Martedì, 21 Dicembre 2010 14:17

…e il Vascello danza

Scritto da Emanuele T. Giachet
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[DANZA]

Bastard_SundayROMA- La rassegna di danza contemporanea …e il Vascello danza prende il via con fulgore, ma poco pubblico. Se da parte degli spettatori si tratta di scelta, gusto o crisi economica è duro pronunciarsi, ma l’importante è il calore che i danzatori e la platea hanno tentato di scambiarsi vicendevolmente.

Come ogni lavoro, riferirsi a un autore e prenderne spunto è sempre problematico, la preparazione di uno spettacolo lascia sorgere pensieri, riflessioni che si possono scostare dal percorso culturale seguito da chi si considera fonte di idee. In uno dei suoi scritti Pier Paolo Pasolini è convinto che “nel teatro la parola è doppiamente glorificata: è scritta, come possiamo trovarla in Omero, ma è anche pronunciata, come un normale colloquio fra due persone al lavoro: non c’è nulla di più bello”. Il discorso vale anche se riferito a una performance coreografica. Spero Pasolini mi perdonerà questo parallelo con la danza, in cui l’azione è doppiamente glorificata e amplificata: è strutturata mentalmente e trasposta sul piano visivo. Non c’è nulla di più intrigante che vedere un concetto espresso in un’azione.
Questo è quanto ha cercato di fare la Compagnia Enzo Cosimi Danza con lo spettacolo Bastard Sunday con Paola Lattanzi ed Enzo Cosimi che approfondisce e rielabora una parte di I need more, spettacolo costruito nel 2004.
In Bastard Sunday appare in scena una figura androgina femminile che quasi si contrappone a quella maschile in una sorta di continua lotta in cui tutto si rinnega, ma allo stesso tempo tutto viene celebrato. La scena è molto semplice, quasi vuota, colmata solo dall’essenzialità dell’interpretazione che riempie ogni spazio lasciato libero.

La rassegna prosegue con lo spettacolo Syrene, la cui idea e coreografia è di Maria Grazia syreneSarandrea in cui lo spettatore è invitato a gettarsi in un mondo diverso, misterioso e colmo di fascino oscuro. Il canto delle Sirene, creature mitiche metà donne e metà uccello (secondo la corretta tradizione greca), aveva il potere di aprire le menti, di guidare l’essere umano in un viaggio che conduceva alla morte certa dopo aver abbandonato la propria vita, il proprio passato. Anche questo spettacolo ci accompagna, come attraverso un rito di passaggio, non verso la morte ma più verso una rinascita, verso quel mondo ignoto in cui la percezione di sè e degli altri varia, si modifica, migliora acquistando nuova linfa. Syrene ci risparmia dalla tediosa morte neurale di molte performance stantie, riconquistando il pubblico ogni momento con musiche suadenti che permettono alle persone di ritrovarsi invece di perdersi.

Pulcinella della compagnia MDA Produzioni Danza di Aurelio Gatti ideatore, regista e coreografo, chiude la rassegna di danza al Teatro Vascello.
Pulcinella è sempre sospeso fra il bene e il male, l’ignoranza e l’astuzia, il reale e l’onirico. Opposti che talvolta si intersecano producendo verità, verità unica, imprescindibile, che per quanto assurda sembra vera e convincente.
PULCINELLA2La scena essenziale ma geniale, riproduce un deposito in cui Pulcinella si fa luce indicando la strada da percorrere, sia reale che drammaturgica, a un uomo qualsiasi, custode del deposito, custode di conoscenze. in cui ogni spettatore può incontrare se stesso. Un fulmine dà il via al sogno che forse è anche realtà e in questo sogno il custode sembra andare in altalena in un continuo perdersi e ritrovarsi in balia di un mare agitato di esperienze, conoscenze che continuamente non ha pace nella nostra coscienza.
Carlotta Bruni, Luna Marongiu, Gioia Guida, Marica Zannettino, Gianna Beduschi conducono il custode/Aurelio Gatti in un mondo alternativo ma reale, diverso ma sempre lo stesso, prigioniero ma libero, che il pubblico ha potuto godere e ammirare affascinato. Un Pulcinella questo che concede una libertà reale che tanto manca alla nostra contemporaneità.

Emanuele Truffa Giachet

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