Martedì, 09 Novembre 2010 11:12

Sabrina e Alessia: perché disegniamo, disegniamo, disegniamo!

Scritto da Diego Ciorra
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Hanno partecipato al MArteLive con leggerezza e voglia di divertirsi. Hanno ricevuto in cambio applausi, complimenti e un meritatissimo primo premio nel concorso della sezione fumetto. Perché in fondo, che si disegni spalla a spalle con importanti artisti o nella penombra di una sala da ballo, mentre migliaia di persone intorno saltano sulle note di un gruppo francese, l'importante è fare ciò che più ti piace. Nel caso di Sabrina Ariganello ed Alessia Pastorello disegnare è dare vita a sogni impossibili attraverso matita ed acquarelli.

Abbiamo intervistato il duo vincitore dell'edizione 2010 mentre ancora gongola per la pubblicazione14 della propria tavola sul nuovo numero di MONO, per scoprire come è nato e come riescono ad alimentare questo affiatamento creativo perfetto! Voi potete ammirare altri loro lavori nel blog:
http://sabrinaealessia.blogspot.com/

Siete di ritorno da Lucca, dove eravate in una specie di factory di artisti indipendente. Le vostre impressioni sulla salute del fumetto italiano,dopo la fiera?
S. e A. - L’esperienza della stand a Lucca è stata davvero bella e utile. Sia a livello umano, che per capire come organizzare meglio il gruppo dei Drawers 2.0. Lucca ha un po’ di problemini organizzativi, ma si sa, più grandi sono le cose - la fiera di Lucca è la quarta al mondo per presenze - più problemi portano con sé.
Sulla situazione del fumetto italiano…
Vi lasciamo un link che parla da sé, ed è il video della “Tavola Rotonda” che si è tenuta domenica 31 ottobre in quel di Lucca. Una conferenza/dibattito tra diversi autori e realtà editoriali:
http://www.stunf.it/2010/11/04/autori-a-confronto-video-integrale/

Siete riuscite a stringere nuovi contatti di lavoro?
S. e A. - Sì, è servita. Ma non grazie agli incontri prefissati con gli editor, anche perché abbiamo saputo che nelle selezioni dei colloqui ne hanno scelti pochissimi, quanto piuttosto conoscendo di persona autori che potevano aver bisogno di disegnatori e coloristi.

mercatoindianoDopo il MArteLive dovreste essere abituate a disegnare sotto gli occhi della gente. Vi diverte? Qual’è la condizione ideale in cui riuscite a creare?
S. - Prima del MArteLive c’erano state altre occasioni per disegnare col pubblico, ricordiamo ancora l’ansia le prime volte! Ansia data dal pensare di non essere all’altezza delle aspettative della gente, soprattutto durante la sessione di sketch in cui ti fanno richieste precise sui soggetti dei disegni da fare.
A. -  Personalmente, da quando coloro soltanto, non ho più quest’ansia: faccio la cosa che mi riesce meglio e in cui dò il mio meglio e mi diverte un sacco farlo! Infatti a volte ci perdo molto più tempo di quello che dovrei (data la mole di richieste), ma non riesco a smettere! E’ un’immensa soddisfazione leggere negli occhi delle persone, la felicità per aver fatto loro un disegno.
La condizione ideale per creare in pubblico? Bisogna un po’ isolarsi mentalmente, almeno nella fase iniziale.

In quanto vincitrici del concorso avete avuto la possibilità di apparire su MONO, confrontandovi con il limite di una sola tavola. Complicato?
S. e A. - Forse è più complicato dal punto di vista del disegno. Devi creare una sorta di storia e per farlo hai solo una pagina. Puoi dire tutto o niente, ma devi dare il tuo meglio e hai solo quella pagina!

Raccontate ai lettori del MArteMagazine come è nato il vostro connubio artistico?
S. - Era una cosa che si pensava dai tempi della Scuola Romana dei Fumetti, che abbiamo frequentato insieme, e ha preso piede più concretamente quando c’è stata anche una differenziazione di ruoli lavorativi.
Una volta finita la scuola, passato un annetto, ci siamo trovate con l’opportunità di vivere assieme e collaborare, quindi abbiamo preso quest’occasione al volo! Due menti creative unite per dare libero sfogo alle loro artisticità!

