Lunedì, 28 Giugno 2010 12:21

Cinema e ceci

Scritto da Edyth Cristofaro
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[CINEMACITTA']

Alessia_GrassoiPerché ho scritto la storia di Michela invece di parlare in prima persona?”. Sofia Scandurra, aiuto regista di tutta quella parte di cinema italiano illuminato e illuminante, regista ella stessa, madre moglie, e donna, soprattutto donna, di quelle donne altruiste, luminose, ottimiste e appassionate lavoratrici racconta se stessa, la sua vita, il suo cinema e quello dell’Italia che fu nel suo romanzo autobiografico recentemente uscito per la Iacobelli Editore, Cinema e ceci.

E che c’entrano i ceci col cinema, direte voi? Cinema e ceci racconta la vita di Michela, una donna nata borghese (il padre era un medico), che si inserisce nel mondo dello spettacolo e lo attraversa senza esserne risucchiata. Il cinema italiano del periodo d’oro del neorealismo, ma anche di tutto il periodo subito antecedente, sfila sotto i nostri occhi attoniti con nomi, cognomi, aneddoti curiosi sulle lavorazioni dei film, quando il cinema era fatto da gente che non guadagnava un granchè, ma continuava a farlo con passione e trovava idee brillanti per risolvere situazioni complicate.
Episodi reali, poco conosciuti, divertenti, ma anche dolorosi si snodano dalla penna di Sofia cinemaececiScandurra, raccontati con il nome e il cognome dei protagonisti famosi che di Michela  sono amici, compagni o anche solo datori e colleghi di lavoro che si mescolano inesorabilmente con la sua vita familiare e affettiva, e al suo difficile rapporto sentimentale con il marito Antonio Leonviola, regista a sua volta, istrione dal carattere difficile, a volte violento, spesso egoista e immorale.
E’ una vita vera quella che ci scorre davanti a gli occhi, una vita vera che tira fuori attimi di storia vissuta di fronte al grande schermo, ma raccontata senza cronologia, come in un interminabile flusso di coscienza che prende la via dei ricordi e che è scandito solo dalla scomparsa degli interpreti. E’ così che ci troviamo davanti Camerini, Zampa, Dario Argento, l’intramontabile mito di Nino Manfredi, il re della risata Alberto Sordi, Celentano, Michele Placido.
Tutta l’Italia dagli anni ’50-60 ad oggi ci passa davanti come in una enorme e solenne carrellata artistica.

La vita professionale di Sofia Scandurra, tacita protagonista dell’intera vicenda narrata nel romanzo è corredata di ottime critiche nello specifico Cinematografico, Teatrale, Letterario, Televisivo e Pittorico. Nel corso della sua carriera ha pubblicato più di 400 racconti, sotto lo psudonimo di Lazzarina, nella pagina letteraria de "Il Tempo" diretto da Renato Angiolillo.
Ha pubblicato un romanzo con Bompiani, Complesso di famiglia, arrivato nella rosa finale del premio "Viareggio opera prima", nonchè premio "Castiglioncello" per la letteratura, e Premio "Penna d'argento" e "Noi donne".
Ha scritto 11 Commedie Teatrali originali, tutte rappresentate e 6 commedie teatrali. Ha curato la traduzione e l'adattamento di 13 commedie di Agatha Christie, Simenon e Betancourt.
Nel '62  ha iniziato a lavorare nel Cinema come aiutoregista, sceneggiatrice e poi regista, finchè nel 1983 non diviene cofondatrice insieme a Blasetti, Leonviola e Zavattini, della Libera Università del Cinema di Roma.

Donna dalle mille risorse, ma dal carattere mite, assolutamente discosta dall’egocentrismo del marito la Scadurra “è piena di passato, di presente e di futuro” e ci racconta la sua vita passando per le mille peripezie in cui è incorsa, ma anche nelle mille gioie che l’hanno riempita.
E’ viva, nelle parole, nel racconto, in tutta la vita che ci lascia assaporare, viva e deliziosa, via e alla portata di tutti, viva e solare, viva e nostra, in quello spazio di storia fatta di parole scritte che ti tiene incollato alle pagine, avvinto dal desiderio di giungere all’ultima pagina. Le parole parlano per immagini e le immagini, che corredano le parole, si lasciano trasportare da esse per condurci non solo in uno spaccato del cinema d’annata che si studia all’Università, ma in una porzione di Storia avvincente, ma davvero di tutti, in fondo “essere come tutti era stato lo scopo della sua vita”…

Sofia Scandurra, Cinema e ceci, Iacobelli Editore, pag. 278, € 16.50

Edyth Cristofaro

Letto 8969 volte Ultima modifica il Mercoledì, 30 Giugno 2010 17:42

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