Mercoledì, 08 Dicembre 2010 16:55

Le allegre comari di Windsor

Scritto da Gabriella Radano
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[TEATRALMENTE]

teatralmenteLeo Gullotta interpreta il Falstaff ne Le allegre comari di Windsor di William Shakespeare con regia di Fabio Grossi in scena al Teatro Eliseo di Roma, dal 30 novembre 2010 al 9 gennaio 2011.

L’attore per l’occasione si trasforma nel rosso, riccioluto, pancione Sir John, personaggio che caratterizza per le sue esuberanti bravate da guascone, la sua eccessiva simpatia cialtrona, il suo amore per la baldoria e il bicchiere e la sua irresistibile, endemica, disonestà viziosa e bonaria.
Fu per volontà della regina Elisabetta I che il Bardo riesumò Sir John Falstaff, fatto morire nella sua precedente opera, l’Enrico V: nacque così Le allegre comari di Windsor. La smania della regina, come precisò pochi anni dopo un attento cronista shakespeariano, Nicholas Rowe, derivava da un suo divertito “invaghimento” per la poderosa figura comica di Falstaff; invaghimento che le istillò il desiderio di vederlo in un altro dramma, e per di più innamorato.
Quindi anche questa edizione, benché passati parecchi secoli, nasce sotto l’occhio vigile e severo comari_totaledella grande Regina: intrighi, scherzi e bighellonate sfileranno così secondo il divertito gusto shakespeariano.

I personaggi sono tanto pronti a impugnare spade in difesa di supposti e ridicoli onori, quanto a deporle per sostituirle con boccali di vino di Spagna, al fine inconscio di proporsi come innocue prede di malfattori.
La più svariata gamma di umanità fa da protagonista a questa storia ed in particolare emergeranno le donne, le comari che, con furbizia e lungimirante intelligenza, collocheranno, in maniera indolore per la comunità, la parola fine alla vicenda.
Oltre agli applausi del pubblico del Teatro Eliseo per la 'prima' romana, il protagonista Leo Gullotta, negli abbondantissimi panni di Falstaff, ha ricevuto al termine della messinscena, anche un meritato premio per i suoi 50 anni di carriera. Gullotta, visibilmente commosso, ha ringraziato e dedicato la serata a Mario Monicelli, il grande regista recentemente morto suicida.

Gabriella Radano

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