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Martedì, 12 Giugno 2012 09:05

Diaframma in concerto all’Angelo Mai

ScuderieMArteLive presenta Diaframma all’Angelo Mai. Dopo il concerto si balla con con Dj Diego e Dj Greedoo.
Pubblicato in News MArteLive
Domenica, 12 Giugno 2011 07:36

MArteMagazine "Summer fest". Guest DIAFRAMMA

Il webmagazine di MArteLive dedicato all'arte emergente a 360° festeggia l'inizio dell'estate 2011! con una serata speciale all'Angelo Mai di Roma con ospiti i DIAFRAMMA di Federico Fiumani storica band della new wave italiana capitanata dal poeta Federico Fiumani. In apertura, i Management del Dolore Post-Operatorio, una delle nuove band di MArteLabel.

I Management del Dolore Post-operatorio sono impegnati in questi giorni nella produzione del primo album ufficiale sotto la produzione artistica di Manuele “Max Stirner” Fusaroli (Luci della Centrale Elettrica, Teatro Degli Orrori, Zen Circus).

Non solo musica venerdì 17 giugno all’Angelo Mai che per l’occasione ospiterà anche laperformance Le Carillon, Essenze di Moda a cura di Le Gout Interieur & MadCut, le sculture di Jacopo Mandich, vincitore MArteLive 2011, l’esposizione di Manukalpa e l’installazione di Filippo Odorisio-ArtNoStop. In chiusura Dj e Vj set.

Appuntamento ore 22.00 all’Angelo Mai, via delle Terme di Caracalla, 55 – Roma.


www.martemagazine.it


{tab=DIAFRAMMA}

DIAFRAMMA

I Diaframma nascono nello stesso contesto musicale e territoriale dei Litfiba: la Firenze “new wave” dei primi anni 80. Sull’onda inglese del dark-rock decadente, i Diaframma esordiscono dapprima come cover band dei Joy Division, poi, nel 1982, incidono il loro primo singolo, “Pioggia”, accompagnato dal b-side “Illusione ottica”. La linea musicale del gruppo è chiara fin dai versi del singolo (La vita / si spegne / tra le gocce di pioggia).

Gli splendidi testi del poeta chitarrista Federico Fiumani spingono il gruppo tra i più quotati sulla scena fiorentina dell’epoca. Seguono due singoli, “Circuito Chiuso” (1982) e “Altrove” (Contempo-1983), che confermano le notevoli capacità del quartetto, che vede nel 1984 Gianni Cicchi alla batteria, Leandro Cicchi al basso, Federico Fiumani alla chitarra e testi e Nicola Vannini alla voce. Dopo parecchie esibizioni nei club fiorentini, spesso insieme ai Litfiba, e l’allontanamento di Vannini (rimpiazzato da Miro Sassolini), i Diaframma incidono nel 1984 per l’etichetta indipendente IRA Siberia. Album scarno, diretto ed essenziale, con atmosfere cupe e malinconiche di chiara matrice “post-punk”, Siberia riscuote, con 50.000 copie, un grandissimo successo nelle vendite per la neonata etichetta. Assi portanti dell’album sono la splendida “Amsterdam”, in seguito duettata con i cugini Litfiba, “Neogrigio” e la title-track, pezzi arricchiti dalle magnifiche liriche di Fiumani, vero leader di una band che cambierà ripetutamente formazione nel corso degli anni. Nel 1986 la new wave è morta, e Tre Volte Lacrime vuole essere un avvicinamento a melodie più solari ed eclettiche rispetto a quelle tenebrose dell’album precedente, con uno dei più fortunati brani di Fiumani, “Marisa Allasio”, ripreso in seguito dal gruppo napoletano Argine. Resta però dal vivo la dimensione ideale dei Diaframma, molto apprezzati ormai anche fuori Firenze e dominatori indiscussi del circuito underground italiano di quel periodo. Peccato che in studio Fiumani abbandoni gradualmente la strada del rock per una via più commerciale.

