurare fertilità e prosperità, n.d.r.), sono chiare e nette. Per queste donne la vita è difficile però riescono a manifestare se stesse con la volontà, questo per me significa raggiungere la semplicità. Per loro produrre arte è una reale esigenza non un capriccio.

Per te l’arte può essere una frivolezza?
Io sono un’artista che fa la tata, o una tata che fa l’artista, decidi tu.
Penso che l’arte sia gioco e irragionevolezza, passione. L’unico modo che ho per sfogare il mio animo, per trovare quello spazio, di cui ti dicevo prima. Penso che le emozioni che dona a me possa donarle anche agli altri ed è per questo che quando sto con i bambini li faccio dipingere. Tempo fa ho lavorato alla Casina di Raffaello, uno spazio dedicato ai bambini nel cuore verde di Roma, Villa Borghese (www.casinadiraffaello.it). Nel laboratorio che seguivo ho invitato i bambini a lavorare con i colori acrilici, avevo vicino a me dei piccoli Pollock. Abbiamo poi realizzato una mostra che ha avuto come cornice il verde della vegetazione. È stata un’esperienza bellissima.
Divertirsi con l’arte non vuol dire essere frivoli. Ma sei un’artista solo se vuoi fare arte non se lo fai per gli altri, in questo caso diventa un capriccio.

L’arte di Mithila è decorativa, legata ad un’urgenza di comunicazione religiosa e sociale. Viene tramandata da madre in figlia e risponde a criteri prestabiliti e tramandati. Non credi che sia limitante per l’arte?
No. Una donna deve essere legata alla manualità e anche alla tradizione.

(Mentre lo dice il mio sguardo passa dal suo piercing al suo tatuaggio. Quello che mi dice mi stupisce. Tatiane ha vissuto a Londra per un lungo periodo, è lì che ha preso per la prima volta i pennelli in mano. Ha viaggiato tanto eppure mi racconta i suoi forti legami con la famiglia e con le usanze del passato. Mi racconta del Brasile, la terra in cui è nata. Di un’usanza che ogni anno coinvolge tutta la famiglia: a novembre si fanno delle pulizie approfondite di tutta la casa. Ogni spazio e interstizio deve essere lavato in modo minuzioso con acqua e sapone dalle donne del parentado. Alla fine di questo lavoro così faticoso si fa un grande e ricco pranzo che coinvolge tutta la famiglia. Un lavoro che diventa un momento per trovarsi: un collante n.d.r.)

Sei molto legata alla tua famiglia?
Per l’affermazione di una donna è necessario rivedersi nella propria madre. Mia madre è il mio pozzo di saggezza, quando l’ho riconosciuto ho scoperto di essere veramente cresciuta. Quando ho capito di avere un legame mi sono sentita libera. Si chiama Auzeni e vive a Lugano con il suo compagno, ma riesce a starmi vicina e ad incoraggiarmi sempre.

Auzeni, ha un significato particolare in portoghese?
No. Mamma ha un nome assurdo, credo che abbia solo un’omonima in tutto il mondo... non ha un significato particolare, che io sappia almeno. Mia nonna ha avuto undici figli e li chiamati tutti con un nome che inizia con la A (Angela, Ailton, Adivonete, Adjane, Alzira, Alzeni, Ana... ecc.)... alcuni li ha creati lei!

Questo continuo bisogno di scoprirsi e di riconoscersi è produttivo per una donna che vuole fare l’artista?
(Tatiane prende in mano un libro: Le donne e le arti del XX secolo, a cura di Uta Grosenick n.d.r.). Quante poche donne nell’arte; non trovi? Mi viene in mente Frida Kahlo, vedere le sue opere al Tate Modern di Londra è stata un’emozione incredibile. Quando penso alla pittrice messicana mi viene da sorridere e dire: però che bel caratterino! Per fare l’artista o qualsiasi altra cosa ecco cosa deve avere una donna: un bel caratterino!

I tuoi prossimi progetti?
Visitare Ischia e ispirarmi al Mediterraneo.

La nostra chiacchierata è finita. Tatiane ha un treno che l’aspetta, uno dei tanti per questa ventiquattrenne girovaga che ha trovato in Italia una culla per i suoi pensieri.
Tra i libri e le opere che raccontano un’antica tradizione artistica Tatiane ci ha raccontato la sua solerzia nell’arte. Un’ispirazione naïf nel seguire il proprio istinto e nel fare arte per se stessa con un’idea poetica della realtà. Seguiremo con attenzione la sua interpretazione dei colori legati alla meraviglia e all’incanto...

www.myspace.com/tatiart

Letto 5926 volte Ultima modifica il Lunedì, 13 Aprile 2009 14:25
Privacy Policy

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare l’esperienza di navigazione e per inviarti servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner acconsenti all’uso dei cookie Leggi l'informativa.