Martedì, 09 Novembre 2010 15:09

Mauro Rostagno: siciliano per scelta

Scritto da Diego Ciorra
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[STREAP-TEASE:FUMETTI MESSI A NUDO]

diegociorraNella collana Biografie di Beccogiallo editore è da poco stato pubblicato un titolo dedicato a Mauro Rostagno, giornalista e sociologo, torinese ma siciliano d’adozione, che venne ucciso in un agguato di mafia il 26 settembre 1988.

Sulla sua figura, che nel corso della propria vita si è mossa dentro e fuori il sistema sempre lottando per la giustizia sociale e la difesa dei più deboli, è incentrato Mauro Rostagno: prove tecniche per un mondo migliore, di Marco Rizzo e Nico Blunda.
E’ proprio quest’ultimo a parlarci del progetto, dei sentimenti che li hanno spinti a realizzarlo e di cosa, a 22 anni da quell’attentato, è cambiato in Sicilia (ma anche più su!)

“Mauro Rostagno” è il primo fumetto che firmi o in passato eri già stato autore di racconti a fumetti?

Diversi anni fa con un amico, creammo una rivista contenitore per giovani autori, “Segnali di Fumetto”. Ebbe vita breve, ma oltre a curarne l’aspetto artistico, ebbi il tempo di firmare un paio di storie brevi e disegnarne anche una copertina. Poi tanta passione e tanta lettura, nel 2008 ho scritto una storia breve per la rivista “Mono”. Questa è la mia prima storia lunga.

Come è nata l'idea di una biografia a fumetti su Rostagno? Marco Rizzo è, in un certo senso, un esperto in materia: è partito da lui il progetto?
Quando Marco (con cui siamo amici da tanti anni) ha presentato Peppino Impastato a Trapani, gli chiesi quando avrebbe scritto una storia su Mauro. Mauro è un personaggio al quale noi trapanesi onesti dobbiamo tanto, ha cambiato le coscienze di tante persone e lasciato un segno indelebile.
Marco mi rispose: mai! È una storia a cui emotivamente siamo troppo legati e si rischiava di perdere il punto di vista razionale. L’anno scorso lo chiamai, avevo avuto un’idea…e, sembra assurdo, o magico, anche lui aveva avuto la stessa idea: lavorare a quattro mani sulla storia di Rostagno, magari per frenare a vicenda la reciproca passione e il coinvolgimento emotivo. Anche se, alla fine, il cuore ha quasi sempre avuto la meglio nella nostra narrazione…

Avreste dedicato il vostro impegno a raccontare la sua storia se non fosse stato un Mauro_per_Liberogiornalista siciliano? E viceversa, autori non siciliani avrebbero saputo raccontarla come avete fatto voi?
Non so se altri avrebbero saputo raccontare la storia di Mauro, sicuramente avrebbero avuto un punto di vista diverso. Noi abbiamo conosciuto l’ultimo Mauro, quello scomodo alla mafia, alla politica locale collusa. La nostra è stata una ricerca a ritroso, per capire cosa lo avesse spinto a diventare quello aveva scelto di essere…e solo in questo modo ci siamo resi conto di come fosse impossibile raccontare di lui, senza raccontare delle sue tante vite. Ogni storia è collegata e consequenziale alla precedente. Rostagno siciliano lo era per scelta, nato a Torino, ha vissuto un po’ ovunque in Italia, in Europa e anche in India, sempre protagonista della storia di questo paese. Solo negli ultimi anni aveva scelto di dedicare il suo impegno e il suo cuore alla nostra terra che amava come se fosse sua. Chicca, la sua compagna, dice che Mauro è un siciliano venuto dal nord. E come diceva lui, a quei siciliani che non meritano di esserlo: “io sono più trapanese di voi perché ho scelto di esserlo”.

La BeccoGiallo è stata parte del progetto sin da subito o avete proposto l'idea a più case editrici?
Quando abbiamo iniziato a sviluppare l’idea, ci è venuta in mente solo una casa editrice. L’unica impegnata profondamente nel “graphic journalism”. D’altronde Marco aveva già lavorato con loro con “Peppino Impastato” e con “Ilaria Alpi” e sapeva il loro modo di lavorare. Sin da subito non ci hanno messo nessun paletto e nessuna limitazione. Non abbiamo avuto nemmeno un accenno di censura. Ci hanno lasciato liberi di dire quello che volevamo, come lo volevamo.

In base a quali criteri è stato scelto Lo Bocchiaro,  il disegnatore?
Abbiamo iniziato a pensare ai nomi più adatti. Volevamo qualcuno che fosse coinvolto emotivamente come noi nell’argomento e che avesse un tratto deciso e realistico. Stavamo andando a raccontare 40 anni di storia italiana, volevamo essere i più fedeli possibili. Giuseppe è stato il primo nome che ci è venuto in mente. Gli abbiamo fatto fare delle prove e ci ha subito convinto. Abbiamo anche fatto fare delle prove ad altri, ma nessuno ci ha convinto come era riuscito a fare Giuseppe sin dal primo schizzo.

