Martedì, 21 Dicembre 2010 13:53

Ritratti binari di vite parallele

Scritto da Eva Di Tullio
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[ARTI VISIVE]

Non_ti_ritrarre_4ROMA- La città è uno spazio costruito da linee e ripiani i cui abitanti seguono dei percorsi creati appositamente per incontrarsi e scambiarsi opinioni. La città è un labirinto di facce, pensieri, parole e gesti che non restano sospesi, ma volano lontano per raggiungere un’altra città.

La città è movimento, caos, macchine in fila, graffiti, bambini che giocano, luoghi inaccessibili, marciapiedi rotti, treni che partono e che vengono. Questa città è Roma con tutti i suoi spazi che occupiamo da due millenni: il centro con i suoi monumenti e le statue innalzate, i rioni e i quartieri circostanti e lontani con i suoi veri abitanti. E poi il mare, le spiagge di Ostia e soprattutto il trenino che arriva a Piramide, carico di impegni di lavoro e progetti da realizzare. Questo piccolo spazio che viaggia su due rotaie è al centro delle opere di Susanna Doccioli e Giorgia Moraca esposte al Sinister Noise dal 14 al 19 Dicembre per la mostra Non ti ritrarre! Roma – Lido di Ostia – Ritratti binari di vite parallele, un evento che rientra nel progetto Who’s next Expo a cui non potevamo mancare.

Le immagini che le due artiste ci propongono, fotografie e disegni, sono cartoline di esperienze quotidiane, di persone che ogni giorno guardano la città muoversi sotto i loro occhi, che osservano il movimento da dietro un finestrino; persone che condividono uno spazio accessibile seppur limitato, che parlano tra di loro o restano chiusi nel loro mondo silente; nello stesso vagone, altri leggono giornali per cercare chissà quale notizia curiosa da raccontare ai colleghi o ai propri studenti. Altri ancora si guardano intorno per catturare un pensiero o lo sguardo di chi si vorrebbe conoscere. E Non_ti_ritrarre_5poi ancora una signora che lavora ai ferri seduta accanto ad un uomo che, fingendo di essere interessato al cruciverba del suo giornale, in realtà si è perso tra le curve prorompenti della ragazza prosperosa in piedi che sta per scendere. Dall’altro lato ci sono Bengalesi che dormono con in mano una grande busta blu, con foulard colorati come le spezie di cui si sono cibati la sera precedente, mentre uno studente di filosofia guarda fuori dal finestrino per cercare la risposta a chissà quale interrogativo pungente.
Porte che si aprono, gente che sale e molti che scendono. Altri visi da incorniciare nell’obiettivo fotografico e nel foglio bianco di due artiste che raccontano uno spaccato di vita quotidiana. I colori dei disegni e la contingenza che si celebra nella fotografia costruiscono la percezione di un universo in cui la realtà si mette al servizio dell’arte, affinché lo spettatore curioso possa lasciare vagare la sua fantasia, la quale inizia a comporre immagini mentali e riflessioni sul nostro fluire nel movimento della città che non si ferma mai: le linee dei binari che lasciamo incastrarsi e perdersi nel nostro sguardo si confondono con l’architettura dei palazzi che ostacolano la vista, ma non il pensiero e la creatività.

Eva Di Tullio

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