Mercoledì, 15 Ottobre 2008 13:29

Solar Orchestra_Hearts at Dusk

Scritto da Edyth Cristofaro
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CD MUSICA- E' uscito proprio in questi giorni il nuovo album del collettivo di musicisti Solar Orchestra prodotto dalla MegaSound. Il gruppo unito da comuni e passate esperienze artistiche e dalla volontà di partecipazione ad un progetto davvero appassionato e tecnicamente ineccepibile, ha creato Hearts at Dusk, un disco fatto di commistioni davvero diverse di generi: rock progressive, psichedelica, elettronica spinta, improvvisazione, space rock, ambient, sperimentale, etno, tutto perché si possa uscire da una categorizzazione troppo stretta sia dei generi che dello stile.

Registrato sotto la direzione di Enrico Angarano (alle chitarre), autore della maggior parte dei brani, gode comunque dell’apporto artistico di tutti i musicisti coinvolti nell’iniziativa: Fulvio Biondo (basso, tastiere), Alessandro Bruno (chitarra e voce), Giulio Caneponi (batteria), Paolo Feligioni (basso, tromba, pedal steel guitar), Gianni Pieri (violoncello) e Katya Sanna (voce). E riflette una felice adattabilità di tutti alla necessità dei “pezzi”, così come una grande empatia del gruppo.

E' un ascolto attento quello che si richiede a chi si avvicina a questo disco poliedrico e strutturalmente non classificabile: ogni singolo ha una chicca di improvvisazione, di illuminazione e di forza concentrica che spinge inesorabilmente verso un coinvolgimento forte ed aperto.
La chitarra elettrica è padrona dello scranno musicale, accompagnata dalla tromba di Feligioni, come nel pezzo che dà il nome al disco, in “It was Summer” o in “Once was Noise”. Anche la batteria ha i suoi momenti forti, come per esempio in “Cassandra Crossing”, dove si passa da un rullio iniziale che ricorda molto un pezzo jazz alle percussioni energiche del rock. Menzione speciale invece alla voce di Katya Sanna in “The Remote Viewer” e “Che almeno sia il vento”: tonalità variabili, melodia dolce e penetrante che richiama sempre una certa poeticità di fondo con un innesto vagamente onirico.

Davvero originale quindi questa produzione che trae la sua origine addirittura da un viaggio emozionale iniziato circa 20 anni fa con i Solar Lodge di Enrico Angarano e Fulvio Biondo ed approda oggi ad un disco compiuto ed interessante, ricco e svagatamente impegnato. Sperimentazione ed esperienza si fondono insieme a costituire un insieme organico e coinvolgente, ricco di sonorità e davvero adatto alle esigenze musicali del nuovo millennio.

TRACKLIST Hearts at Dusk
#1 The Remote Viewer
#2 Hearts at Dusk
#3 Cassandra Crossing
#4 It was in Summer
#5 Che almeno sia il vento
#6 Once Was Noise
#7 Another Chemical Chain
#8 Ghost Town
#9 Last Ride in Darkness

di Edyth Cristofaro

 

Letto 6963 volte Ultima modifica il Martedì, 14 Aprile 2009 14:09

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