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Lunedì, 07 Aprile 2008 19:19

Futurismo contemporaneo

Siamo partiti da Marinetti e dal suo Futurismo di inizio secolo scorso e siamo approdati al presente di Rosso Trevi.
Siamo lontani dal voler a tutti i costi esprimere un’opinione positiva e negativa sui gesti estremi e sulle estremizzazioni dei gesti per attirare l’attenzione o per svegliare le coscienze: la nostra non è una valutazione politica o antropologica, ma solo l’apertura dello spazio mentale alle proposte di una mente altrui, perché tutto ciò che nasce nella coscienza e si manifesta agli altri in una espressività
Pubblicato in Editoriali
Lunedì, 07 Aprile 2008 19:19

Futurismo contemporaneo

Siamo partiti da Marinetti e dal suo Futurismo di inizio secolo scorso e siamo approdati al presente di Rosso Trevi.
Siamo lontani dal voler a tutti i costi esprimere un’opinione positiva e negativa sui gesti estremi e sulle estremizzazioni dei gesti per attirare l’attenzione o per svegliare le coscienze: la nostra non è una valutazione politica o antropologica, ma solo l’apertura dello spazio mentale alle proposte di una mente altrui, perché tutto ciò che nasce nella coscienza e si manifesta agli altri in una espressività più o meno coincidente con i nostri gusti, o anche solo che ci incuriosisce e ci impone delle domande è una manifestazione d’arte in potenza. Da qui gli approfondimenti.
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Martedì, 01 Aprile 2008 15:53

Perchè proprio la seduzione?

Potremmo raccontarvi che la scelta del tema di questa settimana, sia da imputare al rapporto stretto tra l’arte e la seduzione dell’arte. Oppure che la seduzione sia strettamente legata all’arte in maniera endemica, perché non può esistere l’una senza l’altra. E invece no! La realtà è un’altra. La nascita del nostro argomento della settimana nasce da altro.
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Martedì, 01 Aprile 2008 15:53

Perchè proprio "la seduzione"?

Potremmo raccontarvi che la scelta del tema di questa settimana, sia da imputare al rapporto stretto tra l’arte e la seduzione dell’arte. Oppure che la seduzione sia strettamente legata all’arte in maniera endemica, perché non può esistere l’una senza l’altra. E invece no! La realtà è un’altra. La nascita del nostro argomento della settimana nasce da altro.
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Mercoledì, 19 Marzo 2008 01:08

Ma cosa vorremmo trovare noi nell'Uovo di Pasqua?

Ce lo siamo chiesti. E ci siamo risposti: libertà.
Libertà per una cultura quanto mai decadente che affiora ad ogni piè sospinto dalle grandi major, che non ci offrono mai una vera alternativa al mercato culturale vigente.
Libertà di esprimere una passione, una forma artistica, un ideale, senza vedere il tutto vanificato senza rimedio dalla necessità di dover vivere, ora e subito, senza mezzi e senza possibilità.
Libertà di parola di fronte ai meccanismi ben oleati che ci impongono una strada battuta, ma di qualità, a volte, discutibile.
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Mercoledì, 19 Marzo 2008 01:08

Ma cosa vorremmo trovare noi nell'Uovo di Pasqua?

Ce lo siamo chiesti. E ci siamo risposti: libertà.
Libertà per una cultura quanto mai decadente che affiora ad ogni piè sospinto dalle grandi major, che non ci offrono mai una vera alternativa al mercato culturale vigente.
Libertà di esprimere una passione, una forma artistica, un ideale, senza vedere il tutto vanificato senza rimedio dalla necessità di dover vivere, ora e subito, senza mezzi e senza possibilità.
Libertà di parola di fronte ai meccanismi ben oleati che ci impongono una strada battuta, ma di qualità, a volte, discutibile.
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Mercoledì, 27 Febbraio 2008 16:28

Dark: the other side of the moon...

 

Parafrasiamo pure (più o meno) una famosa canzone dei Pink Floyd e lasciamoci andare alla cultura dark: tutto nero e niente arrosto, un fumè ingrigito dal tempo, un modo di vivere e pensare la vita e le sue correnti (fredde) di pensiero o solo l’altra parte della Luna, quella che è al buio perché non è illuminata dal Sole?
Ci scusiamo per non voler, intenzionalmente, intervenire nella disquisizione medica sulla capacità della cultura dark di segnare profondamente o meno lo stato depressivo di una persona, perché secondo noi, sarebbe come dire che la Chiesa Cattolica ha il diritto di intervenire
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Mercoledì, 27 Febbraio 2008 16:28

Dark: the other side of the moon...

Parafrasiamo pure (più o meno) una famosa canzone dei Pink Floyd e lasciamoci andare alla cultura dark: tutto nero e niente arrosto, un fumè ingrigito dal tempo, un modo di vivere e pensare la vita e le sue correnti (fredde) di pensiero o solo l’altra parte della Luna, quella che è al buio perché non è illuminata dal Sole?
Ci scusiamo per non voler, intenzionalmente, intervenire nella disquisizione medica sulla capacità della cultura dark di segnare profondamente o meno lo stato depressivo di una persona. 
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