Domenica, 13 Giugno 2010 20:23

E. Cristofaro, PrimaVera

Scritto da Francesco Salvatore Cagnazzo
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PrimaVeraLIBRI- “Ai veri vincenti, coloro che pur sbagliando e cadendo hanno imparato, con umiltà ed onestà, a rialzarsi e a non sbagliare più”: si apre così la PrimaVera di Edyth Cristofaro. La giovane autrice raccoglie in questo suo primo volumetto pensieri ed emozioni di un piccolo arco della sua vita. 5 anni (forse) di poesie, versi, racconti, ricordi, lacrime e sorrisi. E si apre al lettore.

Offre il suo cuore senza risparmiarsi, pronuncia di sé e della sua vita senza citare mai appellativi o accadimenti. Prima i sentimenti del loro nome e li descrive per come sono, per come li percepisce, tra battiti cardiaci e voli pindarici. Appare sicura, lo si avverte, che il lettore possa capirla, in ogni modo.
Si mette in discussione Edyth, si spoglia dei suoi abiti, di estetiche superficiali e finzioni stereotipate e mette il cuore in ogni sua parola, ogni sua rima ed ogni metafora, ogni sua anafora e paronomasia, ogni sua iperbole e adynaton. Ed il cuore vibra ed emette suoni e melodie. L’attenta selezione delle parole, mai troppo criptiche e strane, descrivono una quotidianità che diventa straordinaria quando anela al futuro e guarda il passato. L’anomalia dei suoi versi consiste nel buttar giù tutto: l’autrice, i suoi sogni, le sue delusioni e le sue tenerezze si riscoprono in figure e accostamenti sintattici.
Come una eterna “fanciulletta” che ha paura di crescere, scopre il mondo dei grandi e tutte le delusioni che esso comporta. Ma la protagonista non si arrende nonostante dolori e scomparse privino la sua vita di colori e sapori. Ma c’è la speranza, la voglia di scoprire la felicità nei frammenti di vita e in piccole vedute di paesaggi e visioni notturne. Si carica di ciò che ha attorno per immaginare nuovi mondi e per lasciarsi abbracciare dalla speranza del domani.

La luna, la notte, la natura, il mare, l’amore, la famiglia, la Calabria, il Destino, la discesa verso gli oblii più temuti e le risalite lungo sentieri pieni di luce e coraggio. E la protagonista si lascia vivere dinanzi al caso e alle prospettive che la vita le vuole offrire. Con pazienza. Con determinazione.
Con una caparbietà ed uno zelo che trapelano in ogni parola, in ogni pianto, in ogni sguardo verso il cielo. Una visione ottimistica di una vita che a volte ti priva delle gioie presenti, ma che ti ripaga con nuove scoperte ed emozioni, senza lasciarti mai abbandonata in un angolino del mondo.
Stili, figure retoriche, racconti e poesie si diversificano con il trascorrere dei mesi. Le date delle sue creazioni sono quasi sempre presenti e questo aiuta ed agevola la lettura. Il tempo, altro ingrediente essenziale di tale raccolta, trascorre e fugge tra le mani della scrittrice che a volte si lascia cullare da esso e che da esso si fa leccare le sue ferite. Ferite giovanili, di donna, di sognatrice, di amante della vita. E della Primavera, la sua Primavera: quella di un’“anima fragile” che non teme dinanzi all’“idea di camminare, senza meta, fino ad un dove che non esiste, se non nei miei pensieri”.

Edyth Cristofaro, PrimaVera, Aletti Editore, pag. 59, € 12

Francesco Salvatore Cagnazzo

Letto 8460 volte Ultima modifica il Domenica, 02 Gennaio 2011 12:06

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