“In perfetta solitudine” è infatti prodotto dalla Ricordi, che vede nei Diaframma “redenti” un buon gruppo di rock d’autore. Il disco contiene brani interessanti come “Beato me”, “Io amo lei” e “Verde”. Segue l’uscita della compilation semi-antologica “Da Siberia al prossimo week-end”, che include oltre all’Ep Gennaio, le nuove versioni di due brani storici quali “Siberia” e “Tre volte lacrime”, più un paio di inediti. Contando sugli ottimi testi di Fiumani, che non perde la sua vena creativa, la Ricordi tenta più volte di far partecipare al Festival di Sanremo la band, ma Fiumani rifiuta sempre. Negli anni 90 i Diaframma continuano su una strada decisamente lontana dal dark-punk dei primi anni, ritornando nel circuito underground con un altalenante successo commerciale.

Con “Il ritorno dei desideri” (Contempo – 1994) le liriche accentuano il loro carattere aspro e passionale nonché lo stile personalissimo sottolineato nel caso specifico dalla produzione di Gianni Maroccolo (Csi). Partecipano al progetto anche Francesco Magnelli (che aveva già preso parte come sessionman alle registrazioni di Siberia), Mara Redeghieri (Ustmamò) e Pino Gulli (poi nei Csi). Sempre del 1994 esce l’unico disco a nome Federico Fiumani, “Confidenziale”, emozionante resoconto di una serie di una serie di concerti acustici tenuti in Italia. Nel successivo “Non è tardi” (Abraxas – 1995) prosegue il cammino espressivo intrapreso, lirico e spigoloso, autorevole e suggestivo, illuminato e sempre fedele a se stesso. Accanto a brani duri e rabbiosi come “Ma finitela” e “Fantasmi di giorno”, compaiono episodi più dolci ed intimisti come “Fiore non sentirti sola” e “Paternità”. Il disco è intenso, vivace, maturo e ripropone una domanda ancora senza risposta: come mai Fiumani non ha fatto breccia nel grande pubblico e, nonostante l’unanime apprezzamento, rimane un artista poco popolare? Sempre nel 1995 i Diaframma vincono il Premio Ciampi, a definitiva consacrazione della poetica di Fiumani.

Nel 1996 la band cambia nuovamente etichetta passando alla Flying Records di Napoli, con la quale pubblica l’album “Sesso e violenza”, sospeso fra punk (“Endorfina”, “Tachicardico”), rock classico (“Metti in moto la macchina”) e tenere ballate (“Valzer”, “Bella”). Due anni dopo esce “Scenari immaginari”, che conferma il buon livello di affiatamento della band e la maturità di Fiumani come autore. I Diaframma, prodotti dalla Self, ristampano nel 2001 i loro primi lavori, che ormai erano difficilmente reperibili, e inoltre raccolgono in due album (“Albori” e “I Giorni dell’IRA”) le sensazioni che avevano portato alla formazione di uno dei gruppi new wave più importanti nel panorama italiano.

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Pubblicato in LFM Lazio
Lunedì, 11 Ottobre 2010 11:31

O.B.O. al Contestaccio

Giovedi 14 il Contestaccio, via di Monte Testaccio 65b, ospiterà, la Oshinoko Bunker Orchestra -  O.B.O., band fiorentina composta Francesco Fusi, Lorenzo Moretto, Vanni Bartolini Live Sound: Sonic Saboteur.

