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Giovedì, 24 Marzo 2011 00:15

L’amore in guerra

[TEATRO]

LOCANDINA__Spettacolo_Amore_in_GuerraROMA- Una sedia, un tavolo, due bandiere naziste appese alle quinte laterali e un telefono che squilla di continuo. Dialoghi asciutti, ritmo serrato, la repressione nazista in Germania come cornice e due vite al centro del quadro, due esistenze non accettabili per il regime.

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Giovedì, 03 Marzo 2011 10:21

Sguardi s-Velati III

[TEATRO]

Copertina_sguardisvelatiROMA- Finiscono le sette settimane di spettacoli al Teatro Due Roma per la rassegna giovani Sguardi svelati – punti di vista al femminile. Dall’11 gennaio fino al 27 febbraio la rassegna ha portato in scena punti di vista femminili sul mondo, sulla storia e su sentimenti universali. Per uno sguardo “diverso” da quello maschile ufficiale e abituale.




Viaggio a Buenos Aires

viaggio_a_buenos_airesCarlo Emilio Lerici firma la regia per l’ennesimo spettacolo di valore all’interno della rassegna Sguardi s-Velati al Teatro DueRoma dal 18 al 20 febbraio.
Una donna sola bussa ad una porta senza capire bene dove si trova o chi potrebbe rispondere, ma dall’altra parte non c’è nessuno ad aprire. Inizia così il suo viaggio alla riscoperta della sua vita e della sua famiglia muovendosi tra ricordi assopiti e forse non del tutto reali. La coscienza e soprattutto la conoscenza di sé porta questa donna sull’orlo della follia alla disperata ricerca di poter trovare una via d’uscita.
A riviverlo e reinterpretarlo è la figlia, tornata nella casa di sua madre, dopo la sua morte, per rimettere a posto i suoi oggetti.
Tra preghiere, canzoni e lettere la protagonista cerca qualcuno che la porti via da quel luogo, qualunque esso sia, sperando magari di poter rivedere i suoi figli in Canada o la sorella a Buenos Aires.
Durante tutto lo spettacolo non si parla mai di Alzhaimer per non dare una classificazione che possa imbrigliare in una specifica malattia l’angoscia di questa signora, ma dandole tutta l’apertura per poter abbracciare tante situazioni. In tanti tra il pubblico, me compresa, avranno ritrovato tuttavia gli stessi sintomi di qualche parente vicino, che abbiamo lasciato andare cercando di mantenere solo i ricordi antecedenti alla malattia.

In un monologo delicato all’inizio e sempre più angosciante nel finire in un crescendo di rimembranze o frammenti del passato e del presente, la protagonista, un’eccezionale Francesca Bianco, nel ruolo di Walerka, trascina il pubblico portandolo a riflettere sull’importanza della propria memoria storica.
Il testo, opera delle sorelle Gabriela e Monika Muskala (Amanita Muskaria) è uno dei più celebrati della drammaturgia polacca, già messo in scena lo scorso anno al Teatro Belli all’interno della rassegna TREND ha raccolto un buon risultato tra il pubblico e la critica.
Il viaggio a Buenos Aires. Work in Regress (pubblicato sulla rivista “Dialog” nel novembre del 2001) ), ha debuttato nel dicembre dello stesso anno al Jaracz Theatre di Łódź con la stessa Gabriela Muskała nel ruolo di Walerka. Nel 2005 ha debuttato al Teatr Dramatyczny di Varsavia ed è stato finalista nella rassegna dei migliori allestimenti di drammaturgia contemporanea polacca organizzata dal Ministero della Cultura.
Successivamente ha partecipato a numerosi Festival in Polonia e in Europa, tra cui il prestigioso Fringe Festival di Edimburgo. Gabriela Muskała è stata premiata come migliore attrice ai festival di Kalisz, Wrocław e Bydgoszcz, ed ha ricevuto anche il premio indetto dal Ministero della Cultura Polacco.

Manuela Tiberi



Giada Fradeani: brava Da Mangiare

due_mangiarePenultimo spettacolo per la rassegna Sguardi S- velati: dal 22 al 24 febbraio Da Mangiare, con Giada Fradeani per la regia di Michela Fiornavanti. Un monologo di poco più di un’ora che inchioda alle poltrone il pubblico nella sala del Teatro Due Roma.
Che interesse può suscitare una donna squallida, annoiata, antipatica e deprimente? Per di più grassa, un corpo fatto esclusivamente per mangiare. La risposta è nella lucidità del suo sguardo sul mondo, in particolare sulle vite degli altri, su di noi, in definitiva, che la guardiamo – e giudichiamo-  dall’alto in basso.
La protagonista fin da bambina trova nel cibo tutto ciò di cui un essere umano ha bisogno: affetto, gioia, comprensione, soddisfazione. Se la vita si nega, il cibo è lì ad assisterla, un surrogato pronto e servito dalla mamma ad ogni evenienza.
Sei triste? Mangia! Sei felice? Allora mangia. Cos’hai che non va? … Mangi qualcosa? Il vuoto esistenziale si riempie di tutto ciò che può essere fagocitato. Il cibo viene persino trasformato in un nuovo social network: la protagonista è una cassiera del supermercato e nella spesa dei clienti riesce a leggere la loro vita.