Vedendovi all'opera dal vivo è preponderante l'aspetto grafico, perché Sabrina disegna e Alessia colora. Ma come nascono le storie e le illustrazioni che realizzate?
S. e A. - Insieme ci siamo cimentate prettamente sulle illustrazioni; di solito davanti alla sceneggiatura facciamo entrambe uno o più schizzi di come ci immaginiamo il disegno da realizzare.  Una volta allineate le visioni, se ci serve, cerchiamo la documentazione necessaria  e poi… al lavoro!

Avete già alle spalle alcuni lavori da professioniste, come una splendida collezione di11 Tarocchi per l'Edizioni Scarabeo. Come avete ottenuto quest'opportunità lavorativa?
A. - Sabrina è una collezionista di tarocchi, è partita da lei l’idea di provare a proporci per realizzare un mazzo, e da qui l’inizio della nostra collaborazione! Abbiamo creato un tema a nostro piacimento, fatto alcune carte di prova, supervisionate da un nostro ex professore, e spedito il tutto! Sono piaciute, ma ci hanno chiesto di realizzarne alcune in un tema più “esotico”. Fatte anche queste ci sono arrivate le prove ufficiali delle carte di quello che poi è stato il nostro primo mazzo: “I tarocchi degli Sciamani”. E’ stata lungo e un po’ faticoso, ma quante soddisfazioni ci ha dato!

Se doveste gettarvi in un'altra impresa simile, in cui mettere a frutto il vostro talento, escluso il fumetto, cosa vi piacerebbe realizzare?
A.- Mi piacerebbe realizzare delle opere decorative per la città. Avete presente la Comic Street Route di Bruxelles? Ecco, qualcosa di simile. Per tenerci sulla stessa linea, mi piacerebbe fare qualcosa nell’editoria per ragazzi e bambini.
S.-  Se devo dirla proprio tutta, il mio sogno è lavorare per uno studio di animazione come Storyboard artist o Character Design, ma anche l’illustrazione per l’infanzia mi affascina tantissimo!

Scene_di_vita_vissuta_1Quando invece avete capito che disegnare poteva essere il vostro lavoro nella vita?
A.- Ho iniziato a pensarci all’ultimo anno delle superiori. Con un po’ di incoscienza sono scesa a Roma per fare la scuola di fumetto e da lì ho proseguito per questa strada.
S.- Come tanti altri anch’io ho sempre detto: “ Disegnavo da quando ero piccola e sognavo di diventare una disegnatrice…” e può sembrare banale e ripetitivo … ma è proprio così! Poi, pian piano, superando diverse difficoltà, si è concretizzata quest’idea, ora speriamo di riuscire a portarla avanti sempre di più!

Avete un progetto insieme a cui state o che vorreste realizzare? E da sole?
A.- Per ora abbiamo finito i progetti collaborativi, ma non si sa cosa ci riserva il futuro! Personalmente sono al lavoro sulla colorazione di tavole per il mercato francese e sto facendo un po’ di prove varie per diversi progetti. Incrociamo le dita!  Anche se aspiro a poter un giorno produrre qualcosa interamente creato da me.
S.- Ho in ballo diverse cose che riguardano il disegno e non, fra cui una molto importante ma, Tavola1come fanno la maggior parte dei disegnatori, per scaramanzia, non si dice nulla!

Con chi vorreste collaborare, e perché?
A. - Il primo che mi è venuto in mente è James Jean. Un genio folle. Però non ho idea di come potrei mai collaborare con lui a livello pratico.
S.- Oh ce ne sarebbero, ne stimo così tanti! Ma ora come ora penso al bravissimo Chris Sanders. Sarebbe favoloso lavorare insieme ad un progetto per un cartone animato… se dobbiamo sognare, facciamolo in grande no?!

Quale personaggio dei fumetti reinventereste?
S. e A. - Superman. Perché è noioso così com’è.

Concludiamo con un consiglio a chi vorrebbe lavorare nel campo del fumetto ed è alle prime armi?
S. e A. - Non lo fate! Scherziamo, naturalmente! Armatevi di pazienza, buona volontà, impegno e un po’ di sfacciataggine. Studiate tanto la tecnica, la prospettiva, i chiaroscuri, l’anatomia… poi dimenticate tutto e disegnate. Disegnate, disegnate, disegnate…

Diego Ciorra

Letto 13050 volte Ultima modifica il Martedì, 09 Novembre 2010 11:34

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