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Giovedì, 05 Febbraio 2009 13:38

Della Shoah e di altre storie...

Fine gennaio freddo ed inizio febbraio bagnato, ma non distaccato dagli eventi della storia, della società, della vita.
Il Giorno della Memoria è entrato ormai a far parte della memoria storica collettiva e, nonostante le cadute di tono, spiegabili solo con la follia e l’insoddisfazione sociale, che hanno permesso a dei giovani ragazzi di bruciare vivo un essere umano proprio negli ultimi giorni, solo per provare delle emozioni “forti”, quello che resta forte in tutti noi, in tutti coloro dotati di raziocinio, di umana pietà, di memoria, appunto, è il desiderio feroce che il dolore straziante, che gli eccidi di massa, che la crudeltà pura e semplice non possano più avere spazio in questo mondo.

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Martedì, 27 Gennaio 2009 13:05

Mondi di illusione e di magia

E’ un dato di fatto: la magia in sé e per sé è solo una particolare manifestazione della realtà. Quasi una forma di creatività latente che si presenta in tutte le sue potenzialità.
In barba agli oroscopi (che comunque un loro fondamento storico- scientifico ce l’avranno pure), agli indovini, e a tutti coloro che vorrebbero toglierci la capacità di sognare a colpi di emergenze e panico, quel che resta è il desiderio latente (ma neanche troppo) di spaziare con la fantasia e con le esperienze.

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Si è conclusa venerdì 31 ottobre l’edizione 2008 del Festival Internazionale del Film di Roma, che, con un nuovo nome e una nuova gestione, ha riproposto a pubblico e addetti ai lavori lo spettacolo del cinema, un fil rouge tra la kermesse (per cinefili e appassionati di gossip) e il mercato (per chi lavora nell’industria dell’audiovisivo). Sono state 580.000 le presenze nelle diverse sedi e realtà del Festival romano, in leggera diminuzione rispetto all’anno precedente, a fronte di un maggior numero di spettatori presenti in sala. Anche nel 2008 è stato l’Auditorium Parco della Musica a dominare la scena, per le passerelle, le proiezioni, la pioggia, i problemi, le potenzialità inespresse e i premi consegnati.
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Dal 23 al 26 ottobre 2008, quattro giorni di creatività  a Firenze alla Fortezza da Basso: ma si può chiudere la creatività in un luogo progettato per le operazioni di difesa militare? In effetti è necessario difenderla con i denti e con le unghie, ma vanno cercati nuovi alleati e abbandonati i vecchi pesi inutili, bisogna prepararsi alla battaglia, fare la guerra con i mezzi con cui i creativi concepiscono le idee.
La Regione Toscana ha trovato appoggi nella Fondazione Toscana e in un partner nuovo come il Banco do Brasil per dare spazio ad una creatività  multiforme di Visioni, Viaggi e Scoperte.

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Addio sgraziate e anonime pagine in bianco e nero. I magazine con grafica approssimativa e atroce sovrabbondanza di testo sono ormai out. La nuova frontiera della carta stampata ha un nome affascinante, che riscuote tra l’altro un apprezzabile successo, soprattutto tra i più giovani: visual magazine.
Sono tre gli elementi strutturali che descrivono appieno questo nuovo format: poco o pochissimo testo, molte immagini, estrema attenzione per i particolari grafici.

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Lo stile è libero, devi semplicemente trovare il tuo. Uniche regole: fianchi fermi e braccia che si muovono all’impazzata. Tutto il resto è pura creatività.
Di cosa stiamo parlando? Di un nuovo fenomeno giovanile chiamato Tecktonik, nome che richiama alla mente i movimenti delle placche terrestri e che quindi, per estensione, si presta bene a rappresentare l’incontro e lo scontro di diverse culture musicali. Si tratta di un mix esplosivo di danza, musica, arte e moda, partito dalla periferia di Parigi e rimbalzato, grazie ad Internet e al passaparola virtuale, nel resto del mondo.
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Martedì, 01 Luglio 2008 18:07

Tele- Visione

Marshall McLuhan, luminare delle comunicazioni di massa, l’ha definita un mezzo ma anche “il” messaggio; Karl R. Popper, ne ha parlato come di una “cattiva maestra”; ed Enrico Ghezzi ha alluso al fatto che i “mezzi” come questo avvicinano sempre più, ma che gli individui comunicano sempre meno. Tutti concordano nel dire che è stata una delle più innovative invenzioni del secolo scorso, che ci ha addirittura dato l’illusione di creare quel famoso villaggio globale che il luminare di cui sopra aveva così lungamente anticipato.
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Venerdì, 13 Giugno 2008 16:49

Il Grande Boh!

La cosa che ci meraviglia di più quando ci troviamo di fronte ad un’opera d’arte è l’estrema consapevolezza con cui l’artista parla di se stesso, del suo modo di pensare e vivere la vita, di come tutto possa essere fonte di ispirazione e di come ogni cosa possa essere importante e non trascurabile.
La sensazione di stupore che ci accompagna quando vediamo qualcosa che travalica i confini della nostra mente, qualcosa che sentivamo girare in tondo nella nostra anima,
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Venerdì, 13 Giugno 2008 16:49

Il Grande Boh!

La cosa che ci meraviglia di più quando ci troviamo di fronte ad un’opera d’arte è l’estrema consapevolezza con cui l’artista parla di se stesso, del suo modo di pensare e vivere la vita, di come tutto possa essere fonte di ispirazione e di come ogni cosa possa essere importante e non trascurabile.
La sensazione di stupore che ci accompagna quando vediamo qualcosa che travalica i confini della nostra mente, qualcosa che sentivamo girare in tondo nella nostra anima, ma che mai avremmo pensato potesse arrivare dalla voce sommessa, dalle note forsennate, o dal corpo sinuoso di un’altra persona, ci ammalia, ci stordisce, ci conquista. Irrimediabilmente.
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Sabato, 07 Giugno 2008 22:06

L'arte che vorrei...

Vorrei che l'arte in tutte le sue forme, i suoi volti, le sue multiple sfaccettature, con le sue note, i suoi alti e i suoi bassi, con i suoi colori o il solo contrasto bianco e nero, comunque essa sia e decida di essere, vorrei che non fosse, nè diventasse mai scontata. Vorrei che le sue linee, che siano curve, diritte, incrociate o parallele, continue o disgiunte seguissero una direzione, e qualunque essa sia, qualunque sia il suo percorso e il mezzo che decide di utilizzare, vorrei che lasciasse la sua impronta indelebile.
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