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Giovedì, 20 Maggio 2010 10:39

ARTIGIANATO & ECODESIGN IV_ L'Insostenibile leggerezza dell'...Artigianato

Scritto da Mikaela Dema
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paola.zuccala-artigianato-IMG_5464Anche se questa settimana gli artisti presenti alla serata del MArteLive per quanto riguarda la sezione Artigianato sono solamente due, le opere che hanno da mostrarci compensano decisamente sia in termini di qualità artistica che di quantità.

Infatti Filippo Odorisio, con il suo progetto di Art No Stop, è circondato da numerose creazioni tutte di natura diversa, e si accinge a completarne una dal significato mistico concettuale non indifferente. “La macchina per prendere la luna” è un scultura realizzata con materiali di riciclo, visto che ci muoviamo sempre nell'ambito del design ecologico, come una ruota di bicicletta, tubi di metallo e ferraglie varie, come le definisce l'artista.
Un elemento materiale e concreto come il metallo assume in questo caso connotazioni intellettuali, quasi poetiche, l'opera infatti vuole rappresentare lo sforzo continuo dell'uomo per arrivare a qualcosa di immateriale, per toccare le sue illusioni per scoprire che si tratta solo di questo. Il tema un po' pessimista è però smorzato da un quadro a tre dimensioni, in quanto la scritta esce fuori da esso, che recita “Hope”, idea nata dai tragici eventi de L'Aquila, città natale di Filippo, per inviare un messaggio in bianco dopo tutto quel nero di lutto e tragedia di speranza appunto.
Per quanto riguarda il rapporto con la natura invece l'artista ci propone un tronco d'albero svuotato, dipinto e trasformato in lampada per donare un tocco di verde anche in queste città dove la natura è spesso assente e dimenticata.

Alexandra Baciu ha fatto un viaggio molto più lungo e portato con sé solo lo stretto necessario per farci entrare nel suo mondo, viene da Bucarest ed è decisa a mostrarci come fare sculture con elementi esclusivamente naturali e di riciclo, dando vita a figure malinconiche, ma forti. La sua scultura più famosa rappresenta una donna a grandezza naturale, seduta con le ginocchia al petto e il capo chino, una donna che si chiama Alexandra ci dice l'artista, perchè le piace mettere sempre un po' di sé nelle sue opere.
Nata come pittrice, Alexandra viene a Roma in Erasmus per studiare scenografia ed è qui che fa i suoi primi esperimenti con la scultura, utilizzando del tessuto e una pasta estratta dalla cellulosac he somiglia a creta per creare le sue sculture dall'anima di rete metallica.
Perlopiù si tratta di donne, la particolarità di ogni statua è quella di avere le gambe e i piedi dipinti di nero in quanto, ci spiega, la vita è come un cammino durante il quale cresciamo, impariamo, sbagliamo, facciamo delle esperienze e le nostre gambe e i nostri piedi che hanno il compito di portarci in giro assorbono tutto questo, come se si sporcassero di mondo in un certo senso.
Due esposizioni artistico-concettuali che ci lasciano davvero molto spazio per riflettere...il design può questo e altro!

Mikaela Dema

Letto 4977 volte Ultima modifica il Giovedì, 27 Maggio 2010 23:47

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