Mercoledì, 15 Settembre 2010 10:57

Cantautorato italiano e un pizzico di Spagna fuori dagli schemi

Scritto da Chiara Macchiarulo
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paola.zuccala-salagrande-IMG_7590La finalissima del decennale del MArteLive continua, nella seconda serata, a regalare emozioni al suo pubblico. Sul palco dell’Alpheus si sono alternati quattro artisti della scena musicale contemporanea, per più di quattro ore complessive di live.

Ad aprire la serata, l’energia degli Xoc, progetto musicale italo-spagnolo dalle radici punk con approdi all’elettronica. Gli Xoc si sono mostrati estremamente versatili proponendosi nella doppia veste acustica – in apertura di serata – e elettronica – in chiusura –, palesando quella doppia anima che loro stessi si attribuiscono definendo il genere da loro suonato DanceFloorPunk.paola.zuccala-Petramante-IMG_9116
Dopo gli Xoc è il momento dei Petramante, band umbra il cui “cantautorato asciutto e intimo” (come leggiamo nella pagina myspace) suggestiona e coinvolge i presenti. Il loro primo disco prodotto da MArteLabel/X-beat/Goodfellas, È per mangiarti meglio, esce nel 2009 e raccoglie subito consensi, per la tessitura sonora e vocale che lo riempie. La voce di Francesca Dragoni è al tempo stesso timida e assertiva, e ci porta alle orecchie i testi molto curati di “Potessi” e “Implodo”, tra gli altri, entrambi dal disco sopra citato. Interessante la riproposizione di “Cantando”, di Rosario Di Bella, in chiave acustica.

La serata continua con Giuseppe Peveri, alias Dente, attesissimo e accolto con calore dal pubblico.
paola.zuccala-Dente-IMG_9288Si continua con il cantautorato italiano, insomma, e l’artista presenta alcune delle sue canzoni più amate: ovunque ci si giri c’è qualcuno che canta. Tra i brani proposti, “Canzone di non amore”, dal disco del 2007 Non c’è due senza te, disco dal quale sono tratte anche le scanzonate “Scanto di sirene” e “Babybuilding”.
Da L’amore non è bello, disco del 2009, propone “Vieni a vivere”, forse uno dei suoi brani più rappresentativi, in cui il romanticismo triste si mescola all’ironia che fa da sfondo alla maggior parte dei suoi testi. Dente ha partecipato, inoltre, alla compilation Il paese è reale voluta da Manuel Agnelli nel 2009 per raccogliere le promesse della giovane musica italiana di qualità, con “Beato me”, uno dei suoi brani più famosi anch’esso proposto all’Alpheus.

Salgono quindi sul palco, attesissimi anche loro, i Diaframma di Federico Fiumani. Lo storico gruppo fiorentino, che insieme ai Litfiba ha portato la new wave nel nostro Paese, in poco più di paola.zuccala-Fiumani2-IMG_0240un’ora di concerto ha attraversato i suoi 26 anni di carriera con brani quali “Siberia” (Siberia, 1984), con cui la sonorità new wave riceve una sorta di consacrazione popolare nella nostra Italia degli anni Ottanta, “Verde” (da una raccolta di Live and unreleased uscita nel 2007). E ancora “Boxe” (Boxe, 1988), “Gennaio” (dall’omonimo EP del 1989), “L’odore delle rose” (Anni luce, 1992), “Labbra blu” – una piccola chicca – (Il ritorno dei desideri, 1994). Colpisce la fluidità con la quale le canzoni scorrono accostate le une alle altre, rendendo poco sensibilmente percepibili le differenze dovute al passare del tempo.
I Diaframma hanno proposto un concerto incisivo, emotivo e d’atmosfera, in cui la nostalgia per un periodo della storia della musica si accompagna con nuove leve di fan che (ri)scoprono che anche la musica italiana può essere cantautorale, innovativa e arrabbiata.

Chiara Macchiarulo

Letto 7699 volte Ultima modifica il Giovedì, 16 Settembre 2010 11:29

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