Domenica, 13 Dicembre 2009 16:55

Più Libri Più Liberi: l’editoria in cifre tra riflessioni e speranze

Scritto da Francesca Paolini
Vota questo articolo
(0 Voti)
[SPECIALE PIU’ LIBRI PIU’ LIBERI]

LogoPLPL2009_piccROMA- Probabilmente, per molti di quei lettori che hanno affollato il salone del Palazzo dei Congressi nell’edizione 2009 di Più Libri Più Liberi, le uniche cifre che hanno diritto di cittadinanza nel mondo dell’editoria sono quelle che numerano le pagine dei libri.

Ma l’editoria non è solo una romantica fucina di storie e idee, oggi più che mai è anche un mercato fatto di domanda, offerta, prezzo e tanti altri aspetti legati alla vendita.
L’ultima edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria svoltasi dal 5 all’8 Dicembre a Roma ha voluto dedicare ampio spazio a tutte quelle problematiche che si trovano a monte e intorno al prodotto-libro attraverso una serie di incontri per gli addetti ai lavori e per chi, come noi, voleva curiosare nell’industria libraria in tempi di crisi economica. Vi assicuriamo che è una storia tanto avvincente come quella di un romanzo.


2009: un bilancio in crisi?
0193_PiLibri_follaStands2Il dibattito è stato aperto dai dati sulla produzione editoriale forniti dalla Nielsen Book Scan, che per l’anno in corso ha registrato nei primi sei mesi un calo del 2%, completamente ribaltato nei sei mesi successivi. Una momentanea inspiegabile pazzia? Assolutamente no, spiega Marco Polillo dell’AIE (Associazione Italiana Editori), poiché il periodo di riferimento è proprio quello in cui la crisi è esplosa facendo registrare un segno meno a praticamente tutte le attività produttive. Dopo il panico generale, si è insomma tornati ai livelli precedenti.
Chi sostiene la crescita generale del mercato sono i piccoli editori: per intenderci, esattamente quelli presenti all’interno della fiera romana. Da soli sostengono l’80% del mercato grazie al maggior numero di titoli editi rispetto alle grandi e grandissime case editrici. Scopriamo con sorpresa che Voland e Newton & Compton hanno coperto, da soli, quasi il 100% delle vendite grazie alla moda dei vampiri con la saga Twilight e Il diario del vampiro. I vampri hanno dato sangue all’editoria! Polillo commenta che evidentemente questi editori hanno avuto il fiuto giusto inserendosi dove esisteva un vuoto e andando incontro alle richieste dei lettori giovani, soprattutto. Tolta la moda del vampiro, però, un boom vero e proprio – va detto-  non c’è stato. L’editoria non naviga mai in ottime acque, ci tiene a sottolinearlo, e lotta continuamente, anche se i grandi gruppi possono contare sugli introiti di giornali, riviste e pubblicità. Se il mercato del libro nonostante la crisi ha tenuto, ciò dipende dal fatto che non venga considerato un bene di lusso e dunque risulta meno sensibile al cambiamento del comportamento economico delle famiglie. Insomma, se dell’ I-Pod o di altri aggeggi tecnologici si può fare a meno, al tradizionalissimo libro di carta i lettori non rinunciano.

Ultimo punto sulle vendite rguarda il canale, cioè dove avviene l’acquisto. Nell’era di Internet 09_IMG_5751sembra che la libreria la faccia ancora da padrona, nonostante un lieve calo e sebbene le catene stiano falcidiando quelle indipendenti. Le librerie on-line, comunque, registrano aumenti non indifferenti.
Arriviamo alle note dolenti: i dati sulla lettura in Italia. L’Istat ha rilevato una sostanziale crescita sia del numero complessivo dei lettori (chi legge almeno un libro in un anno) sia dei lettori forti (chi legge almeno un libro al mese). I lettori totali sono comunque soltanto il 45,1% della popolazione italiana, percentuale che non si accorda affatto con la vitalità dei piccoli editori: l’offerta è spropositata rispetto alla domanda. I lettori forti, poi, non arrivano a 4 milioni nonostate siano aumentati di due punti percentuale rispetto all’anno passato (dal 13 al 15%). Se pensiamo che nel 2008 i volumi sul mercato erano 235 milioni, tutto sommato questo aumento rappresenta una magra consolazione. L’andamento dal 1995 ad oggi è comunque quello di una lenta ma costante crescita del popolo dei lettori. È interessante notare che questa sia parallela a quella dell’uso di Internet, notizia che smentisce tutti gli apocalittici che anni fa vedevano nella Rete il più temibile competitore, se non il killer, del mercato del libro.

