Giovedì, 27 Maggio 2010 11:26

PITTURA V_ In una Scatola Raffazzonata delle offerte

Scritto da Rossana Calbi
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paola.zuccala-pittura-IMG_6076Vecchi e nuovi incontri tra le tele della sala pittura, i sei artisti nel laboratorio live tra imbarazzi e ironie chiamano il pubblico e fanno spettacolo.

Rocco Cerchiara, vecchia conoscenza del MArteLive, fa partire le danze accompagnato da “Accidia” e “Superbia”.  Una  parte dei suo lavori sulla serie dedicata ai 7 vizi capitali, o ha solo voluto presentarsi formalmente da due vizi che coinvolgono, in momenti alterni, la vita di un artista.
Due anni fa, in occasione della sua prima presenza al concorso, Cerchiara ci colpì per la sua originalità, per i suoi personaggi inquietanti e vicini all’immaginario più di quanto ci piacerebbe ammettere. Adesso siamo abituati a questo pittore fuori dal comune, tanto da ritrovare nelle sue immagini la classicità e al sperimentazione. Il suo è un lavoro di disegno accurato. Il corpo è studiato, tanto da essere rielaborato e lo spirito umano è scandagliato. Cerchiara è pronto al live, dell’attenzione del pubblico mentre lavora dice: “me ne frego”. Gioca con chi si sofferma a vedere il sangue che esce dalla testa del soggetto rappresentato nel suo lavoro. Cerchaira sa di stupire il pubblico, sa di attrarlo perché svela la fragilità della mente, lo fa senza esagerare se non nell’immagine, lo fa ridendo di se stesso e del suo fare. Affianco ai suoi colori una cassetta porta questa dicitura: Scatola Raffazzonata delle offerte. Ci si può mettere qualsiasi cosa: sigarette, soldi, messaggi, magari anche il numero telefonico di un’ammiratrice o di un ammiratre. Perché, se Cerchiara non ironizzasse, come sa fare, non avrebbe quella forza espressiva e profonda nella sua immagine, perché per realizzare creature così conturbanti devi saper ridere delle reazioni altrui e questo pittore sa prendersi in giro e sa produrre immagini che rimangono impresse nella mente altrui.

Gli chiediamo chi gli piaccia tra i suoi “compagni di serata”e ci indica il suo vicino, Antonio Guzzardo, conosciuto già in veste di fotografo, presenta People Getting Sick.  Del lavoro che è un omaggio alle immagini di Lynch, Il Guzzo, così si fa chiamare questo artista poliedrico e multiforme, ci spiega l’intero percorso. “Questa facce emettono qualcosa, non sono semplicemente sporche. Ho chiesto ai miei protagonisti l’insetto che gli dava più ripugnanza, e questo è diventato un particolare del quadro. Si sporcano con un vomito di liberazione. I soggetti che mi hanno ispirat questi lavori sono molto carismatiche e questo vomito è un urlo di disprezzo“. Il Guzzo, in fotografia gioca ed ironizza con un’ironia che sa di pop, in pittura riporta immagine grafiche e diventa più intimista e profondo. “Qui la denuncia è più mia, diventa tutto molto più soggettivo”, ci anticipa prima della performance. Anche lui alla seconda partecipazione al concorso, ha ancora la tensione del live, che, invece, sembra quasi diventata abitudine per Cicero.

“Mi aspetto la fine del mondo” ci spiega Fabrizio Cicero mostrandoci l’asteroide che ispirerà il suo lavoro dal vivo. Sorride in modo disincantato mentre paragona i divi del cinema, protagonisti dei suoi quadri, agli steroidi. “Ti fanno viaggiare, anche loro sono soggetti misteriosi”. I suoi paola.zuccala-pittura-IMG_5919lavori sono quasi stanchi, una tendenza al classico che si piega su dei particolari appena sfiorati. Il pubblico diventa una cornice inutile al suo lavoro. Il supporto è poggiato su un tavolo e non si espone allo sguardo del pubblico. Due colori per non incastrarsi nei dettagli policromatici che contrastano con le vetrate pittoriche della Marziale.

Nelle opere di Manuela Marziale il vetro non si fonde con la pittura. L’artista chiama il pubblico che si avvicina al suo lavoro, li inviata a toccarlo a spostarne i componenti a dargli una nuova interpretazione. “La gente, in genere è abituata a non poter toccare, io invito ad entrare a contatto con l’opera”. Il progetto della Marziale  è coinvolgente, partecipativo; coinvolgendo diverse arti coinvolge lo spettatore. La Marziale ha colto al meglio lo spirito del MArteLive. Colorata e affabile, fa della sua arte un modo per mescolare le tecniche e lo spirito. Allegra e vivace fa giocare il suo pubblico perché sa giocare con il suo spirito artistico.
In fondo è dal gioco e dalla sperimentazione che arriviamo all’immagine nuova.

Giulio Pierannunzio non si rende neanche conto di essere un pop surrealista, di toccare le punte dell’arte più contemporanea tra i giovani collezionisti. I sui lavori metaforici e simbolici confondono gli elementi naturali che si riscoprono nel sogno. La sua produzione è carica di richiami grafici, artista con diverse sfaccettature e visioni policromatiche, si considera un autodidatta, ma i suoi lavori seguono gli insegnamenti della lowbrow art. La fumettistica, la grafica si confondono inconsciamente su un substrato di metafore morbide e sinuose.

Diego Miguel Mirabella è figlio di altre metafore, la filosofia classica, quella di Nietzsche diventa lo sfondo  di personaggi di un fumetto allegorico. Mirabella dipinge dall’età di quindici anni, ha percorso diverse tecniche: la street art, il fumetto e lo studio della pittura in accademia. “Le mie sono figure post atomiche che si riedificano sul peccato”. Un uomo imperfetto, ridicolo, deforme, in una colore che è indefinito trova un’azione da cui partire per ritrovare una nuova forza.
In questo circolo artistico, Rocco Cerchiara ha descritto i suoi personaggi, come deformati da un peccato e persi in questo tanto da essere coperti da maschere, mentre Diego Miguel Mirabella disegna degli omuncoli che dallo loro deformità potranno trovare un nuovo punto di partenza. L’ironia di Cerchiara si chiude con l’impegno serio di Mirabella. Se Cerchiara fa uno show, finendo la sua opera per ultimo e concedendo schizzi di sangue ad un pubblico assetato d’arte, Mirabella dava le spalle, agli avventori della sala pittura, timido e non abituato alle performance, ha presentato un lavoro intimistico e piccolo.
Un’offerta per questi artisti? Un’attenzione nella Scatola Rafazzonata di Rocco Cerchiara? Questa scatola è come l’arte. All’interno conserva il messaggio: se hai rubato questa scatola ti sarai rubato anche il contenuto ma il mio messaggio è…, e qui omettiamo, perché un artista va aiutato, incoraggiato e seguito, ma mai derubargli anche una sola idea, altrimenti la maledizione della scatola vi colpirà!

Rossana Calbi

Letto 6765 volte Ultima modifica il Martedì, 01 Giugno 2010 18:46

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