Il-mondo-dei-replicanti-Posteri-Italia_midCINEMA- Futuro (apparentemente neanche tanto prossimo, impantanati come siamo nei social networks, primo su tutti Facebook).

L'intera popolazione mondiale, con lo scopo di far cessare i concetti stessi di criminalità e guerra, sceglie di vivere attraverso degli 'avatar' (termine ultimamente relegato, etimologicamente parlando, al recente lavoro di Cameron), ovvero dei surrogati/androidi, l’intera esistenza, evitando, di conseguenza, di esporsi ai pericoli in prima persona e scegliendo inoltre, in maniera meticolosa e maniacale, il proprio aspetto, il proprio sesso, nonché l’etnia e via discorrendo della propria rappresentanza in pubblico.
L'essere umano, in questo modo, viene annullato come archetipo assieme al termine 'omicidio' e surrogates'dolore' nel senso più ampio dei termini, che, a loro volta, vengono di conseguenza dimenticati a seguito dell'intorpidimento a cui l'organismo é sottoposto vivendo perlopiù da una postazione casalinga che gli permette di collegarsi al proprio surrogato. Qualcosa va storto però; difatti fa la sua comparsa una particolare arma capace di distruggere il surrogato e contemporaneamente di fondere il cervello al suo possessore, restando tuttavia comodamente seduto in poltrona da casa. Inutile dire che la notizia non si ha la minima intenzione di renderla pubblica, poichè gli interessi che ne stanno a monte hanno una ben più vasta priorità (come spesso succede in una società di capitalistica impronta). Greer (Bruce Willis) é il detective incaricato di recuperare la suddetta arma, la quale possiede le stesse potenzialità di un ordigno di distruzione di massa. Il problema si fa ben più grande nel momento stesso in cui Greer perde il proprio surrogato nel corso di un inseguimento della polizia ed è costretto a continuare le proprie indagini sotto spoglie umane.

surrogates_photo_6Il film di Jonathan Mostow, tratto da una miniserie a fumetti (Surrogates per l'appunto) acquistata dalla Disney per l'adattamento cinematografico in questione, ha tutte le carte in regola per riportare in auge una fantascienza d'autore stile Blade Runner o Matrix.
Peccato che la trama abbia ben poco del thriller vero e proprio (sono parecchi i vuoti narrativi ed i colpi di scena telefonati che non sorprenderanno neanche il cane del vicino), tuttavia, tutto ciò che si trova attorno alla principale linea narrativa risulta essere piuttosto interessante (vedere il rapporto dell'agente Greer con la moglie, che stagna in seguito alla perdita della figlioletta diversi anni prima della storia che ci riguarda), peccato se ne parli solo marginalmente nel corso dell’intera pellicola.
Se si prendesse seriamente la battuta di Robert McKee  (Brian Cox) indirizzata a Charlie Kaufman (Nicholas Cage) ne Il Ladro di Orchidee, di Spike Jonze: "ciò che la gente ricorda di un film é il finale... scrivi un bel finale ed il pubblico sarà tuo" allora Il Mondo dei Replicanti sarebbe un ottimo film. Nel mondo reale Il Mondo dei Replicanti é un film principalmente onesto con delle potenzialità mal sviluppate. Tuttavia, prevale l’onestà.

Luca Vecchi


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MArteMagazine - Anno III - Numero 87
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