Martedì, 20 Luglio 2010 00:56

La musica sacra di Duke Ellington

Scritto da Paola D'Angelo
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[MUSICA]

duke-ellingtonROMA- Duke Ellington è uno dei più grandi compositori e musicisti del ‘900. La sua produzione discografica è immensa e l’apporto che diede al jazz è tuttora riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Pochi sanno che intorno alla seconda metà degli anni ’60 il jazzista si dedicò principalmente alla scrittura di musica sacra, una trilogia per big band, coro e voce solista (femminile).

Il “meglio” delle tre opere, tutte commissionate da episcopati statunitensi e istituzioni inglesi, fu successivamente raccolto, dallo stesso Ellington, in un unico concerto che prese il nome di A Concert of Sacred Music.
Venerdì 9 luglio alla Cavea dell’Auditorium abbiamo avuto il privilegio di ascoltare una fedele riproposizione di questa suggestiva e complessa opera. Sul palco, diretti dal maestro Maurizio Giammarco, la Parco della Musica Jazz Orchestra, il Coro dell’Accademia di Santa Cecilia (circa novanta elementi) e la voce solista della camaleontica Petra Magoni.
Proveniente da studi di musica sacra, la Magoni è riuscita nell’impresa di rendere il concerto un sublime spettacolo con un tocco di eccentricità, supportata da degli ottimi strumentisti che, non poche volte, hanno lasciato il pubblico senza fiato.

Un racconto fatto di immagini e parole, in cui l’alternarsi della voce solista e del coro spingono la petra_magonifantasia dell’ascoltatore verso epoche e luoghi troppo lontani da conoscere e ricostruire, ma dei quali la filmografia americana ci ha fornito minuziosi ricordi.
L’opera è una sorprendente produzione di generi, dal ritmato swing all’elegante jazz, in cui la sinergia dei testi, a volte cantati e a volte recitati, e i virtuosismi di pianoforte e fiati fanno da collante a tutta l’esecuzione.
Tanti i momenti di vibrante intensità a cui Petra Magoni, con la sua aria apparentemente svagata e il suo particolare timbro, dona modernità e freschezza. Rimaniamo così intimamente appagati da due ore di percorsi sonori che scorrono velocemente, senza mai stancare o appesantire l’ascolto.
Stasera, oltre agli ottoni, abbiamo visto brillare sul palco una grande interprete che abitualmente spoglia la musica, ma che in questa occasione l’ha vestita con un abito dorato.

Paola D’Angelo

Letto 9326 volte Ultima modifica il Mercoledì, 21 Luglio 2010 12:50

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