Martedì, 07 Ottobre 2008 13:29

IMPROMPTUS: una danza improvvisa all'Auditorium della Conciliazione

Scritto da Rossana Calbi
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[DANZA]

L'edizione 2008 del RomaEuropa Festival si è aperta con la danza “nella” musica di Schubert con la coreografa tedesca Sasha Waltz che ha guidato i corpi in una prospettiva figurista del musicista austriaco. L’Auditorium nella serata del 27 settembre ha dato il via ad un percorso di internazionalità dell’arte; la sua ventitreesima edizione ha ospitato la classicità della musica schubertiana dell’Impromtu in sette corpi guidati dalla coreografia di Sasha Waltz.



IMPROMPTUS
è uno spettacolo di pura formalità. La musica come la danza nei due piani obliqui della scarna scenografia dello spettacolo era tutt’altro che legata all’improvvisazione. Due arti che si spiegano a vicenda nell’espressione di entrambe e nel silenzio musicale. Sette corpi che fanno loro stessi musica con i colori trasformandosi con lo stesso piano su cui si muovono. Sasha Waltz cerca in corpi reali e non segmentati dai soli dogmi classici una consistenza che accompagni e che dia corpo ad un pensiero. Non è solo espressione fisica ma movimento teatrale, del resto Sasha Waltz è solo evoluzione della danza contemporanea del primo secolo dove una Charlotte Bara e Mary Wigmann decidono di far incontrare l'esistenza e la realtà del corpo ai movimenti. Un materialità del corpo che segue le linee di se stesso, fino a interrompere la stessa musica e a rappresentarsi da solo in una corsa inutile quanto ipnotica. Uno spettacolo in cui le arti appaiono con dei parallelismi e momenti tronchi, in cui ci si può fermare e si può ospitare la voce del perfetto mezzosoprano Ruth Sandhoff, dove l’acqua rappresenta un suono altro che segue la stessa coreografia esattamente come la musica.

Lo stupore di questo approccio alla danza è la sua stessa presentazione, non solo una coreografia effettiva, piuttosto dei danzatori che formano i loro movimenti. Non un’improvvisazione, come il titolo, IMPROMPTUS, ci vuol far credere, ma un assetto costruttivo dei sette danzatori corpo e mente del movimento. L’idea della Waltz è quella di far vivere la danza in una rappresentazione che leghi ogni espressione seguendo l’elaborazione del tanz-theater, una concezione artistica che nasce nel primo novecento e che ancora ha sviluppi da presentare, come dimostra lo spettacolo figurativo della compagnia tedesca.
Ad ottobre la danza tornerà al Palladium per il RomaEuropa Festival in una prima assoluta del collettivo romano Santasangre.
Per informazioni sulle date: www.romaeuropa.net
Letto 6212 volte Ultima modifica il Domenica, 03 Maggio 2009 22:47
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