Mercoledì, 24 Novembre 2010 00:54

V. Spada, Il cacciatore di anime

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cacciatore-animeLIBRO- Potente. Doloroso. Una spina dritta nell’anima che qualcuno continua a spingere sempre più dentro. Sempre più a fondo. Fino all’ultima pagina.

L’opera prima di Virginia Spada, Il cacciatore di anime, edizioni Sideral è una storia vera, una storia non ancora finita, un incubo che ancora bussa alla porta, nelle vesti di quello che era sembrato in principio un salvatore, una sorta di novello principe azzurro.
Raccontando la sua storia la Spada, ripercorre la storia di tante donne che sono vittime di violenza psicologica ancor prima che di violenza fisica. L’autrice nel romanzo ripercorre a ritroso i suoi passi, si svela a se stessa, cercando di capire come si può amare chi cerca di annientarci, di distruggerci, di ridurre una donna al pallido ricordo di se stessa. Intrappolata nella relazione con un uomo “cacciatore di anime” che la costringe gradualmente all’isolamento, alla paura, al silenzio e alla perdita della stima di sé fino ad arrivare alla perdita dell’integrità psicologica e fisica, ci racconta la violazione dell’anima che uomini come l’antagonista di questo romanzo, di questa storia vera, Marco, infliggono alle loro vittime dapprima inconsapevoli e poi incapaci di reagire.
E nell’esperienza devastante della perdita di se stesse le donne si annientano nella ricerca di una felicità inesistente, spesso di facciata.
Il dolore e l’amore spesso camminano a braccetto, ma quei rapporti malati, distruttivi, in cui uno dei due tende ad annientare l’altro in un gioco di forze impari che mette in campo in primo luogo la disistima e la sfiducia non rimane che un urlo di dolore muto, insospettabile, eppure lancinante.

Virginia Spada ci racconta con parole semplici e a volte estremamente dolci, l’altra faccia dell’amore, quando è malato, e lo fa senza girarci intorno, ma andando dritta al nucleo della questione: “Potete pensare che le prigioni siano fatte di pareti spesse e di sbarre alle finestre, di lunghi veli neri che nascondono anche il battito dei cuori, però a volte sono fatte solo di pensieri e di silenzio” e i fatti, il vissuto diviene una sorta di strada a strapiombo senza ritorno, in cui la risalita, quando avviene, costa tempo, fatica, è un cammino incerto e ingombro di pericoli seminati dal nemico.
La violenza psicologica, a cui spesso e volentieri segue anche la violenza fisica, annunciano il fallimento della propria esistenza, una sorta di buco nero in cui non esistono spiragli di luce, in cui l’amore agognato, intravisto e subito volatilizzato diviene un vuoto assoluto. Ed è alla disperata ricerca di un gesto di approvazione che si procede nel vuoto, una sorta di gioco proibito dalle conclusioni devastanti, in un tentativo inutile e solo dannoso di trovare una via d’uscita che è possibile solo con una netta separazione e che non segue mai la via della redenzione del “cacciatore”.
Non si può curare chi non vuole e non può guarire: “i cacciatori di anime succhiano la vostra luce poco a poco, finché non siete più capaci di rigenerarla e per farlo v’ingannano e vi mentono per carpire i vostri desideri. I vostri sogni sono un aspetto fondamentale per loro. I cacciatori  non hanno più sogni intatti e per questo sentono il profumo dei vostri con la stessa bramosia con cui un lupo affamato sente l’odore del sangue. Non vi attaccano direttamente […], vogliono il vostro sfinimento. […E tutto] è generato dall’invidia, dalla gelosia, dall’avidità, dall’egoismo, dalla fame profonda che chiede di essere placata con il sacrifico di un’altra anima, gettata in un abisso”.
Non si può amare se si è persa la coscienza dell’amore.
L’amore è condivisione e sostegno. Se non è questo, non solo non è amore, ma diviene anche una persecuzione indegna persino del più pericoloso dei criminali.
In viaggio a piedi nudi nella sua vita, distrutta prima da un tragico incidente che la lascia invalida nel corpo e poi da un uomo “cacciatore di anime” che la lascia invalida nell’anima, Virginia Spada ci racconta la sua ricerca di nuove ali per volare ancora, all’ombra di un cuore chiuso: ed è la storia di tante donne.

Virginia Spada, Il cacciatore di anime, Sideral Edizioni, pag. 94, € 12

Edyth Cristofaro



Letto 9947 volte Ultima modifica il Mercoledì, 24 Novembre 2010 01:01

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