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Mercoledì, 08 Dicembre 2010 09:57

My (Dirty) Martini, please

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ROMA- Dal 29 novembre al 5 dicembre scorso il Teatro Olimpico di Roma ha ospitato La Dolce Diva – Burlesque show, con Greg e Miss Dirty Martini regina del new burlesque newyorkese e non solo, per la regia di Matteo Tarasco.

Sul palco del teatro romano, trasformato per l’occasione nel club Il Gattonero, è il 1958 e ce ne locandina_dolce_divaaccorgiamo da subito: all’ingresso due ballerine in abiti succinti e appariscenti consegnano agli ospiti il programma della serata, che prevede una Grande Orchestra dal vivo – diretta dal maestro Gianni Oddi –, un corpo di ballo composto da “sei signorine”, e i “sensazionali numeri di burlesque” di Miss Dirty Martini da Nuova York, Luna Rosa da Londra, e “l’italianissima” Lucrezia Chiffon, in un’atmosfera godereccia da dolce vita.
Il burlesque è un genere che viene da lontano, e affonda le sue radici nel teatro comico-parodico di denuncia sociale dell’Inghilterra vittoriana. Col tempo la componente teatrale si è riempita sempre più di siparietti e scenette a contenuto erotico, senza tralasciarne l’aspetto più propriamente ironico; da questo, poi, la caratterizzazione popolare dello spettacolo ha fatto evolvere il burlesque in direzione dello strip-tease, il tutto condito sempre da un quid giocoso e divertente che rende il burlesque un vero e proprio spettacolo.

La Dolce Diva, presentato da Micca Club e Grey Movie, contiene in sé tutte le caratteristiche del burlesque “storico”, a cominciare dalla presenza di una storia, ambientata sulle e dietro le scene del Gattonero: una trama amorosa, ma esile dal finale a sorpresa, per lasciare spazio ai numeri di burlesque delle tre succitate artiste.
Maestro di cerimonia e vero e proprio collante dello spettacolo, il comico Greg, che con la sua presenza sul palco in veste di attore, cantante e showman, riempie e gestisce l’intero spettacolo con le sue battute regalando al pubblico una prova d’attore completa. La star della serata, Miss Dirty Martini, è una dirty-martiniburrosa, provocatoria, felliniana ninfa in totale opposizione con i canoni di bellezza cui moda e media ci hanno abituati oramai da anni: in lei l’aspetto di burla dell’erotismo è talmente palese che il suo modo giocoso di spogliarsi e di far ondeggiare seni e fianchi è qualcosa che va oltre l’eccitazione dei sensi, e rende il come più protagonista del cosa.
La Dolce Diva è uno spettacolo divertente e leggero, le cui due ore circa scorrono con piacevolezza, anche e soprattutto perché non pretende di essere nulla di più che semplice, puro, autentico intrattenimento.

Chiara Macchiarulo

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Chiara Macchiarulo

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