Lunedì, 03 Marzo 2008 17:38

Festival di Sanremo: impressioni alla rinfusa

Scritto da Porfirio Rubirosa
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[LE PROUDERIE]

Sono stato a Sanremo durante la settimana della 58° edizione del Festival della Canzone Italiana, recentemente conclusasi. Ho manifestato, unitamente ai miei collaboratori Pritz, Robbin Milliam, Carlito, Pink Lady e Valium, in favore della C.A.C.C.A. (in basso un dispaccio del Movimento Popolare...n.d.r.), acronimo del movimento per la Canzone d’Amore Contro Canzone d’Autore, da me ideato con il giornalista bresciano Franco Zanetti. Alcune considerazioni di ordine generale sull’happening mi sembrano doverose.

Il pubblico che affolla le strade della città durante la rassegna ha un’età media di quarant’anni esatti, causa la prevalenza bulgara di over 65 ed under 15. Gli autoctoni sanremesi sono persone cordiali ed estremamente pazienti. Almeno tra coloro che vivono in città il Festival, non esiste alcuna differenza tra Giovani e Big; chiunque abbia, infatti, anche solo la parvenza di essere un cantante, viene regolarmente fermato per sottoscrivere autografi. Esiste, in questo senso, una forte propensione al feticcio da parte degli italiani. L’entrata del Teatro Ariston mette soggezione, e mi rendo, quindi, conto di quanto si possa tremare mettendo piede su quel palco. Non è che ci sia questo numero poi così elevato di gnocca. La città, invece, è letteralmente invasa da romani, complice, quasi certamente, la massiccia presenza Rai, e, più in generale, di testate capitoline. I cantanti, quando decidono di dotarsi di scorta, applicano le più moderne teorie di marketing. Partecipare, anche da spettatore, al Festival di Sanremo è un’esperienza indimenticabile. Stop.

www.porfiriorubirosa.it
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in favore della

C.A.C.C.A.

(Canzone d’Amore Contro Canzone d’Autore)

Chi siamo

Il Movimento Popolare in favore della C.A.C.C.A. è un collettivo volto alla valorizzazione della musica allegra, spensierata, orecchiabile, non autoreferenziale.

Ne fanno parte coloro che la sera, quando tornano a casa, avvertono la necessità di togliersi le scarpe. Quelli che se accendono la Tv e vedono la scosciata vallettina di turno, non cambiano canale ma si sforzano di vedere “qualcosina in più…”. Le “sciure” con i talloni secchi. Chi è convinto che 1 euro=1000 lire. Tutti i “luogocomunisti” con orgoglio. Ma soprattutto, ne fanno parte coloro che sono stufi di sentir parlare di brani d’autore solo per certi autori, e non per altri. Che sono arcistufi di canzoni che pretendono di insegnarti la vita, o anche semplicemente sensibilizzare sui problemi sociali. Sulla Mafia, sul Burqa, sull’Immigrazione, sulla Violenza nei Confronti delle Donne, sui Vecchi, sui Disoccupati, sui Troppo Occupati, sugli Orfani, su Coloro Che Non Possono Avere Figli, sull’Aborto, sulla Fecondazione Assistita, sugli Assistenti Sociali. E poi la Dipendenza dalla Droga, la Dipendenza dall’Alcol, la Dipendenza dal Sesso, la Guerra d’Indipendenza, il Doping. E ancora la Povertà, l’Inquinamento, la Fame nel Mondo, l’Aids, il Morbo della Mucca Pazza, i Matti. Eccetera eccetera eccetera…

Perché noi, dopotutto, avremmo solamente voglia di… sentire una bella canzone.

Il Movimento Popolare in favore della C.A.C.C.A. è brillantemente presieduto da Porfirio Rubirosa, cantante italo-argentino nato nel 1936 a Buenos Aires. Interprete spensierato e festoso di brani dedicati all’amore e alla spiaggia, nel 1965 viene misteriosamente avvelenato, probabilmente dalle Case Discografiche, timorose che il cantante potesse imporre anche in Italia la filosofia delCanto e basta, che c’ho voglia di divertirmi e far divertire la gente visto che si sta parlando di Musica e non della Moratoria sulla Pena di Morte”. Porfirio Rubirosa viene ibernato poco prima di esalare l’ultimo respiro. Nel 2005 viene trovato l’antidoto, e il Presidente viene scongelato dal suo status di Calippo. Ricomincia, così, la lotta per la Canzonetta.

Cosa vogliamo

Il Movimento si propone di salvaguardare la minoranza ignorante italiota, o comunque quella di basso profilo culturale, appassionata di musica, ma che con la progressiva diffusione dei mezzi di informazione e la grande facilità di accesso alla cultura (si pensi, in questo senso, al proliferare di Corsi per Sommelier ed Assaggiatore di Formaggi), vuoi per distrazione, vuoi per mancanza di tempo, ha perduto il treno della Conoscenza, ed è rimasta tagliata fuori.

Cosa faremo

E’ necessario riformare il Festival di Sanremo, e fare tabula rasa dell’attuale Direzione Artistica. Pippo Baudo ha creato una manifestazione troppo elitaria. Troppo colta. Troppo ricercata. Troppo inarrivabile. Vogliamo un cambiamento. Lo pretendiamo, echeddiamine!

ABBASSO L’INTELLIGENZA, E’ UNA COSA TROPPO DA INTELLETTUALI!

Programma politico/artistico di Riforma del Festival di Sanremo:

Scacco matto al Festival degli Intellettuali e vittoria del Festival della C.A.C.C.A. in 10 mosse 10

1) I brani dovranno essere eseguiti all’Ariston rigorosamente in playback.

2) Ognuno dei brani in gara dovrà tassativamente contenere almeno una rima per strofa con verbi all’infinito, oppure al futuro (ma con moderazione!).

3) Dai testi delle canzoni in concorso al Festival dovrà essere abolita ogni tematica sociale, politica, ideologica. Si canti l’amore!

4) I testi delle canzoni in concorso al Festival dovranno ricercare e privilegiare la classica rima Cuore/Amore.

5) Al Festival di Sanremo potranno partecipare solo cantanti davvero famosi, e cioè che nella loro carriera abbiano venduto almeno 500 copie. Basta con i big semi sconosciuti!

6) Introduzione delle “Quote Sole”: almeno il 50% delle canzoni dovrà avere ambientazione estiva e spiaggesca.

7) Introduzione della “Quota PPP (Pace-Panzeri-Pilat)”: almeno l’80% delle musiche delle canzoni in gara dovrà essere composto esclusivamente sul Giro di Do.

8) Introduzione del “Periodo di Garanzia”: dal 3 novembre dell’anno precedente il Festival di Sanremo, e fino all’1 novembre (incluso) dell’anno del Festival, dovranno essere inibiti, in tutto il territorio italiano, concorsi, rassegne, raduni dedicati alla Canzone d’Autore.

9) Per ottenere l’accredito alla Sala Stampa i giornalisti dovranno superare un esame scritto, allo scopo di valutare la loro preparazione sulla Canzone d’Amore.

10) Le cantanti in gara dovranno calzare scarpe con tacchi a spillo rigorosamente di 12 cm., i cantanti in gara dovranno esibirsi in smoking.

 

Letto 7145 volte Ultima modifica il Lunedì, 04 Maggio 2009 15:51
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