Giovedì, 27 Maggio 2010 11:13

ARTIGIANATO & ECODESIGN V_ I mille volti de…

Scritto da Mikaela Dema
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paola.zuccala-artigianato-IMG_6006Siamo agli sgoccioli, ieri si è concluso il penultimo martedì del MArteLive e ne abbiamo viste di tutti i colori, ma non per questo smettiamo di sorprenderci e se lo facciamo è merito soprattutto degli artisti che continuiamo ad incontrare durante questo luminoso e illuminante percorso.

Questa volta la sezione dedicata all’Artigianato & Ecodesign si divide in quattro distinte sezioni tutte diverse tra loro, ma ognuna incredibilmente affascinante.
La prima può essere definita Artigianato Artistico, così come mi dice la stessa Altaluna (Elena), una ragazza che sembra essere uscita dalle sue stesse creazioni, gli occhi vispi e attenti di chi sa guardare con il cuore e non dimentica di essere stata bambina, infatti è dalla sua infanzia e dai suoi sogni che trae la migliore ispirazione.
Elena fa l’illustratrice per bambini, è abituata a disegnare con tutto, dai gessetti ai pastelli, “tutto tranne l’acquarello”, mi dice sorridendo, e mi immergo nel suo mondo di disegni e di scatole che fa con il legno, il collage, la poesia, le favole, e la ceramica. Sì perché dentro e fuori ogni scatolina c’è un microcosmo, fatto da ritagli di giornali o da foto vintage, illustrazioni create dall’artista, versi di poesie e all’interno installazioni colorate, oggettini e personaggi inaspettati, sorprese infinite per un’immaginazione piena di colori e voglia di giocare.

L’artigianato è opera dell’ingegno e della manualità ed è una delle attività più antiche alla quelle si èpaola.zuccala-artigianato-IMG_5984 dedicato l’uomo sin dall’inizio dei tempi, è da questo spunto che prende ispirazione Abbaialuna, ceramista piemontese con un’attenzione particolare verso la natura. L’artista si dedica al lavoro dell’argilla a partire dalla terra cruda, per poi lavorarla seguendo l’antica tecnica del bucchero etrusco per depurare l’argilla, cuocerla, lavorarla con il fuoco, in alcuni casi anche con la tecnica del raku dolce, per farne uscire il normale effetto smaltato e vetrificato, donandole un valore oltre che puramente estetico anche di resistenza che la rende adatta all’uso comune, alla lavastoviglie ad esempio. Piatti, tazzine da caffè, vasi, oggetti di design come di uso comune nei colori naturali che l’argilla assume dopo le lavorazioni, oro, nero, bianco rosso e argento per comunicare la massima espressione della forza della natura.

paola.zuccala-artigianato-IMG_5992Passiamo invece ai gioielli artigianali con Daniele Grifò, artista romano che mentre mi racconta le sue opere perde un anellino sotto al tavolo e si raccomanda di menzionarlo, perché gli capita sempre, anche se per fortuna molte altre opere si salvano e finiscono sopra al tavolo pronte per essere acquistate. Lavorando ottone e rame con i metodi standard, morsa, pinze, carta vetrata ecc che si utilizzano nell’oreficeria, Daniele ricava da metalli poveri come ottone e rame, gioielli che incastonano pietre naturali (malachite, cristallo di rocca, opale, ametiste), orecchini pendenti, anelli particolari, bracciali, nei quali mette tutta la sua creatività, ma anche la sapienza, infatti, mi spiega, questi metalli si ossidano molto di più dei metalli nobili, come oro e argento, perciò quando si trova a saldarli deve fare molta più attenzione per non rovinarli. Il suo lavoro nasce da fili e lastre di metallo, rispettando i volumi degli stessi l’artista li porta alla vita pronti ad essere indossati e ammirati per le loro forme innovative ed eleganti.

Federica Ripani invece si cimenta con i mobili, e lo fa con un’ironia e gusto fuori dal comune. giovanni.buonomo-artigianato-7952Generalmente tutte le sue idee partono da un disegno, a volte un cliente le commissiona qualcosa, a volte se la sogna poi si sveglia e la realizza. Com’è capitato con un mobile dalla forma inusuale, coperto letteralmente da immagini a colori di pin up anni ’50, appena lo vedo capisco subito che la scelta è tutt’altro che casuale, infatti, mi spiega l’artista, la sua idea è quella di contestare l’idea della donna oggetto dei nostri giorni, proponendo delle immagini di donna su un oggetto d’uso comune come un tavolo, una bellezza seducente, ma anche ironica come le donne di quegli anni sapevano essere, consapevoli del loro corpo e audaci al tempo stesso. L’esaltazione dell’erotismo femminile non si limita a questo, infatti, oltre a da aver scelto una bocca scarlatta come suo logo, Federica ha realizzato anche una panca bianca smaltata, che si apre frontalmente proprio laddove c’è un’enorme bocca rossa, che sembra invitante, ma che aprendosi potrebbe divorarti.

Mikaela Dema

Letto 5264 volte Ultima modifica il Venerdì, 28 Maggio 2010 00:02
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