Martedì, 12 Ottobre 2010 23:22

'O Zulù + Enrico Capuano

Scritto da Laura Fioravanti
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[MUSICA]

foto1ROMA- Nel tempio romano del rock, in questo caldissimo venerdì d'inizio ottobre, si rivive un pezzo di storia della musica italiana alternativa e impegnata degli ultimi anni.

Giovedì 7 ottobre al Qube Luca Persico meglio noto come 'O Zulù ed Enrico Capuano mettono in scena un concerto speciale, dedicato a tutti quelli che hanno voglia di stare a sentire ciò che i due cantautori hanno da dire, nel bene e nel male, accompagnati da batteria, basso, chitarra e una foto4corista scalmanata!
L'ingresso gratuito fino alla mezzanotte permette a tutti di poter godere dello spettacolo, e nonostante il Qube sia un locale multipiano che offre ogni sera molteplici sonorità, la sala più gremita e animata è proprio quella del concerto.
La presenza de 'O Zulù sul palco è imponente, sia per la sua mole fisica che per il messaggio che la sua voce porta al pubblico, no alle mezze misure, è stato sempre questo il motto del cantante partenopeo, che con estrema chiarezza, spesso sconfinante nella scurrilità inizia a rappare sulla chitarra di Capuano come un fiume in piena, e ce n'è per tutti!
foto3Musica ballabile e spensierata con quel beat tipicamente funky, condita di liriche profonde come la ben nota “Curre Curre Guagliò” riproposta in medley con “Napoli” si affianca alla splendida “Stalingrado” degli Stormy Six riproposta in chiave rockeggiante.
Un pubblico assortito, ma con prevalenza di giovanissimi, che conoscono a menadito i testi e la musica di questi due artisti che hanno entrambi passato i quaranta, e fa sempre un certo effetto vedere come si sposano bene generazioni tanto distanti tra loro, ritrovandosi in una strofa, in un ritornello.
Non ci si smette mai di muovere, anche sui pezzi piu' slow dove 'O Zulù si diverte a improvvisare su opulenti linee di basso e ritmiche dub, andando avanti con le talentuose “Tarantate Rock” di Enrico Capuano. Come poteva mancare poi l'inno dei partigiani italiani “Bella Ciao”, in chiave ska, cantata all'unisono da tutti, dalle origini a oggi guardando il futuro, ma con la stessa rabbia di sempre!

Laura Fioravanti

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