Martedì, 12 Ottobre 2010 14:33

Occidente- Oriente A/R: cose turche

Scritto da Eva Kent, Francesca Paolini
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[L'ILLETTERATA]

evakentIl Festival della Letteratura di Viaggio di Roma è arrivato alla sua terza edizione e dedica quest’anno l’intera rassegna ad un approfondimento storico geografico sul Vicino Oriente.

Organizzato dal 30 settembre al 3 ottobre dalla Società Geografica Italiana e da Federculture presso Villa Celimontana ed il Palazzo delle Esposizioni, ripercorre a ritroso nel tempo i percorsi che dall’Italia, e Venezia in particolare, portano alla vicina Turchia, nell’antica Costantinopoli: un 17834percorso inedito e dalle mille sfaccettature sui viaggi, fra letteratura, geografia, cinema, fotografia, teatro, musica, archeologia e anche filosofia e storia, tutto nel segno del Levante.
Nella splendida cornice di Villa Celimontana presso Palazzetto Mattei nelle sale principali della Biblioteca della Società Geografica Italiana il pubblico dei viaggiatori ha potuto così visitare la mostra a cura di Nadia Fusco e Marco Maggioli, entrambi geografi, Cose turche. Racconti dei viaggiatori italiani tra XVI e XX secolo. La mostra è un melting pot di resoconti di viaggio, memorie, testimonianze di viaggiatori italiani che hanno raggiunto la vicina Turchia e ne hanno magnificato gli aspetti geografici e culturali dalla metà del XVI agli inizi del XX secolo.
Commercianti, intellettuali, ambasciatori, militari tramite volumi, carte geografiche originali dell’epoca e un percorso a pannelli che esplica la vita di ognuno di loro, ci conducono quindi alla volta della Turchia. In occasione dell’inaugurazione della mostra, il 1 ottobre, c’è stato un incontro con Franco Salvatori, presidente della Società Italiana, Melda Araz, vice-consigliere dell’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia in Italia, Nadia Fusco, curatrice della mostra e Marta Ottaviani, scrittrice e corrispondente dalla Turchia.

Al Palazzo delle Esposizioni, invece, la mostra iconografica tra carte di ieri e foto di oggi a cura di Simone Bozzato, geografo, e Antonio Politano, fotografo e giornalista, Grande Venezia. Terre 03_GVe genti, fino a Istanbul e Alessandria.
Carte geografiche d’epoca, libri, atlanti e fotografie contemporanee che hanno come oggetto l’area d’influenza della Serenissima dei tempi d’oro: occhi aperti verso il Mediterraneo, passando per Trieste, la fiorente Croazia, Istanbul e la Turchia, Alessandria d’Egitto e la Palestina della Striscia di Gaza.
61 fotografie di autori vari illustrano questi luoghi e le persone che li vivono (oggi), 13 carte geografiche, 11 rari e preziosi libri e atlanti (tra cui ritroviamo le opere di Abraham Ortelius, 1590; Giuseppe Rosaccio, 1598; Claudio Tolomeo Alessandrino, 1561; Vincenzo Maria Coronelli, 1690; Gerardus Mercator, 1632) con cui ripercorrere gli itinerari di un tempo, le vie commerciali, le scoperte geografiche, gli scambi culturali.
Sempre al Palazzo delle Esposizioni anche un viaggio ideale nel cinema di Gabriele Salvatores e della sua “trilogia della fuga”. Insignito del premio La Navicella d’Oro ed in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia della Cineteca Nazionale, sono stati proiettati nel corso di sabato 2 e domenica 3 ottobre: Mediterraneo (1991), Turnè (1990), Marrakech Express (1989) e Puerto Escondido (1992).

