Visualizza articoli per tag: Recensione Principale

Venerdì, 18 Aprile 2008 14:24

Jacopo Reali, Fuori di qui

LIBRI- “Vi sembrerà di sentire una storia che, in un certo senso, assomiglia a un dramma teatrale, suddivisa in capitoli come atti di una tragedia. Ma gli atti hanno una durata, un filo logico, un’evoluzione e un finale. In questa storia no…”
Fuori di qui è la storia di Jesus, ragazzo ribelle e scontroso dallo strano nome, orfano di madre, che scivola lentamente ed inconsapevolmente verso una spirale di violenza e vendette senza precedenti, e tutto per amore di una ragazza, Gaia, e di una adolescenza vissuta tra mille problemi: dall’accettazione degli altri, alla droga, dall’amore all’odio.

Pubblicato in Recensioni
Venerdì, 18 Aprile 2008 14:13

Tutta la Vita Davanti, regia di Paolo Virzì

Partiamo dal presupposto che questo film va odiato e amato allo stesso tempo: alcune scene ci appaiono troppo romanzate e altre così realiste da farci venire una morsa allo stomaco. Eppure Tutta la Vita Davanti, l’ultima fatica di Paolo Virzì, ci spinge vorticosamente all’interno di emozioni vive e palpabili.
Ci fa ridere, sognare, arrabbiare e, infine, anche commuovere.
Pubblicato in Recensioni
Lunedì, 07 Aprile 2008 19:24

Giordano Aterini, Un soldo per le tue paure

 

LIBRI- “Il primo fu il formicolio. […] Il secondo fu lo stridio. […] Il terzo fu il respiro. […] Il quarto fu il dolore. […] La quinta fu la paura. […] Il sesto fu il terrore. […] E dopo che strisciò il formicolio, dopo che salì lo stridio, dopo che il respiro mancò e che venne il dolore, dopo che la paura marciò e che lo travolse il terrore, dopo tutto, tutto venne spazzato via dall’ossessione.”

Pubblicato in Recensioni
Sabato, 03 Maggio 2008 13:38

E la Divina Commedia si fece Musical

Milano – Dopo il debutto romano del 27 novembre 2007, coronato dal successo di 45 repliche e oltre 100 mila spettatori, sbarca a Milano al Palasharp di via Antonio Sant’Elia, senza l’ausilio di barche di carontiana memoria, La Divina Commedia. L’opera. Lo spettacolo, come si intuisce dal titolo stesso, è ispirato all’omonima opera dantesca, tornata recentemente all’attenzione del grande pubblico grazie alle ormai “mitologiche” letture televisive di Benigni.
Pubblicato in Report Live
Venerdì, 06 Giugno 2008 16:57

Il_7 sui Jethro Tull

[MUSICA]

A pochi giorni dal concerto dei reclamizzatissimi, giovani e freschi Tokio Hotel, il voluminoso mito dei Jethro Tull dirà la sua il 30 giugno 2008 allo Stadio della Pallacorda, dispiegando tutte le sue

sonorità vecchio stile, ma anche i suoi arrangiamenti più aggiornati in una serata che si annuncia rigorosamente Old British.

I loro esordi nell’ultimo scorcio degli anni ‘60 erano sicuramente blues, ma in linea con lo spirito di quel periodo il loro profilo si ispessì in una serie di contaminazioni successive, da quella con il jazz al recupero di certe tradizioni folk, al tuffo non sempre convincente nel progressive. Forse non potranno essere considerati pienamente progressive, dunque, ma i Tull si distingueranno sempre per un certo accento bizzarro con cui interpretano il folk- rock.

La simpatia tardo-romantica con cui, nel mitico Aqualung, Jan Anderson, il carismatico leader cantante e flautista, che ancora oggi non rinuncia ad abbozzare nei live le sue caratteristiche pose da folletto, presta la sua voce ad un vagabondo facendogli pronunciare ruvide considerazioni sui guasti della religione organizzata, impone soprattutto quel disco come un pezzo di storia che resta memorabile per i fans di vecchia data, ma la loro carriera ormai quarantennale è gravida di meda-glie e di gemme discografiche dai toni epici, elegiaci e misteriosi.

Citiamo per brevità Stand Up, Benefit, Thick as a Brick, Songs from The Wood, Living in the Past, tra gli album dei favolosi seventies, e Stormwatch, Rock Island, Crest of a Knave, Roots to Branches, Dot Com tra i capitoli più recenti di una saga musicale che a differenza di altre storie di lunga militanza rock, non ha dovuto registrare lunghi e gravi appannamenti, forti di una formula creativa particolarmente compatta ed efficace, che garantisce sofisticazione e sicuro impatto, effervescenze solistiche e orecchiabilità. Abituati ai vecchi fantasmi e a eremitaggi nella brughiera e scorribande nella City, ingobbiti attraverso le pieghe di ere oscure del passato e insorgenze apocalittiche del presente (North Sea Oil), e alla “fredda Madre dei Ghiacci le cui lunghe dita si stendono cercando di agguantare i fagotti sulle calde soglie degli usci d’una Londra imbiancata”.