{tab=Il Disco}

Dopo aver suonato in giro per l’italia ed aver rodato i nuovi brani dal vivo la band ha registrato nel novembre 2007 le otto tracce che compongono il nuovo lavoro grazie alla sapiente cura del suono e agli accorgimenti dell’amico Giulio Favero ( One Dimensional Man, Il Teatro Degli Orrori, nonche’ premiato produttore dell’anno al M.E.I. 2007 ) presso il Blocco A di Padova, con la preziosa collaborazione di So- nic Saboteur, gia’ al fianco della band nella registrazione del disco d’esordio.    La crescita del gruppo trova evidente riscontro nel sound dell’intero disco, potente, granitico e imponente che veicola tensioni tradotte a volte in scariche post-hc tipiche della scena west coast che fu di Minu- temen e DK ed altre in intense apnee noise piu’ riconducibili alla moderna scena new yorkese di Oneida e affini....Rock energico, minimale, nervoso che a tratti si fa psicotico nella ricerca ossessiva di suoni e rumori in ripetizione...Quasi totale assenza di forme melodiche o almeno riconoscibili come tali....Sonorita’ intense e mai banali...Niente campionatori, zero elettronica.
In uscita anche il primo video estratto dal disco, “Family Day” la cui regia e’ stata curata dal videoma- ker fiorentino da anni di base a Los Angels Alessio Della Valle.


{tab=Biografia}

Oshinoko Bunker Orchestra nasce a Firenze nell’anno 2003. Nuovo progetto per due terzi dei De Glaen, band di rock non troppo ortodosso attiva dalla meta’ degli anni novanta Due dischi pubblicati, il primo autoprodotto distribuito da Flying Rec. ( De Glaen 1996 ), il secondo pro- dotto da Cockney/Sony ( De Glaen 1998 );piu’ di duecento concerti in tutta la penisola e oltre, varie apparizioni tv e radio, la produzione di tre videoclip e di vari remix ( Marco L. Lega e Paolo Favati ) ed un tour insieme allo scrittore bolognese Enrico Brizzi con il progetto Sub-booteo experience ( primavera 1997 ); tutto cio’ rappresenta la storia del gruppo fino all’estate 2000.
Dopo tre anni di silenzio nasce questo nuovo progetto. Sempre meno ortodosso. 2005. Esordio discografico su etichetta Anti Dot indipendente fiorentina che ha gia’ pubblicato gli interessanti dischi d’esordio di Bobby Tumultous e Zenerswoon ( coprodotto con Stoutmusic ).
Registrato e mixato da Sonic Saboteur al BunkerHaus Recording Studio di Firenze, l’album e’ accolto a livello unani- me dalla critica come uno dei dischi piu’ interessanti del panorama indipendente italiano. Il video del brano “So what?!” diretto da Lorenzo Moretto e’ incluso tra i primi dieci migliori video indi- pendenti al M.E.I. di Faenza. La band si esibisce per il paese promuovendo l’album e dividendo il palco con gruppi del calibro di Pere Ubu, Mike Watt, Les Singe Blanc, One Dimensional man, Il Teatro degli Orrori, Appaloosa e molti altri. 2007. Il gruppo si presenta al Blocco A di Padova per registrare il nuovo lavoro coadiuvati dalla sapiente sensibilita’ tecnica ed artistica dell’amico Giulio Favero.

OBO is : Francesco Fusi, Lorenzo Moretto, Vanni Bartolini Live Sound: Sonic Saboteur www.myspace.com/oshinokobunkerorchestra - www.oboism.com

{tab=Pillole Recensioni}

Pillole Recensioni

“...great, angular, jagged, modern fusion punk, hard to describe…there might be even some D.Boon in there too, really aniamated performance and a drummer who’s very pocket – I dig them much “

Mike Watt – Hootpage.com

 

“Hanno messo a segno uno dei dischi noise rock piu’ potenti e graffianti del 2008.”

Gabriele Barone – Fuori dal mucchio

 

“La carne al fuoco e’ tanta ma gli OBO sanno cucinarla con l’estro dello chef .”

Fabio Polvani – Blow Up

 

“Un disco granitico...il brivido di essere investiti da un tir e rimanere in piedi con addosso una piacevole sensazione d’intorpidimento.”

Manuel Graziani – Rumore

 

“La band torna a dissestare il terreno noise e postcore italiano con coraggio e la giusta dose di competenza e cognizione di causa...Un monolito sonoro.”

