Domenica, 19 Ottobre 2008 19:20

L'Islam così come non l'avete mai immaginato

Scritto da Eva Kent
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[L'ILLETTERATA ]

evakentOrmai sono anni che si fa un gran parlare della cultura islamica, dei divieti che impone, delle, per gli occidentali, assurde imposizioni su cui è assolutamente intransigente. E poi arrivano I Lemmings della Coniglio Editore a farci vedere con occhi diversi qualcosa che, altrimenti, non conosceremmo mai, a meno che non fossimo studiosi di letteratura e tradizione araba antica.


E questa sezione della Coniglio, che si occupa di saggistica ma in una versione seriamente giovanile, curata da Fabio Zanello, che si occupa di pubblicazioni di testi religiosi raccogliendo materiale per lo più inedito, capace di colpire l’interesse del pubblico, ci ha davvero incuriositi, sorprendendoci piacevolmente con questa presentazione della cultura araba, vista proprio dalla parte di tutte quelle cose che, anche noi occidentali, sappiamo essere assolutamente vietate.

Le ultime uscite della serie curate da Zanello sono state presentate a Roma giusto un paio di settimane fa a San Lorenzo e ci hanno conquistato subito:
Quando l’hashish si incazzò col vino. Contrasti tra hashish e vino nella letteratura classica dell’Islam è la presentazione di due esilaranti componimenti di inaspettata modernità, in cui vino e hashish si danno battaglia verbale e fisica, chiamando a testimoni profeti, sceicchi leggendari e sapienti. Per rivendicare a sé il grado di intimi di Dio, e per l’altro quello di rovina e corruzione del genere umano.
E questo ci lascia di per sé sorpresi: ci saremmo sognati mai che una cultura dichiaratamente stantia, si potesse presentare ai nostri occhi di una motilità culturale, sorprendentemente vivace, ironica e nella sua divertita digressione sempre vicina a Dio? E perché no, poi? In fondo proprio il progresso in qualche modo è il vero padre del pregiudizio nei confronti di ciò che non si conosce…

In Caffeina mon amour. Letteratura e poesia araba classica sul caffè e altri stimolanti ci scontriamo con una rivelazione inaspettata: pochi sanno che il caffè che ogni giorno degustiamo è stato, nel mondo islamico classico, al centro di una disputa pari a quella sulle nostre sostanze stupefacenti, con tanto di scontri tra opposte fazioni. In questa rara operetta presentataci da Zanello, per la prima volta tradotta integralmente nella nostra lingua, un colto letterato tira le fila del dibattito, tracciando, nello stesso tempo, i contorni della società araba antica. La storia del caffè si svolge lungo il racconto delle sue origini, delle controversie che si legano alle sue doti stimolanti, per poi allargarsi alle tipologie di consumatori e ai loro luoghi d'incontro, in sfumature variegate e pittoresche. Anche questa è stata una gradita scoperta del tutto inaspettata che ci ha costretto una volta di più ad aprire lo sguardo agli altri, alle loro tradizioni, alle loro tendenze culturali.

Queste le prime due uscite di cui ci siamo presi la briga di parlarvi, la prossima settimana vi faremo presenti le altre due che si occupano di un’altra cultura soggetta al giudizio contestabile degli Occidentali: il Buddismo e la tradizione tantrica. Per ora possiamo solo rinnovarvi la convinzione che l’unico vero modo per imparare ogni giorno qualcosa nella vita, sia quello di non chiudersi alle esperienze provenienti da culture anche profondamente diverse dalla nostra. La fortuna di questo nuovo secolo sta proprio nella possibilità di entrare in contatto con gente che, per motivi diversi, si ritrova ad emigrare in un posto fisicamente e ideologicamente lontano dal luogo di origine e provenienza.
Questo significa che aprire metaforicamente, ma anche fisicamente la porta a queste persone è un atteggiamento auspicabile da parte di tutti, perché il “passaggio” di conoscenza è il primo mezzo per combattere una chiusura mentale che, in passato, è stata foriera di gravi sciagure e profonde fratture, ma soprattutto è stata portatrice di distruzione di anni e anni di sapienza e tradizione.
Ovviamente consigliato a chi, ancora, crede che si può viaggiare con il corpo, ma soprattutto con il cuore e l’intelletto verso un posto dove davvero tutto il mondo è paese…

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Letto 9965 volte Ultima modifica il Venerdì, 10 Aprile 2009 14:16
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