Martedì, 09 Novembre 2010 12:11

Machete, regia di R. Rodriguez

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c_macheteCINEMA- Machete (Danny Trejo) é stato tradito da una ‘chica’, ferito a morte e consegnato a Torrez (Steven Seagal), un acerrimo nemico che sembra aver in serbo per lui una decapitazione rituale stile seppuku. Ma c’é di più, Machete é un ex-federale che ha perso tutto: moglie, figli, casa.

Egli é sprovvisto di documenti che gli certifichino una cittadinanza d’appartenenza: non é né messicano, né americano - praticamente un outsider - e in terra di confine potrebbe esser considerato un problema serio, specie sotto il mandato del Senatore McLaughlin (Robert De Niro), uomo politico che ha istituito una tolleranza zero nei confronti degli immigrati clandestini, imponendo l’ordine di sparare a vista ai malcapitati che vengono colti sul fatto.
Intrigo, azione e tanto, tanto splatter, per quest’ultimo capitolo da annoverare senz’ombra di dubbio alcuno tra le pietre miliari del filone (auto?)celebrativo B-movie Grind House.
E’ davvero possibile che l’intrattenimento professionale di un individuo, che non si può certo annoverare tra gli autori immortali della storia del cinema statunitense ed internazionale, possa tramutarsi di conseguenza (e magari per magia) in un intrattenimento mainstream idoneo per le platee di tutto il globo? E in caso di risposta positiva a questo quesito: quale potrebbe essere il target specifico del suddetto prodotto, dato che i drive-in sembrano aver chiuso i battenti oramai da un bel pezzo?

Le inquadrature e le sequenze già viste all’interno del fake trailer che precedeva Deathproof di machete_referenceTarantino e Planet Terror, dello stesso Rodrìguez, sembrano esser state infilate a forza in questa trasposizione cinematografica per lungometraggio. Il tutto é per rimaner fedeli, é ovvio, ma assieme ad una trama che pretende molto  - agenti federali sotto copertura, tematiche sociali anti-xenofobe ed il dramma romantico di una leggenda vivente (Machete) sprovvista di carta verde... e questo é solo l’incipit della proverbiale “carne” piazzata al fuoco, sia ben inteso! – scaturita da intenzioni di partenza palesemente ludiche e scherzose, si può davvero conferire al suddetto film la dignità che si addice ad un’opera filmica propria di questo nome?
Machete
é un prodotto confezionato in famiglia (si allude alla stirpe Rodrìguez, chiaro), totalmente indipendente e svincolato da qualsiasi restrizione d’espressione, o decisionale, in termini di realizzazione; il prodotto é realizzato da un occhio che ha esordito proprio con pellicole di simile fattura, anche se l’esperienza é maturata nel corso degli anni e qualche decennio, dalla genuinità e dalla sincerità d’intenti iniziale, sembra inevitabilmente esser trascorso (El Mariachi, Desperado, C’era una Volta in Messico).
Intrattiene? Senza dubbio. Era strettamente necessario? La risposta a quest’ultimo quesito in chiusura, purtroppo, sembra risultar del tutto negativa.

Luca Vecchi

Letto 9938 volte Ultima modifica il Domenica, 02 Gennaio 2011 11:45

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