Come vi siete documentati per ricostruire la storia di Rostagno?
Inizialmente abbiamo chiesto l’autorizzazione alla famiglia. Conoscevo già Maddalena, la figlia di Rostagno, e quando le chiesi se le sarebbe piaciuto se avessimo fatto un fumetto su Mauro, lei rispose di getto: “Mauro gongolerebbe ad essere un personaggio dei fumetti!”.
Mentre noi ci documentavamo, leggevamo tutti i libri che erano stati scritti su Rostagno, tanti, ma nessuno che guardasse Mauro nella sua completezza, analizzandone tutti gli aspetti. Abbiamo iniziato a ricostruire le tessere del puzzle e tira fuori la scaletta della storia. Maddalena poi ha iniziato a mandarci una mole immane di atti processuali, verbali di interrogatori, lettere private, foto di famiglia e foto pubbliche. Poi abbiamo contattato amici e parenti, chiedendo di raccontarci aneddoti di vita quotidiana e fatti cruciali che ci sono serviti da collante. All’ultimo abbiamo romanzato solo alcuni avvenimenti, aggiungendo un po’ di fiction, solo per rendere più leggibile la storia, senza perdere di vista il reale. Difatti quasi tutti i dialoghi del libro sono tratti da vere interviste, scritti e ricordi reali. Di molti non abbiamo nemmeno cambiato una virgola. È stato un anno vissuto meravigliosamente.

State girando l'Italia per promuovere il progetto. Differenze nell'accoglienza ricevuta, tra nord e sud, o magari tra il pubblico di una libreria o quello di una fumetteria o di una fiera?
Siamo appena tornati da Lucca, dove la stragrande maggioranza della gente cerca supereroi o l’ultimo manga. Io personalmente non mi aspettavo molto, eppure l’accoglienza è stata calorosa e molto interessata. Nelle librerie in giro per l’Italia abbiamo trovato un’accoglienza ben oltre le nostre aspettative, e ogni città aveva un ricordo diverso: a Trapani c’erano quelli che l’avevano conosciuto negli ultimi otto anni in cui era stato un giornalista “d’assalto” e aveva gestito una comunità di recupero per tossicodipendenti, a Palermo vecchi compagni del suo periodo in cui era responsabile di Lotta Continua in Sicilia in cui conobbe e lottò insieme a Peppino Impastato, a Torino c’era la sua famiglia, a Milano tutti i vecchi compagni di LC, ci siamo visti circondati da tutti quelli che avevamo messo nel fumetto…
Poi ci sono stati i giovani, c’è stato un grande interesse di giovanissimi che non erano nemmeno nati quando Rostagno è stato assassinato. Questo ci ha stupito e ci ha riempito di grande orgoglio, visto che questo libro non è stato concepito come una memoria fine a stessa, ma per una memoria attiva, con uno sguardo al futuro.

RostagnoFumettoRostagno, Impastato, Alpi e gli altri che magari non hanno ancora ricevuto una biografia disegnata... Credi che attualmente il fumetto abbia più possibilità di altri medium di raccontare il loro coraggio, liberi di qualsiasi forma di censura?
Forse, fino a quando non si accorgeranno del potenziale che questo mezzo ha, sarà così. Credo, comunque, che se tutti continuiamo a non censurarci, chi proverà a farlo avrà grosse difficoltà. Prima la mafia ammazzava fisicamente, ora i poteri collusi lo fanno moralmente, basta pensare alla campagna mediatica che si fa contro Saviano, come si cerchi di “ucciderlo”. Oggi come prima, vale allo stesso modo la frase: e ora, ammazzateci tutti. Noi abbiamo questo mezzo per raccontare, ma non è difficile per chi lavora con altri mezzi farlo alla stessa maniera…Mauro era un giornalista televisivo, Peppino usava il mezzo radiofonico, ci sarebbe una lista infinita di giornalisti liberi…perché non possiamo esserlo tutti anche oggi?

Avete mai avuto la sensazione di starvi occupando di un argomento scomodo?
Sin da subito. Ma a noi di essere scomodi non ce ne può fregare di meno. Noi non vogliamo accontentare nessuno o solo una parte della verità. La ricerca della memoria, di questi ultimi 40 anni di storia italiana, credo sia fondamentale per poter costruire un futuro migliore. Ancora oggi qualcuno ci fa domande in cui si capisce benissimo che la storia “recente” d’Italia è un optional per troppi italiani, qualcuno sta cercando di cancellarla, di lobotomizzare le coscienze, per ottenere per se tutti i privilegi possibili. Se coltiviamo questa memoria, possiamo contrastare tutti i poteri occulti, senza adattarci a chi decide per noi. Come diceva Mauro noi non vogliamo trovare un posto in questa società, ma creare una società in cui valga la pena trovare un posto.

Credi che ci sia differenza tra fumetti come questo e “istant book” dedicati a casi molto recenti, come il caso Cucchi o la Thyssenkrupp?
C’è la stessa differenza che si ha nel trattare questi casi giornalisticamente. In entrambi c’è un lavoro d’inchiesta, più o meno lungo, a seconda del caso trattato. In alcuni casi c’è la stessa differenza tra inchiesta e cronaca. Poi ci sono casi in cui c’è già stato un processo con delle condanne, come nel caso di Peppino. E quelli recenti in cui l’inchiesta porta a scenari inaspettati con diverse possibilità. In tutti questi casi, comunque, non c’è stata la morbosità che certi programmi e certi tg (non degni di chiamarsi tali) hanno usato. Nel caso di Rostagno è avvenuto un caso particolare. Sono già passati 22 anni da quando è stato ucciso, tutti sanno chi sono i mandati e gli esecutori, eppure si aspetta un processo mai partito. Ora sembra che qualcosa si muova, e questo mese ci sarà già l’udienza preliminare. La famiglia e anche noi, siamo pronti ad affrontare la verità.

Dopo Lucca Comics i lettori dove potranno incontrarvi ancora?
Siamo in attesa di avere delle conferme di date e luoghi, saremo ancora per un po’ in giro per l’Italia, appena avremo date certe le comunicheremo tempestivamente attraverso i social network, i nostri blog e tramite il sito: http://maurorostagno.beccogiallo.net

Diego Ciorra

Letto 8658 volte Ultima modifica il Lunedì, 15 Novembre 2010 12:33

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