Domenica, 13 Giugno 2010 20:14

T. Noar Augello, Sto cercando di smettere

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augello_mediumLIBRO+ CD MUSICA- “Questo libricciattolo non è stato scritto per esser letto. E’ stato scritto molto più semplicemente per restare scritto. Quindi, o tu sei in straordinario anticipo, o io sono maledettamente in ritardo”.



Ironico e vero tanto da essere disarmante, Sto cercando di smettere, il libricciattolo (come lo definisce lui stesso N.d.R.) di Toni Noar Augello, pugliese doc, laureato in giurisprudenza con il pallino della musica rock, è un gran bel prodotto editoriale di quelli che è un piacere avere tra le mani.
Sto cercando di smettere. Non è una buona intenzione, ma una cruda realtà. Non è un libro. Non è una mèta, Sto cercando di smettere è un viaggio. Con mille soste e nessuna fermata. Uno stralcio dei giorni nostri. Esaltazione e scazzo di un’esistenza –reale e virtuale- tra grandi aspettative e una miserabile condizione”.
Basterebbe questa presentazione a descrivere il succo del discorso di questo libro, eppure è riduttiva perché tralascia tutte quelle note positive che si colgono nel corso della lettura. Dal pretesto di una e-mail con una tal Lo che chiedeva informazioni sul tipo di musica del gruppo di cui Augello era front- man e chitarrista (i Malora) segue una corrispondenza epistolare via web nelle quali Augello cerca di darle un’idea del contesto condizionante in cui operavano: “Se voleva arrivare alla nostra musica doveva partire da lì. Condicio sine qua non. Prendere o lasciare. Lei prese. Ed io lasciai queste due righe”. Nasce così un’opera prima che racconta la condizione di una generazione con tanto di lauree, master di specializzazione, abilitazioni professionali, perennemente sospesa tra grandi aspettative e pura sopravvivenza, che però non ha perso la capacità di sognare e di costruire sui propri sogni.

La scrittura di Augello è una compagna di viaggio piacevole, i mesi scanditi dalle date che corredano ogni pseudo e-mail passano veloci e noi con loro viaggiamo spediti verso l’ultima pagina, alla ricerca di un lieto fine che, però nella vita vera, non sempre è garantito.
La scrittura scorre spedita e il linguaggio, semplice e diretto, è ricco di quelle digressioni sintattiche e ortografiche tipiche della nuova comunicazione, quella via web, fatta di punti di sospensione, di emoticon, ma anche di sentimenti e di emozioni pure che si muovono e ci inondano con un ritmo piacevole, a volte un po’ rock, a volte un po’ melodico, ma sempre e comunque estremamente ironico, comico, satirico, in puro stile “Noar”.
La storia è chiaramente autobiografica, ma attinge più di un motivo e atteggiamento al più ampio disagio generazionale che l’autore ci racconta, parlando di se stesso e degli altri protagonisti della vicenda che potrebbero, però, essere chiunque.
In ogni momento, in ogni istante della storia è la musica, però, la vera regina indiscussa, salvifica. La musica, chi la fa, come la fa, come la vive e come la sente scorrere dentro. La musica e il mercato discografico, che attraversa un profondo periodo di crisi e che quindi non consente più di far sì che, chi fa musica con passione e dedizione, abbia realmente la possibilità di renderla una vera fonte di sostegno in alternativa ad un mestiere, diciamo, “normale”.

Augello è la dimostrazione che chi la dura la vince, ma anche che serve un pizzico di fortuna. L’incontro con il produttore Antonio D’Apolito ne è la prova: Toni Noar Augello grazie a lui ci regala questa opera prima che è letteratura e musica insieme, nel senso più fisico del termine. Il libro è corredato del primo lavoro discografico registrato da solista dell’autore, Penna e corde, in cui il rock nostrano la fa da padrone assoluto (i testi sono sparsi ad hoc tra le pagine del romanzo, in assoluto ordine sparso rispetto alla sequenza di registrazione del disco, ma evidentemente ben correlati alla storia raccontata). Sono evidenti le contaminazioni dei “grandi” della scuola nostrana, ma la musica è anche questo, riconoscere in sé i germi degli altri e coltivarli per farli diventare qualcos’altro, così come è evidente l’impronta indie rock che rende il lavoro di Augello un progetto fresco e fruibile.
Dunque, una doppia opera prima che è una sorta di riscatto da una storia passata complicata, ma che è anche un inno alla fiducia nei propri sogni, nei propri mezzi e nelle proprie possibilità e un messaggio che vale la pena ricordare in ogni momento della propria vita: la rassegnazione non è mai un’arma vincente, in fondo, cantava Gianni Moranti, uno su mille ce la fa…

Toni Noar Augello, Sto cercando di smettere, Editrice Zona, pag. 167. € 15

TRACKLIST  di Penna e corde
1. Incipit
2. Croce del sud
3. Urla, sorella!
4. G.G.
5. Cuore pirata
6. Metti piede in strada
7. Il morbo del rock
8. Dove
9. Giramondo
10. GO. BI.
11. Classe di ferro
12. Fotografia
13. Corro come un matto
14. Penna e corde

Edyth Cristofaro

Letto 8278 volte Ultima modifica il Domenica, 02 Gennaio 2011 12:06

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