Francesca Paolini


La legge sul libro
0365_PiLibriPiLiberi_GianniAlemannoSe agli incontri precedenti hanno assistito tutto sommato poche prsone, quello che aveva come tema la proposta di legge sul libro è stato fortemente sentito. Editori e librai hanno riempito la sala discutendo con calore circa l’attuale proposta e, soprattutto, circa le sue troppe e sospette mancanze. La legge riguarda in particolare il prezzo, fisso o meno, la possibilità per i venditori di effettuare sconti, la relativa entità e i periodi di promozione. Mancando fino ad ora una qualsiasi regolamentazione in materia, il mercato è stato invaso dalla grande distribuzione (supermercati e megastore) che puntando sulla quantità e sui best-seller di sicura vendita escludono a priori dai propri scaffali i titoli di piccole e medie case editrici, che solitamente puntano sull’innovazione. Lo scenario è quindi favorevole ai romanzi-mattone dei grandi gruppi editoriali scritti secondo i dettami del marketing e delle prospettve di vendita, piuttosto che sulla scommessa innovativa e in generale sulla promozione culturale. All’interno di questo discorso si colloca il tema degli sconti: una grande distribuzione (e un grande editore) può permettersi di scontare i prezzi fino al 40% - purchè si venda-, un lusso che il piccolo non può concedersi se non decidendo di liquidare l’attività e chiudere definitivamente bottega. Come se non bastasse, le vendite promozionali sono un territorio selvaggio e arrivano in molti casi a coprire i dodici mesi dell’anno, con le stesse conseguenze del discorso precedente.

La proposta di legge Levi in fase di approvazione prevede un tetto massimo di sconto del 15% e limitazioni alle campagne promozionali nel solo mese di Dicembre. Il testo vede dalla sua parte sia l’AIE –gli editori- sia i librai rappresentati dall’ALI, ma al loro interno sussistono spaccature non indifferenti tra grandi editori e catene di librerie versus piccoli editori e piccoli librai. Le ragioni del sì considerano positivamente la limitazione delle svendite che colpiscono lo strapotere delle grandi distribuzioni e Internet, quest’ultimo letteralmente odiato dai librai. La delegazione presente di alcuni signifiativi editori indipenenti (Nottetempo, Instar Libri, MarcosyMarcos, Minimum fax, Voland) si attesta invece sul fronte del no: denunciano una proposta di legge concepita senza il loro parere in modo arrogante, o questo o niente, che difende gli interessi dei più forti e che non garantisce sanzioni a chi viola le regole. Sopra ogni cosa, però, sottolineano che, a differenza di altri paesi europei, nel testo non è fatta menzione alcuna del libro come prodotto culturale profondamente diverso da qualsiasi altro bene di consumo. La legge non difenderebbe, insomma, il valore della cultura come patrimonio civile, ma ancora una volta il mercato del libro e i suoi attori più potenti, ricordando inevitabilmente il vantaggio del più grande gruppo editoriale italiano e del suo proprietario. Ogni riferimento a persone e cose non è puramente casuale: parliamo della Mondadori.
Registriamo ancora una volta divisioni e problemi di rappresentanza, che certo non aiuteranno il cammino di questa o di qualsiasi altra legge che possa schierarsi efficacemente dalla parte della cultura.

