Martedì, 28 Settembre 2010 14:38

Quel Don Giovanni di Baricco

Scritto da Francesca Paolini
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[LETTERATURA]

baricco_StoryROMA- È in corso all’Auditorium Parco della Musica di Roma la rassegna letteraria Save the Story (11 settembre- 17 ottobre) realizzata dalla scuola di scrittura Holden in collaborazione con il Gruppo Editoriale L’Espresso.

Il progetto nasce dall’idea di voler salvare la memoria di alcuni dei più grandi personaggi letterari e trasmetterla ai più giovani con la realizzazione di una collana di libri illustrati in uscita dal 30 settembre.
Grandi scrittori contemporanei - Camilleri e Benni per citarne soltanto un paio- sono stati chiamati a raccontare con la penna e, in questo contesto, con la voce,  storie che tradizionalmente non fanno parte della letteratura per ragazzi, da cui la novità del progetto. La sfida è quella di incantare i più giovani e giovanissimi così come i classici scelti hanno incantato la fantasia dei loro genitori.

Il primo volume della serie, con le eleganti illustrazioni di Alessandro Maria Nacar, è dedicato ad un personaggio che in pochi forse avrebbero pensato di raccontare ad un pubblico di bambini: il seduttore Don Giovanni, letto per noi dal seducente Alessandro Baricco. Prima della lettura l’autore ci spiega gli intenti della serata invitandoci ad immaginarci con il libro in mano, seduti sul letto del nostro bambino, mentre ci approntiamo a rivivere insieme a lui una storia che ha superato i secoli intatta nel suo fascino.
Il racconto è suddiviso in capitoli pensati sia come parte del tutto, sia come unità a sè tanti in modo che si possa terminare la lettura senza che, per intenderci, l’assassino venga lasciato con il coltello alzato poco prima di colpire.
Così ognuna delle avventure del seduttore di Spagna è costruita come un episodio in un gioco don_giovanni-copertinacomplessivo di accumulazione, situazioni che si sommano l’una all’altra concludendosi ad ogni cambio di capitolo, ma lasciandosi dietro tutte le conseguenze che andranno a determinare il fatale destino dell’eroe.

La trama è nota: dopo una lunga lista di vittime, donne possedute con l’inganno del matrimonio, Don Giovanni si imbatte nella bellissima Donna Anna, si introduce nella sua stanza, ma, venendo sorpreso dal padre di lei, è costretto ad un duello in cui il povero vecchio resterà ucciso, non senza aver lanciato una tremenda maledizione allo sfrontato seduttore. Senza che il suo cuore ne rimanga troppo scosso, il giovane continua la ricerca di una bella da amare per una sola notte, imbattendosi in una sua recente vittima che gli svela la presenza in città dei suoi fratelli e di dieci cavalieri che hanno come solo scopo quello della vendetta. L’intrecciarsi delle vicende fa sì che Don Giovanni abbia diverse opportunità per fuggire e mettersi in salvo, come d’altro canto supplica il suo fedelissimo servo, ma è nel voler affrontare fatalmente il suo destino che risiede la grandezza del personaggio. Il grande seduttore non vuole burlarsi anche del proprio Fato – come fa con le donne-  e accetta di andare incontro alla morte dimostrando tanto coraggio quanta eroica sfrontatezza. Nemmeno l’incontro con la statua animata del vecchio padre di Donna Anna riesce a scalfire la sua sicurezza, anzi, divertito, Don Giovanni lo invita a cena curioso di sapere cosa mai possa mangiare una statua. Proprio la stessa sera in cui ha dato appuntamento ai cavalieri per essere giustiziato e proprio quando le guardie andranno a prenderlo perché riconosciuto colpevole della morte del padre di Anna. Così il destino terminerà il suo corso e l’inferno spalancherà le  porte per dare al colpevole la giusta punizione ristoratrice del volere divino.

La domanda che la storia di questo personaggio suscita è Perché mai non si pente? Perché non scappa? Egli stesso risponde più volte nel corso del racconto: mai vorrà pentirsi della sua libertà di scegliere una vita profondamente assaporata nell’amore di ogni donna avuta, una scelta consapevole fino alle estreme conseguenze. Don Giovanni è un inno all’autodeterminazione, è l’essere libero per eccellenza ed è questa la caratteristica che ce ne fa innamorare: la potenza della sua libertà. Baricco è riuscito evidentemente a potenziare l’effetto di questo punto di forza, dando al personaggio la dose necessaria di sfrontatezza, coraggio e fascino per farci sospirare, per imprimerci nel cuore il nome del suo Don Giovanni.

Francesca Paolini

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