Martedì, 25 Gennaio 2011 17:42

Il posto delle patate di Perec

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[TEATRO]

rosi_gio1ROMA- È stato il piccolo, ma tanto accogliente Teatro Abarico (via dei Sabelli116, Roma) a proporre sulla scena dal 20 al 23 gennaio scorsi una delle opere di Georges Perec, uno degli autori letterari più originali del ‘900 che fa della parola il suo culto.


E a comprendere appieno e rappresentare quest’autore e la sua opera Il posto delle patate con altrettanta originalità, singolarità, gioco e filosofia è stata la compagnia Macroritmi con la regia di Rosi Giordano e le musiche di Angela C. Muscogiuri.
Questa rappresentazione pone l’accento sul “linguaggio in continuo divenire” e ha messo alla prova non solo gli spettatori che hanno dovuto tentare di ricondurre ad un filo logico il senso della performance, ma anche gli stessi artisti che hanno dovuto confrontarsi con cambi di tempi, linguaggi ed espressioni di comunicazione mutevoli.
Cercare una trama come in una semplice storia che si racconta non appartiene a questa pièce, perchè il senso è racchiuso in profondità e lo si può rintracciare solo tuffandosi e lasciandosi trasportare dalle parole pronunciate. Gli attori, le parole, i gesti si aggrovigliano e fanno di questo cocktail un nettare da degustare tra sorrisi e riflessioni.

Cinque individui si rapportano in una dimensione sospesa alla ricerca della propria identità (tema rosi_gio3dominante della performance), che spesso muta per condizioni e necessità o perchè la si vuole mutare. E scavando tra il passato, i ricordi, il futuro e l’immaginazione, i cinque personaggi interpretati da Maria Teresa Di Clemente, Maria Enrica Prignani, Monica Maroncelli, Giuseppe Butera e Adriano Rosati inventano e reinventano storie, costruendo ponti sulle vite di altri o di nessuno, alla ricerca di se stessi e del necessario bisogno di identificarsi.
In tutto ciò si colloca un’altra grande protagonista che gli stessi personaggi venerano, lapatata, verso la quale questi proiettano se stessi e le loro speranze, quasi fosse la loro unica ancora di salvezza, perchè raffigura la sola e concreta identità del momento con cui parlare, giocare, lavorare, protestare...
E tra una pioggia di patate, un ricordo, un’ipotesi di identità e un sorriso si imbastisce questa tela che viene più volte cucita e ricucita, attraverso la bravura e l’ironia degli attori.
Da non perdere i prossimi appuntamenti che si terranno al Teatro Aldo Fabrizi di Morlupo il 29 e 30 Gennaio e al Teatro della XII  il 4-5-6 febbraio. Buona visione!

Maria Logroio

Letto 10454 volte Ultima modifica il Giovedì, 27 Gennaio 2011 01:20

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