Cristiana Paolini – Jam

 

“Le scelte del produttore e del vinile come formato di uscita sono la lode nella pagella di un album che puo' sfidare i mostri sacri.”

Stefano Fanti - Rockit

 

“Tirando le somme, l'impronta tecnica è meravigliosamente disarmante, mentre all'impatto acustico e alla struttura spettano le convincenti stesure e le prese di coscienza in materia. Iconoclastiche personalità in otto tracce d'una letale bellezza; merce rara da non sottovalutare.

Sara Bracco - Musicmap

 

“Ennesimo gran disco per i fiorentini OBO...suonato da dio, registrato da dio, con la giusta dose di ironia, ricco di idee stupendamente condotte in porto.”

H.Capra - HateTV

 

“Otto momenti di violenza e matematica lucidita’ espressiva...la scena e’ viva e tagliente da questa parte dell’emisfero musicale.”

Emanuele Tamagnini – Nerds Attack

 

“Fa piacere trovare gli OBO in splendida forma, ovvero arcigni, tesi ed energetici come e piu’ di prima.”

Stefano Solventi – SentireAscoltare

 

“Otto tracce devastanti e ricche di personalita’: gli O.B.O. sono maturati...la scena noise italiana ringrazia commossa.”

Massimiliano Locando – Alternatizine

 

“Un lavoro impeccabile e con piu’ personalita’ che in passato.Apprezzabili i momenti piu’ isterici e nevrotici, da catastrofe imminente, con cambi di tempo e sviluppi imprevisti.”

Fausto Turi – Freak Out

 

“Una tenuta sia tecnica che atletica notevole...un esempio di concretezza, solidita' e coerenza in tempe difficili per orecchi preziosi...un caposaldo nel genere.”

Michele Baldini – Indie Eye

 

“La band riesce a carponi a definire un identita' sonora solida e compatta...se accendete la fantasia sentirete lo stridere del metallo e l'amaro del sangue...”

Tum – Beautiful Freaks

Pubblicato in News Partner

paola.zuccala-salagrande-IMG_7590La finalissima del decennale del MArteLive continua, nella seconda serata, a regalare emozioni al suo pubblico. Sul palco dell’Alpheus si sono alternati quattro artisti della scena musicale contemporanea, per più di quattro ore complessive di live.

Pubblicato in Apertura
Venerdì, 10 Settembre 2010 16:31

Programma completo 2a serata!

Dopo lo strepitoso successo della serata inaugurale di MArteLive stasera nuova serata speciale di MArteLive!
Domani è il turno di Petra Magoni & Ferruccio Spinetti, Pino Marino e Enrico Silvestrin!

Quasi 2500 persone ieri sera hanno accolto l'inizio della finalissima di MArteLive che quest'anno si terrà dal 9 all'11 settembre sempre all'Alpheus di Roma!

Pubblicato in News MArteLive
Giovedì, 09 Settembre 2010 03:50

Finale MArteLive 2010. Dal 9 al 11 settembre...

A Roma il più grande raduno artistico italiano nel 2010

Dal 9 all’11 settembre si chiudono i festeggiamenti per il decennale di MArteLive all'ALPHEUS con ospiti nazionali e internazionali come Nouvelle Vague, il duo Magoni-Spinetti, Diaframma e Dente, Nobraino e Pino Marino

BIGLIETTI

9 settembre - Nouvelle Vague + Nobraino - 10 €
10 settembre - Dente, Diaframma - 10 €
11 settembre - Petra Magoni & Ferruccio Spinetti, Pino Marino - 12 €

