Giovedì, 03 Giugno 2010 10:53

DANZA VI_ Lieto finale

Scritto da Emanuele T. Giachet
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giovanni.buonomo-danza-8214Quando sopraggiunge la fine tutto si fa malinconico, quando termina un’avventura attesa da tempo non è mai una buona cosa, ma in fondo quello che rimane forte è l’esperienza che ne resta. Il famoso tesoro di cui tutti parlano, fatto di conoscenze positive e negative, perché in fondo si impara anche e soprattutto da ciò che di poco piacevole capita nella vita.

L’esperienza al MArteLive ha portato nuovi contatti, nuove amicizie, ma soprattutto un arricchimento in fatto di compagnie che alternandosi hanno dimostrato, chi più chi meno, il loro impegno, la tenacia nel portare avanti progetti sui quali si sono dedicate; perché ogni idea, ogni movimento apparentemente delicato, etereo, aggraziato nasconde fatica, costanza, dedizione e una profonda consapevolezza delle proprie possibilità e con esse anche dei propri limiti.

Mirella Corrente, ha proposto, per l’ultima serata di Danza al MArteLive 2010 La cura. All’inizio l’esibizione è risultata lievemente accademica, ma non ostentata, movimenti fluidi e non meccanici. Proseguendo, l’istinto ha preso possesso del corpo ed escluso la razionalità e la restante performance si è rivelata relativamente spontanea. Forse a causa della brevità della coreografia il messaggio non è riuscito a penetrare completamente il muro del pubblico, che ha timidamente applaudito più per rispetto che non per reale convinzione, ma si sa, un detto popolare dice che “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”. Ma il messaggio che si vuole trasmettere a volte è molto più semplice di quanto non si immagini. Il messaggio è proprio l’assenza di messaggi: il movimento inteso come ode alla libertà, libertà di non porre freno alle emozioni chegiovanni.buonomo-danza-8262 lasciano intravedere il reale sé mostrandoci per quello che siamo. Libertà di poter esporre sempre il proprio pensiero e il proprio desiderio di arte, qualsiasi sia il pacifico mezzo che si desideri utilizzare, proprio quella libertà che troppo spesso viene negata anche nell’arte.

La serata ha avuto seguito con esibizioni fuori gara della compagnia ospite WhyCompany che ha proposto due estratti dello spettacolo Mother. Due sequenze che pongono in una luce del tutto nuova e particolare il tema dell’essere madre. Del dolore che si tramuta in gioia, della gioia in una felicità senza limiti. Non si tratta semplicemente di un inno alla madre, ma anche (e direi innanzitutto, N.d.R.) al fatto di considerare le madri come donne; con sentimenti, gioie e dolori che si amplificano di giorno in giorno guardando il proprio figlio crescere, gioire e maturare. E ora non ci resta che aspettare la Finalissima di Luglio per scoprire chi, tra le Compagnie che abbiamo visto in queste sei serate sarà la vincitrice indiscussa del Premio MArteLive 2010.

Emanuele Truffa Giachet

Letto 4321 volte Ultima modifica il Venerdì, 04 Giugno 2010 10:58

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