Mercoledì, 12 Gennaio 2011 11:22

Lo sguardo sospeso di Marc Chagall

Scritto da Eva Di Tullio
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[ARTI VISIVE]

Lo_sguardo_sospeso_di_Marc_Chagall1ROMA- Il mondo sotto sopra, il titolo della mostra organizzata in onore dei venticinque anni dalla morte di Marc Chagall inaugurata all’Ara Pacis lo scorso 22 dicembre, è un evento destinato a lasciare un segno nella mente e nel cuore di chi, come me, si è abbandonata alla magia dell’artista russo.

Ritratti, Paesaggi, Chagall surrealista? e La Bibbia sono le quattro sezioni dedicate alle opere di Chagall presenti nella mostra, che racchiude dipinti, litografie e lastre su cui vengono impresse le immagini di un mondo lontano dalla nostra realtà percettiva e che l’artista ha costruito intorno alla sua esistenza.
Osservare un dipinto di Chagall, come Il mostro di Notre Dame, equivale ad immergersi in un mondo incantato, forse una fiaba e vedere in essa figure emblematiche di uno spazio senza frontiere: animali che volano nel cielo rosso, uomini e donne stretti in un abbraccio, mentre un suonatore di violini fa vibrare la musica nell’atmosfera che si tinge di blu e le figure circostanti danzano intorno a chi ascolta la fiaba, con il rumore silente che si impossessa dei nostri sensi.

Il suo stile, non assimilabile ad alcun movimento nonostante la vicinanza con esponenti delle Lo_sguardo_sospeso_di_Marc_Chagall4avanguardie del primo Novecento, è impresso nell’uso dei colori che si impossessano della tela, si mescolano per dare vita ad un’immagine che si popola di personaggi semplici e artisti circensi come ne Il circo rosso, dove il rosso e il blu dominano la tela. Molte sono le figure ricorrenti nella sua arte che, se in parte riproduce un mondo fiabesco che ricorda allo spettatore l’infanzia vissuta, sono per lo più personaggi e paesaggi che riconducono alla storia passata dell’artista. Difatti, in molte opere esposte è possibile scorgere l’impetuosità che contraddistingue la pittura di Chagall, quando è la tradizione russa ad essere messa in primo piano con il personaggio di Aleko dell’opera omonima del compositore Sergei Vasilievich Rachmaninoff, ma anche attraverso la rievocazione di quei paesaggi che riconducono alla vita dell’artista: Casa a Peskowatik e Casa a Vitebsk sono la trasmissione di un passato vissuto realmente che si propaga con il trascorrere del tempo. Sogno e realtà si mescolano e non c’è possibilità di sottrarsi al continuo simposio tra pittura, fiaba e musica che si prende gioco noi.

E poi anche la religione ebraica ha un ruolo fondamentale nelle opere dell’artista bielorusso, anzi essa è fonte di ispirazione per molte composizioni, dove l’artista rivolge la sua attenzione agli anni in cui è stato costretto ad esiliare a causa delle persecuzioni naziste, accomunando la sua sorte a quella di molti altri artisti, i quali hanno trovato dimora negli Stati Uniti.
Gli amanti in volo e la musica del violino che li accompagna sono forse il simbolo dell’abbandono delle proprie origini, quelle dell’artista e di tutti gli ebrei deportati o fuggiti, così, in quelle figure che guardano dietro, come nel dipinto L’uomo con la testa rovesciata, vengono raffigurati quegli esseri umani che si protraggono alla ricerca delle proprie radici e dei ricordi per tentare di arrivare alla comprensione della propria esistenza. Di sicuro c’è molto altro ancora da scoprire dietro la combinazione di colori e figure nelle storie di Chagall. Avete tempo fino al 27 marzo.

Eva Di Tullio

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