ABBONAMENTO - 3 giorni

20 € e in omaggio gadget MArteLive

Alpheus  - Via del Commercio 36, Roma

PREVENDITE SU GREENTICKET

Pubblicato in News MArteLive
Martedì, 04 Novembre 2008 15:33

Si esce vivi dagli anni '80: Federico Fiumani

Negli ultimi tempi c'è troppa voglia di fare letteratura nei testi delle canzoni, e questo si traduce in pesantezza. Io prediligo la semplicità, l'immediatezza. Truffaut diceva che le canzoni più sono cretine più sono vere. Io auspico un ritorno alla superficialità, perchè la profondità spesso conduce alla noia. In fondo ad una canzone si devono chiedere quei tre, quattro minuti di svago... esordisce così¬ il portabandiere della New Wave italiana. Il cantante, scrittore e chitarrista Federico Fiumani, alla soglia dei cinquant'anni, racconta gli anni '80, le problematiche legate al mercato discografico e l'attuale panorama musicale italiano, con un probabile disco in uscita nel 2009.

In che senso lo spettacolo di Roma è stato "Confidenziale"?
E' un concerto in cui sono più in confidenza con il pubblico, sono io da solo, semplicemente voce e chitarra, nel corso del quale canto le canzoni così come sono nate. E' un tipo di spettacolo che è nato nel '94 ed ha fatto parte delle mie esibizioni finora. Probabilmente quello di Roma è stato l'ultimo di un buon periodo che ha segnato positivamente la mia vita.

Quindi per il prossimo anno si prospettano novità?
Vorrei semplicemente continuare a suonare con i Diaframma, formazione rock a me più congeniale. Un album nuovo mi piacerebbe farlo, tenendo conto delle ispirazioni che vanno e vengono e anche della situazione discografica che al momento è tutt'altro che rosea. Speriamo che ancora per un po' di tempo si possano fare dei dischi.

Da un po' di tempo molti festival sono organizzati da grandi multinazionali. L'invadenza della pubblicità  nel territorio dell'arte può pregiudicare o influenzare il risultato finale?
Non credo perchè da sempre si fa ricorso alla pubblicità. I festival hanno dei costi e molto spesso si lavora all'oscuro senza nessuna sicurezza sulla riuscita o meno degli eventi. Gli sponsor non sono il male peggiore della musica. E' difficile stabilire una diagnosi e quindi una relativa terapia. Di sicuro i cambiamenti epocali nell'ambito tecnologico hanno reso i negozi di dischi dei luoghi funerei, il disco ha perso la sua funzione. Non so se tutto questo sia un bene o un male, io appartengo ad un generazione precedente e per questo sono preoccupato. La musica liquida, digitale, mi lascia abbastanza indifferente. Di sicuro adesso è molto più difficile orientarsi. Prima una cultura musicale te la facevi leggendo i giornali, ascoltando determinati album che paradossalmente erano pochi rispetto alla tua passione. Ora c'è troppo. Io la definirei come una grande nebbia, un muro.

Assieme ai Litfiba siete considerati i pionieri della dark wave italiana. Quali sono le differenze con gli anni '80?
Moltissime. Noi stessi siamo cambiati. Soprattutto attualmente sembra che tutto sia già stato fatto. I dischi così come le feste Dark e Wave sembrano oggetti di antiquariato. All'epoca le cose succedevano per la prima volta, quindi c'era tutto un altro spirito, emozioni diverse, vi era la consapevolezza di fare qualcosa di nuovo e di importante che coinvolgeva tutte le nostre vite. Sono molto contento di averne fatto parte.

Quanto è difficile sopravvivere senza una mayor?
Per quel che ci riguarda non è stato molto difficile, basta aver voglia, perchè con la passione e con una buona dose di fortuna alla fine qualcosa di bello succede. Certi periodi degli anni novanta sono stati abbastanza duri a causa della reputazione che ci portavamo dagli anni 80: eravamo i paladini di una musica che era percepita come vecchia. Paradossalmente decenni successivi c'è stata una grossa riscoperta della musica anni '80 e quindi anche della nostra opera. Direi che adesso sono diventato un classico e va bene così, speriamo che duri il più possibile. 

Pubblicato in Interviste
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