Molti anche gli incontri e i dibattiti che hanno animato il Festival: in programma lezioni (geopolitica, geografia, musica, giornalismo), premi tra cui ricordiamo Parole in corsa, premiazione della seconda edizione del concorso letterario sponsorizzato dalla Cotral Spa e Movimenti, premio creativo del CTS per racconti e fotografie di viaggio, con Enrico Brizzi, scrittore e Paolo Giaccaria, geografo.
Video-interviste esclusive a Claudio Magris, Amos Oz, Paolo Matthiae, Gianrico Carofiglio,32_GV Gabriele Salvatores, e oltre venti incontri con più di cinquanta ospiti, viaggiatori e narratori a diverso titolo: scrittori, geografi, storici, filosofi, archeologi, cineasti, giornalisti, fotografi, architetti, attori, musicisti, illustratori sugli argomenti più disparati: Battaglie a Levante, Il viaggio della filosofia, sensi dell’andare con la presenza di Umberto Galimberti, Viaggiare piano, pellegrini verso con Piergiorgio Odifreddi.
Insomma un calendario fitto di cose emozionanti ed interessanti da vedere e da scoprire come rappresentazione e racconto del mondo alla volta di quel destino di viaggio che ognuno vorrebbe che fosse proprio per una tre giorni indimenticabile che, forse, meriterebbe più spazio.

Eva Kent (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)



Letteratura che racconta il mondo

ROMA- Venerdì 3 ottobre abbiamo seguito l’incontro della rassegna dedicato a due personalità della letteratura nelle cui opere sono determinanti i temi del viaggio e delle frontiere: Amos Oz e Claudio Magris.
In due videointerviste esclusive entrambi hanno risposto a domande sul senso del viaggiare e sul superamento delle frontiere, fisiche certo, ma che diventano soprattutto frontiere mentali ed etiche.
amos_oz1Un viaggio inizia sempre con una partenza ed ecco che il primo argomento di Amos Oz è il deserto, il luogo dove vive, Israele. Tutte le mattine, racconta, deve attraversarlo per andare al lavoro –un piccolo viaggio anch’esso- e in quel silenzio totale che respira riesce a dare alle cose il giusto peso, la giusta scala di valori.  Il deserto è un grande “produttore di umiltà” che costringe a collocarsi non più evidentemente come centro, ma come una delle molteplici periferie in ascolto con il mondo.
Oltre al ricordo della sua vita nel kibbutz Hulda - una delle esperienze sociali più affascinanti della storia- , un altro spunto personale si offre al tema del viaggiare: le origini della propria famiglia. L’Europa dell’Est, l’Ucraina, è per lui l’altrove che prima o poi vorrà visitare, ma che pone una questione sull’identità. Sarà un ritorno alle origini dei propri genitori, ma per lui sarà un viaggio in un luogo ancora sconosciuto comunque segnato dalla memoria familiare. Certamente non sarà più il paese lasciato indietro che ha conosciuto da bambino nei ricordi familiari.

L’intervista a Claudio Magris è stata realizzata a Trieste, il suo luogo per eccellenza. Come Oz claudio_magrisanche lui afferma che un viaggio non è solo quello che ci porta lontano, ma può avvenire anche nella propria città, persino da una stanza all’altra della propria casa, perché prima di tutto viaggiare è un’esperienza. L’umiltà, condizione necessaria per partire, ritorna anche nelle sue parole: viaggiare significa fare i conti con la parzialità del proprio essere rispetto alle vite degli altri.
Luoghi diversi costringono a riconoscere le proprie frontiere come relative, accettando l’altro differente, ma non tutte le frontiere vanno oltrepassate. Se in un paese è lecito uccidere bambini, ad esempio, è importante avere chiaro che questo è un limite da non oltrepassare. Dunque sì al relativismo culturale mantenendosi saldi ad alcune certezze fondamentali. In tutte le parole di Magris aleggia lo spirito di Ulisse, il grande viaggiatore. La sua figura esprime il senso infinito del viaggio della vita che è una continua ricerca: “Mi ha sempre segnato questo senso della capacità, della necessità di varcare i confini. Ogni confine, non solo politico, non solo materiale, non solo geografico, ma anche spirituale, culturale, letterario”.

Francesca Paolini

Letto 7604 volte Ultima modifica il Martedì, 12 Ottobre 2010 14:45

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