Domenica, 02 Gennaio 2011 23:53

Love Machines: visual e physical theatre

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ROMA- Una sera di fine d’anno a teatro. La malia del palcoscenico, l’incredibile ensemble di performer Kataklò che portano in scena ancora una volta delle performance atletiche strabilianti, stavolta ispirate al genio creativo e visionario di Leonardo Da Vinci.

 Dopo la prima assoluta mondiale andata in scena lo scorso agosto sull’esclusivo palco dell’Assembly Hall di Edimburgo, inserita nel programma del Fringe Festival ’09, sotto l’Alto Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, e dopo i successi delle anteprime nazionali estive, arriva al Teatro Vittoria di Roma (dove sarà possibile vedere lo spettacolo fino al 9 gennaio 2011) Love machines, lo Katakl_ph.Kenny_Mathieson_5okspettacolo ideato e diretto da Giulia Staccioli coadiuvata dalla preziosa collaborazione di Jessica Gandini, che nasce ispirandosi agli studi di Leonardo da Vinci sul corpo umano e sulle macchine, e realizza un viaggio allegorico ed affascinante alla ricerca della bellezza e dell’anima che unisce le due cose.
In un mondo sconosciuto e misterioso due esploratori curiosi, ma al contempo impacciati, indagano lo spazio circostante ed incontrano sul loro cammino delle macchine dall’animo vivo, esseri abitati da altri esseri. Corpi macchina che prendono e danno vita l’uno agli altri, che popolano un mondo dove non ci sono regole certe, dove manca il concetto di dritto e rovescio. Un mondo dove proprio l’uomo nella sua esplorazione del corpo e dell’anima, diviene macchina perfetta perché viva e capace di amore.
I performer Kataklò rinnovano la sfida con il palcoscenico ed alzano la posta in gioco. Scopo finale vincere anche la gravità, dopo aver già e ripetutamente vinto la sfida delle capacità di contorsione del corpo stesso e averne abbattuto i limiti della forza. La ricerca scenica approda su piani inclinati e pedane mobili: un mondo di traverso in cui KATAKL-O-Love-Machines_ph-Kenny-Mathieson_6-350x300le cose vanno dritte, immerso in una dimensione atemporale, che ospita oggetti inconsueti e ostacoli da sfidare, in un viaggio allegorico e affascinante alla ricerca dell’equilibrio tra natura e artificio.
I corpi-macchina che abitano la scena e le inclinazioni che la complicano sono l’anima di questo spettacolo, il perno della ricerca di una conoscenza che sfida gli equilibri fisici e umani, che osa oltrepassare le normali leggi, indagando così i limiti dell’uomo e quelli del mondo circostante, per abbatterli.
Un racconto di sperimentazione e d’amore, che poi è il motore di tutte le cose, in cui gli 8 straordinari performer della compagnia Kataklò (Maria Agatiello, Elisa Mazzocchi, Paolo Benedetti, Eleonora Di Vita, leonardo Fumarola, Serena Rampon, Marco Ticli, Marco Canotti), sono impegnati in coreografie di gruppo e in assoli, che mettono in evidenza la fisicità, l’elasticità, la forza muscolare in un crescendo magico che appare quasi impossibile: negano le apparenze, rifiutano le comodità, sperimentano gesti e  movimenti possibili, spingono in avanti i limiti imposti dal corpo, ma dando a tutto questo un assoluto senso di leggerezza e naturalezza, una levità naturale festdancekatakloche in cui l’aria è la protagonista assoluta.
A creare l’ambiente immaginifico e suggestivo dello spettacolo, contribuiscono con efficacia ed eleganza le musiche originali elektro-ambient composte da Italo Dorigatti (alias Sabba D.J.), fusioni trascinanti di etnico e digitale, classico e contemporaneo; i costumi di Sara Costantini, colorati ed evocativi ed infine, il disegno luci di Andrea Mostachetti, semplice e pulito nei suoi forti contrasti e nei suoi tagli essenziali.
Love Machines è un’opera di visual e physical theatre, che unisce diverse forme di espressione, che vanno dalla forte base di ginnastica artistica, alla grazia della danza, dall’espressività anche esasperata del teatro agli elementi più sorprendenti dell’acrobatica, finendo per creare in scena un proprio nuovo alfabeto spettacolare che diviene pura arte visiva.

Edyth Cristofaro

 

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