Francesca Paolini


E-book e libri di carta: la guerra dei mondi

ebookPiù di una volta negli incontri di queste giornate si è palesato lo spauracchio di Internet e della nuova tecnologia che avrebbe dovuto spazzare via il vecchio libro dalla faccia della terra, aprendo una nuova era virtuale e leggera come un codice binario. Ma siamo ancora qui a parlare di libri fatti di carta e inchiostro: il vero problema sono piuttosto i volumi invenduti nei magazzini per le ragioni sopra elencate. Nonostante questo, abbiamo voluto gettare lo sguardo sul futuro, visto che la fiera ha ospitato dibattiti sulle nuove tecnologie applicate al tanto amato libro. Parliamo di e-book, il libro elettronico, contenuto e contenitore di milioni di parole e di un numero sterminato di pagine. Negli Usa il fenomeno è già realtà e nella metro di New York non è raro vedere occhi fissi su uno schermo della stessa grandezza di un tascabile. Il supporto è corredato da una piccola tastiera che permette di scorrere le pagine o scegliere i capitoli. Il modello più avanzato permette persino di sfogliare le pagine con il gesto del dito che tutti conosciamo.
Il fermento attorno a questo nuovo nato è tale che già esistono in Italia case editrici dedite esclusivamente a questo tipo di prodotto, mentre le vecchie, ad esempio Feltrinelli, offrono la possibilità di acquistare i propri titoli anche in formato digitale. Alcuni diffondono gratuitamente il primo capitolo, invogliando magari il lettore ad appassionarsi per comprare la versione cartacea.
I difensori del genere sono entusiasti: non si tratta di un libro trasportato in un altro supporto, è una realtà completamente diversa che può essere interattiva e multimediale, sempre in fase di aggiornamento e mai uguale alla sua prima versione. Dovete viaggiare e non sapete quali e quanti libri portare con voi? Presto fatto: la memoria di questi lettori ne contiene milioni. Certo, non avrete modo di leggerli tutti…

Gli editori di libri tradizionali, passata l’iniziale paura di estinguersi di fronte ai pixel, sono più cauti. La rivoluzione potrà riguardare volumi come enciclopedie, bibliografie o repertori medico-scientifici. Sicuramente per la consultazione il dispositivo e-book è decisamente più immediato e comodo. Ma un romanzo e un saggio son amici del tempo e della riflessione che certo il mezzo tecnologico non prevede. Anche Kylee Doust, agente letterario di autori affermati come Ammanniti e Moccia, afferma di usare l’e-book per lavoro, ma di comprare libri cartacei per le letture di piacere. Luca Bianchini, autore di e-book, ha provato i diversi dspositivi per condividere con il pubblico le sue valutazioni. Vista la scarsa diffusione che attualmente ha in Italia, questo libro elettronico e il suo reader restano isolati al livello di status symbol. I technofan, quelli che acquistano per primi l’ultimo prodotto tecnologico, aggiungeranno anche questo alla lista di Hi-Tech che hanno e che “fa figo”. Per le generazioni che hanno imparato ad amare la lettura segnando di orecchie le pagine è oggettivamente ostico farsi piacere un surrogato asettico di un tascabile, anche se potenzialmente comodissimo e impeccabile. In fondo un libro riguarda più l’anima che la praticità e ha a che vedere con la richezza imperfetta dell’uomo. Non si prefigurano scenari apocalittici: il libro è così come lo conosciamo da 500 anni e resiste alla sindrome del tutto e subito delle nuove generazioni. Nell’attesa degli sviluppi futuri, su cui possiamo soltanto lanciare supposizioni, non ci resta che aprire un libro. Buona lettura.

Francesca Paolini

Letto 10766 volte Ultima modifica il Domenica, 13 Dicembre 2009 17:07

Lavora con noi!

Entrare a far parte del sistema MArteLive significa diventare parte di una famiglia e un collettivo di giovani organizzatori di eventi e artisti che da 20 anni innova il panorama artistico culturale italiano con decine di progetti e iniziative spesso in origine apparentemente impossibili ma poi puntualmente realizzati.
Siamo alla continua ricerca di giovani motivati e disposti ad accettare ogni tipo di sfida e soprattutto con una naturale capacità di adattamento e problem solving.
Il mondo della cultura e dell'organizzazione di eventi è più duro di quanto si pensi. 


MArteLive | Tutti i diritti riservati © 2001 Associazione Culturale Procult | P.IVA 06937941000 | Privacy | Contatti