Ci dà prova dell’estrema raffinatezza del suo metro di giudizio: cibi pronti e sughi in barattolo? Un single 40enne che con la prospettiva di una notte di sesso preparerà una cena appena sufficiente.
Riso integrale, frutta e verdura? Una donna giovane, ancora sola, ma che ha appena iniziato una storia. Ma non c’è amore nella sua vita: niente farina, niente uova, non usa preparare dolci.
E così via, passano in rassegna carrelli, stomaci e vite. Nulla interessa la protagonista, non  è arrabbiata né triste, semplicemente indifferente ad una realtà che non le ha concesso un granché sin da bambina.
Ma all’improvviso una stonatura incrina le sue lucide certezze: un centauro con una misteriosa bustaGiada20Fradeani2062020400x400 di mandarini. L’intero paradigma interpretativo cede: cosa nasconde questo sconosciuto imperscrutabile? Così avverrà il primo e verosimilmente anche ultimo cedimento rivelatore di una fragilità latente.
Ma l’apertura al mondo in un accenno di tenerezza ha vita breve: lo svenimento causato dall’eccesso di emozioni fino ad allora sconosciute e compresse non si risolve in un risveglio a nuova vita. Tutto continuerà a fluire come sempre e le vite degli altri a passare sul nastro della cassa del supermercato.

La forza del testo dell’autrice-regista è nel linguaggio asciutto e diretto, che esprime uno sguardo lucido sulle cose. È implacabile e freddo come una lama e, unito ad un racconto dalla parabola ben dosata, sa creare una forte tensione emotiva. Il testo risulta inoltre magistralmente interpretato dalla protagonista, Giada Fradeani, che il pubblico del MArteLive ha già potuto apprezzare come vincitrice della Sezione Teatro nel 2007 con Tutto precario, dell’altrettanto brava Noemi Sarracini. Giada è un’attrice tecnicamente molto preparata, che ha il pregio di una recitazione naturale  e al tempo stesso estremamente scenica: gestualità e voce sono del tutto calibrate al personaggio che rischiava di tramutarsi in caricatura e che, al contrario, risulta tragicamente umano.

Francesca Paolini



Ninetta e le altre – le marocchinate del ’44: ultima fermata

ninetta1E’ con Ninetta e le altre – le marocchinate del ’44, pièce scritta e diretta da Damiana Leone, che si chiude la Rassegna tutta al femminile Sguardi s-Velati, in scena al Teatro Due Roma dall’11 gennaio al 27 febbraio. Nel corso delle sette settimane che hanno interessato la manifestazione, sono stati proposti 14 spettacoli che hanno portato a far scoprire al pubblico la prospettiva speciale di un teatro, ideato, scritto, interpretato e vissuto da donne – si è trattato per lo più di debutti assoluti –, concepito con l’intenzione di non rinchiudersi in un’arte rappresentativa di genere, ma, al contrario, con l’obiettivo di non mancare di esplorare storie e sentimenti assolutamente universali.

Con Ninetta e le altre (già vincitore del Festival Chimere di Padova) il palcoscenico del Teatro Due ha visto protagonista – dal 25 al 27 febbraio - il tema della violenza sulle donne, affrontato ispirandosi agli stupri che avvenivano sulle donne cosiddette “marocchinate” in Ciociaria, alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Lo spettacolo è frutto di un vero e proprio lavoro di ricerca di testimonianze che riguardano i racconti di quei fatti drammatici di violenza contro le donne -ormai quasi epici per la popolazione del basso Lazio-  compiuti dagli uomini delle truppe nordafricane dell’esercito francese che campeggiavano vicino alla linea di fortificazione Gustav (che tagliava l’Italia in due tra tedeschi a nord e Alleati a sud).
E’ così che con riferimenti a fatti realmente accaduti e a personaggi veramente esistiti, lo spettacolo racconta come mentre si susseguivano battaglie sanguinose tra le forze nemiche di nazisti e Alleati e bombardamenti a tappeto sulla popolazione civile, migliaia di donne venissero violentate e brutalizzate dalle truppe coloniali francesi. E’ quanto De Sica volle denunciare con il film La Ciociara (1960), ispirato al romanzo di Moravia.

