[GRAFFI(A)TI AD ARTE]

Omino_Shiba-okC’era una volta un posto speciale, la Dorothy Circus Gallery. Era un luogo magico, con i pavimenti di legno e le pareti di morbido velluto rosso. Per arrivarci potevi anche indossare le scarpette a punta, magari prima facevi una piroetta alla Scuola del Teatro dell’Opera di Roma che era proprio lì vicino, oppure potevi portare, come Cappuccetto Rosso, un paniere ricco di leccornie a chi era meno fortunato di te, visto che lì vicino c’era una casa dei poveri che in questo mondo si chiama CARITAS.

[ARTI VISIVE]

Voglio un amore doloroso, lento, che lento sia come una lenta morte, e senza fine, voglio che più forte sia della morte e senza mutamento”.
I versi di Gabriele D’annunzio si schiudono ad un’arte immaginativa, che travalica i confini temporali scanditi dal limite umano, per mettersi in mostra quando all’arrivo della primavera i sensi cercano con ogni impulso di uscire dalle tenebre, per celebrare il giubileo del colore e di un amore nutrito e protetto nel ventre come una creatura in un grembo materno.