In caso di afa africana, sarebbe divertente se il tenente metereologo RAI Guido Caroselli si presentasse a loro sul palco ubriaco di birra, con la barba lunga il triplo e intrisa di nevischio e vestito con un lungo pastrano scozzese, cantando: “O luce del sole, portami via di qui, sono un ago nel solco di una spirale, ed il piatto del giradischi gira, l’ultimo Valzer inizia e l’uomo delle previsioni del tempo dice che lassù qualcosa si sta muovendo...” (Something’s on the move). Una pioggia rinfrescante chissà che non cada giù in tal caso, riportandoci alle atmosfere delle terre lontane in cui le luci del Nord esplodono improvvise in cieli lividi per raccogliere momenti regali sui sentieri ghiacciati. Sarebbe meglio di un gavettone alla romana!?

Questi i Jethro Tull 2008: Ian Anderson al flauto, voce e chitarra acustica, il fido Martin Barre alle chitarre (che negli anni ’70 non di rado erano scientemente “grasse”), il solido Doane Perry alla batteria, il nuovo John O'Hara alle tastiere e David Goodier al basso. “Too old to Rock’n’Roll, Too Young to Die”.
Pubblicato in News
[DESIGN] 
Lunga solo 2,28 metri e larga 1,38, davvero tonda e si apre così: un'unica porta frontale che tira dietro di sé il volante!
Parliamo di Isetta, un progetto Italiano che segnò l'apice del fenomeno delle Bubblecars.
L'invenzione dell'Isetta si deve alla fantasia di Ermenegildo Preti, l'ingegnere che ideò la piccola auto e alla lungimiranza dell'industriale italiano Renzo Rivolta.
Pubblicato in News
Giovedì, 03 Aprile 2008 01:00

Moleskin_ Penelope

CD MUSICA- Il nome del gruppo richiama immediatamente il leggendario taccuino che ha custodito schizzi, storie e suggestioni prima che diventassero immagini o frasi di opere famose. Sì, certo… manca la vocale finale, ma mi piace pensare ai Moleskin come un gruppo semplice e lineare, proprio come quel taccuino nero: essenziale nelle forme, ma dai contenuti spesso preziosi e privati. I Moleskin chiedono permesso con un disco intitolato “Penelope”, copertina verde e grafica essenziale, quasi a voler accostarsi al pubblico senza prepotenza, alla ricerca di qualcosa di bello ma non per forza graffiante.
Pubblicato in Recensioni
Martedì, 01 Aprile 2008 11:47

Pane_ Testamento

CD MUSICA- Da quando in Italia è finito il mercato nero e le ristrettezze del periodo bellico, non era mai successo che col pane ci facessero pure i dischi, ecco perché il vinile è finito in soffitta.
La gente riesce con un po’ di sforzo a non rimpiangere più quel plasticume forse proprio perché i repubblicani, forti della nuova Costituzione, dai tempi del boom non ci hanno fatto mancare il pane ed i giochi circensi, laddove per circensi si intendono quei caroselli che si consumano in parlamento quando crolla anticipatamente una legislatura e che ci fanno pensare: “E’ proprio vero, Tutta la dolcezza ai vermi!”.
Pubblicato in Recensioni
Martedì, 18 Marzo 2008 13:41

Amèlie Nothomb, Nè di Eva nè di Adamo

LIBRI- Accade talvolta, fra coloro che praticano il mestiere della narrazione, di cedere all’istintuale pulsione di servirsi della propria storia per appagare l’esigenza di raccontarne una. In questi casi l’esito è quanto mai incerto, e l’effetto altrettanto rischioso: nondimeno capita che il reale dipanarsi degli eventi si carichi di una valenza romanzesca tale, che il solo avvalersi della testimonianza di qualsiasi
furor poetico, lungi dall’apparire un patetico cedimento alla memoria, si impone come il naturale corrispondere alla vanità dell’arte. Non nuova a questo esercizio, Amélie Nothomb anche per questa sua ultima pregevole opera rovista con mano compassata nell’errabondo bagaglio del suo vissuto.
Pubblicato in Recensioni
Mercoledì, 05 Marzo 2008 16:09

Fluxer_ L'Avvento

CD MUSICA- Premessa doverosa: il rap non è il mio genere, non l’ho mai ascoltato con la dovuta cura e non ho neppure un pezzo anche vagamente rap sul mio iPod. Ma, nonostante questo, lo considero un genere alto, il più delle volte difficile da portare avanti con dignità, pieno di influenze e di cultura, avvolto da uno spesso strato di elementi originali, di sapere, di storie sedimentate, di esperienze vissute e di stile personale. Tutti elementi che si uniscono alla musica, al ritmo e agli arrangiamenti e che attraverso gli incroci più svariati spesso danno luogo ad opere hip hop mature e raffinate.
Pubblicato in Recensioni
Pagina 3 di 4

Lavora con noi!

Entrare a far parte del sistema MArteLive significa diventare parte di una famiglia e un collettivo di giovani organizzatori di eventi e artisti che da 20 anni innova il panorama artistico culturale italiano con decine di progetti e iniziative spesso in origine apparentemente impossibili ma poi puntualmente realizzati.
Siamo alla continua ricerca di giovani motivati e disposti ad accettare ogni tipo di sfida e soprattutto con una naturale capacità di adattamento e problem solving.
Il mondo della cultura e dell'organizzazione di eventi è più duro di quanto si pensi. 


MArteLive | Tutti i diritti riservati © 2001 Associazione Culturale Procult | P.IVA 06937941000 | Privacy | Contatti