Damiana Leone sceglie di portare in teatro questa tragedia usando il dialetto, nella fattispecie il ciociaro e il veneto (quest’ultimo a ricordo dei veneti che colonizzarono l’Agro Pontino durante il fascismo) e di dare voce alla storia di tre donne: Ninetta (la regista stessa), Maria (Consuelo Cagnati) e Celeste (Francesca Reina). Le tre incarnano diversi aspetti della donna nei riferimenti alle tre divinità pagane arcaiche (dei luoghi che le circondano) delle montagne, dei fiumi e delle stelle e animano tra sacro e profano sulla scena le loro vicende: dalla festa di fidanzamento alla guerra in casa, dalla purezza incontaminata di una popolazione legata al lavoro dei campi e a rituali millenari ai tragici episodi che fecero di loro le “marocchinate”. E a ciò che avvenne dopo il loro dramma, nel manifestarsi di malattie infettive, follia, suicidi, aborti, infanticidi, e nei casi migliori silenzi, omissioni, vergogna e tanta disperazione.
Ninetta e le altre – le marocchinate del ’44 è un lavoro ricco e un’operazione di denuncia interessante: coinvolge il pubblico nella rappresentazione di un avvenimento tragico del passato e punta allo stesso tempo il dito contro lo stupro, come questione dolorosa purtroppo ancora estremamente attuale e che in questo senso deve riguardare tutta la comunità umana, senza differenza di sesso.
Sottolineando infatti quale rovina rappresenta una tale insensata violenza nel colpire una singola donna, la pièce mette in luce come un dramma simile riguarda e si ripercuote su generazioni e territori interi e si presenta come una catastrofe che ferisce la terra e la persona.

Alice Salvagni

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Mercoledì, 23 Febbraio 2011 22:57

REPORT LIVE- Il principe dei clown al Teatro Vittoria

ROMA – Nella locandina del suo spettacolo Il Clown dei clown, in scena al Teatro Vittoria dall’8 al 27 febbraio, il veronese David Larible viene presentato come il più grande clown del mondo e il più applaudito degli ultimi tempi. Sembra infatti che quando si esibisce in teatri come il Madison Square Garden di New York faccia registrare il tutto esaurito, con oltre 120.000 spettatori.

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Martedì, 25 Gennaio 2011 17:35

Alice si meraviglia

[TEATRO]

alicesimeraviglia1ROMA– Uno spettacolo: c’è lo Stregatto, il Cappellaio matto e un personaggio di nome Alice. Tutto farebbe pensare a una rappresentazione del romanzo di Lewis Carroll, ma non è così. Il lavoro di Carla Cassola Alice si meraviglia, in scena dal 18 gennaio al 6 febbraio al Teatro Furio Camillo, non è una rilettura dell’opera dello scrittore inglese, ma un tuffo nel passato doloroso dell’autrice e interprete.

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Lunedì, 03 Gennaio 2011 00:02

Rezza Antologia al Teatro Vascello

[TEATRO]

antonio-rezzaROMA- Dal 7 Dicembre fino al 2 Gennaio il duo artistico Rezza-Mastrella torna a “casa” nelle cornice del Teatro Vascello di Roma con la serie di spettacoli di Antologica, riproponendo alcuni dei loro più apprezzati lavori.

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Martedì, 14 Dicembre 2010 23:49

L’arte della fuga

[TEATRO]

foto_arte_della_fugaROMA– Un testo raffinato e un’interpretazione elegante sono il punto di forza de L’Arte della fuga (di Roberto Garcìa), lo spettacolo in scena al Teatro Stanze Segrete a Trastevere dal 7 al 19 dicembre.

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Mercoledì, 08 Dicembre 2010 17:59

L’Arca di Giada: musical in 3D dal vivo

[TEATRO]

LArca_di_GiadaROMA– Non tutti riconoscono nel musical un genere di rappresentazione teatrale e cinematografica dotato di una dignità artistica. E’ opinione infatti piuttosto diffusa che questa forma di intrattenimento in cui si fondono i diversi linguaggi del canto, della danza, della recitazione e della musica, sia espressione di una leggerezza troppo frivola, che spesso risulta addirittura noiosa per via dei lunghi stacchi solo strumentali fondamentali in opere del genere.

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Mercoledì, 24 Novembre 2010 11:36

Strawberry Fields: John Lennon Alive

[CINEMA & MUSICA]

john-lennon-peace1ROMA – Se per qualche ragione ci dovessimo chiedere quale nome tra quelli di artisti e figure di rilievo contemporanei scomparsi è stato protagonista con le sue celebrazioni in questa seconda metà del 2010, la risposta ricadrebbe senz’altro su quello di John Lennon, di cui lo scorso 9 0ttobre si sono festeggiati in tutto il mondo (e anche sulla rete) i 70 anni (mai compiuti) e di cui il prossimo 8 dicembre ricorre il quarantesimo anniversario della morte.

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Martedì, 09 Novembre 2010 14:47

Attimi

[TEATRO]

Attimi_Gabriella_Di_LuzioROMA– “Che cos’è il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so; se cerco di spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so”. E’ così che Sant’Agostino nelle sue Confessioni si interrogava e si rispondeva sull’immensa questione del tempo e sulla resistenza che esso presenta verso una definizione ultima.

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Martedì, 26 Ottobre 2010 14:50

Melampo: omaggio a Flaiano

[TEATRO]

MelampoROMA- Dal 19 ottobre il Teatro India ha alzato il sipario su Melampo (in scena fino al 31 del mese), l’opera più “problematica” di Ennio Flaiano che, nata come sceneggiatura, fu conosciuta dal pubblico in forma di racconto a trent’anni di distanza dalla sua stesura.

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