Martedì, 07 Settembre 2010 12:54

Figaro, il barbiere di Siviglia

Scritto da Maria Logroio
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[TEATRALMENTE]

teatralmenteNello spazio concerti di Marina di Ginosa (Ta), lo scorso 18 agosto, ha preso forma attraverso un modularsi di suoni, toni e canto una delle performance maggiormente rappresentate sulle scene teatrali: Il barbiere di Siviglia.

Anche noto come Figaro, si è presentato da subito con la sua scenografia minuziosa nei dettagli e affascinante agli occhi degli spettatori che erano lì attenti in attesa dello start d’inizio.
La performance nasce dalla produzione dell’Ass. Orchestra di Puglia e Basilicata con la direzione artistica di Francesco Zingariello e regia di Giovanni Guarino che, già da molti anni, allestisce eventi lirici e musicali (in particolare ad Altamura, Gravina e Matera) alle quali hanno preso parte anche musicisti e attori di chiara fama come Massimo Ranieri, Pippo Franco, Michele Marvulli e altri.
Lo spettacolo parte gradatamente sulle magiche sinfonie di Rossini che fanno da ‘apertura di sipario’ per poi acquistare vivacità, forza e carisma nel suo discorrere, facendo da sfondo e accompagnamento a seconda dell’occorrenza.
La nota storia del factotum della città, Figaro, parte nel momento in cui il Conte d’Almaviva, innamorato della bella Rosina che abita in casa del suo anziano tutore (Don Bartolo) e alla quale si è presentato sotto il falso nome di Lindoro, incontra nel cuore della notte proprio il famoso barbiere (Figaro), a cui confessa il sentimento per la giovane donna e gli chiede di aiutarlo a conquistare il suo cuore.
Figaro da subito disposto ad aiutarlo suggerisce dunque al conte di cambiare identità, fingendosi un giovane soldato e attestandogli una temporanea residenza in casa di Don Bartolo facendo in modo che Lindoro allacci i rapporti con Rosina che si dimostra subito interessata. Ma diversi sotterfugi e intrecci si susseguono anche perchè lo stesso Don Bartolo ha intenzione di sposare Rosina.
E da qui la trama si interseca simpaticamente e vivacemente tra i diversi personaggi, che fronteggiano a suon di lirica la situazione, per tre ore di spettacolo.

E la bravura e la forza di rendere omaggio a quest’opera di Rossini è chiaramente evidente in ogni singolo interprete (Gianni Coletta, Giovanni Guarino, Ryoko Oka, Pedro Carillo, Giuseppe Ranoia, Filomena Fittipaldi, Saverio Sangiacomo, Roberto Lenoci) insieme alle altre numerose comparse, che hanno fatto parte del coro e che hanno conquistato dal primo istante il pubblico mantenendo alto l’indice di gradimento fino all’ultimo secondo, nonostante la probabile stanchezza dovuta dal lungo tour estivo affrontato. Un applauso in più!

Maria Logroio

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