Mercoledì, 24 Novembre 2010 01:58

Mali: alla ricerca dell’acqua perduta

Scritto da Amanda Ronzoni
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[TRIP: NOTE DI VIAGGIO]

 

viaggiIl deserto è una realtà ingombrante in Mali. La sabbia plasma paesaggi da sogno e nasconde i segreti di una storia gloriosa. Il paese ospita una ventina di etnie diverse, che nel tempo hanno saputo conservare la tradizione, a dispetto delle difficoltà create da cambiamenti storici e climatici.


Vicino all’ansa del fiume Niger, proprio sotto la falesia di Bandiagara vivono i Dogon. La parete rocciosa della falesia, alta 400 metri, che taglia per 200 chilometri il Sahel. Una specie di grande rete di protezione contro le insidie delle dune e della sabbia. Esperti astronomi, i Dogon vivono in case di fango dalle forme strane (secondo alcuni ricercatori questo popolo sarebbe depositario di un contatto avvenuto in passato con gli extraterrestri ecco perché le case hanno la forma di razzi spaziali). I villaggi sono collegati da un complesso sistema di sentieri arditi e scalette.
Poco distante, al centro della grande ansa formata dal Niger si apre una regione semidesertica ricoperta da una secca savana. Nonostante la presenza del Niger (che scorre per 4200 km, di cui 1700 in Mali), il terzo fiume africano dopo il Nilo e il Congo, e del Sénégal (1700 km), l’acqua non è una risorsa accessibile. Le piogge sempre meno abbondanti stanno penalizzando le attività agricole, la deforestazione e l’estensione dei terreni agricoli incidono sul clima che diventa sempre più secco. Un cane che si morde la coda. Il risultato è che l’acqua scarseggia e l’accesso a questa risorsa così preziosa diventa sempre più difficoltoso.

Per definizione, una persona ha accesso all’acqua quando può disporne di 20 litri al giorno, prelevati da una fonte idrica migliorata (sorgenti protette, cisterne per la raccolta di pioggia, pozzi a largo invitodiametro o perforati, acquedotti) posta a meno di un chilometro dalla sua abitazione. Da una stima del 2004 risulta che meno del 50% della popolazione in Mali disponga di questa possibilità. Si ricorre allora a pozze occasionali, persino acque di palude, e pozzi tradizionali. La stagione secca rappresenta il momento di penuria massima. Le donne e i bambini sono così obbligati a farsi a piedi diversi chilometri per portarsi a casa un secchio di acqua. Il tutto ha ricadute sociali ed economiche disastrose per interi villaggi e comunità.
Di acqua, ce n’è, ben nascosta sotto terra. Basta scavare e portarla alla superficie con metodi che ne evitino sprechi e che garantiscano un accesso democratico. Ecco perché sostenere i villaggi in quest’impresa è importante.

INFO

La mostra “I segreti della scatola magica”, di Elena Givone per l’associazione Alì2000 Onlus, da gennaio viaggerà in formato short attraverso il circuito delle Librerie Feltrinelli: gennaio a Padova, febbraio a Mestre, marzo a Roma, aprile a Bologna, maggio a Firenze, giugno a Palermo, luglio/agosto a Napoli e settembre a Genova, per concludersi a Milano alla Feltrinelli di Piazza Piemonte a ottobre.
La mostra  è il risultato di un felice scambio avvenuto in Mali tra la giovane fotografa Elena Givone (www.elenagivone.com) e i bambini di alcuni villaggi Dogon isolati dal mondo occidentale e dalla cultura urbana, privi di consuetudine con le immagini.
Elena, 31 anni, vive e lavora tra Torino ed Amsterdam. Diplomata allo IED nel 2006, lo stesso anno vince il premio “Attenzione nuovo talento FNAC” con il progetto “PAZI MINE- Sarajevo 2006”. Da settembre 2008 è rappresentata da Contrasto.
Il progetto è prodotto da Alì 2000 Onlus (www.ali2000.it) che costruisce pozzi d’acqua in Mali. La Onlus opera per sviluppare l’accesso all’acqua nei villaggi dell’Africa Occidentale e in particolare in Mali, attualmente nella regione della Falesia di Bandiagara e nella Piana del Senò. È un’associazione laica ed indipendente, che si basa su rapporti diretti e personali con i sostenitori e finanziatori qui in Italia e le comunità rurali beneficiarie dei progetti realizzati. Alì2000 Onlus conta esclusivamente sulle donazioni delle persone e delle aziende che la sostengono. Sino ad oggi l’associazione ha realizzato una quarantina di pozzi d’acqua a grande diametro, altri 8 sono attualmente in fase di completamento e verifica (fine 2010).


Amanda Ronzoni

Le immagini sono gentile concessione di Elena Givone – All Rights Reserved.

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