ROMA- Imogen Heap - Ellipse World Tour, partito a febbraio giunge oggi alla prima delle tre tappe italiane. Il tour toccherà dapprima l'Europa con date già in sold out per poi approdare negli altri continenti, vedendo la cantautrice britannica promuovere il suo terzo album solista, Ellipse pubblicato nel 2008.
Un percorso, quello delle trentatreenne, londinese di adozione, come pochi altri. Una donna ormai giunta ad una maturità artistica ben consolidata, dato il suo precoce avvicinamento alla musica, che si manifesta in tutto il suo splendore. Acconciatura da palcoscenico, come anche la mise un pò glitterata, la Heap sale sul palco del Circolo degli Artisti venerdì 5 marzo, con tanto da dare ma
anche tanto da ricevere.
Il pubblico e' di quelli affezionati, da molto non vedevo tanta gente così preparata ed attenta nel seguire ogni nota, ogni mossa, un pubblico che cattura quasi quanto lo svolgersi dell'esibizione.
La scenografia è ben curata, come fulcro un pianoforte trasparente sul quale appoggia un albero di cartone, luci sapientemente diffuse creano bagliori fluorescenti. Si preannuncia una serata memorabile. Ad accompagnare Imogen ci sono due violinisti, che di tanto in tanto abbandonano il loro strumento per dedicarsi alle percussioni, nel rispetto della tradizione della cantante (che oltre al suo amato piano suona anche violoncello, clarinetto, hang) e un chitarrista.
Sperimentazione è la chiave dei suoi concerti con la voce usata come uno strumento. L'impiego sapiente di sintetizzatore e campionamenti rende il panorama musicale della cantante vasto, facendolo spaziare dall'elettronica al pop fino all'ambient con stacchi di vuoto strumentale sul quale la sua voce si inserisce pienamente, e alternati beat di congas a contrasto. E proprio in questo senso si svolge una piacevolissima “Just for now” a cappella, che vede Imogen andare avanti e indietro per il palco in veste d'insegnante di canto, dividendo il pubblico in file. Il risultato è magnifico, esperimento riuscito in pieno.
Tra un brano e l'altro lunghe interazioni con la gente, le piace avere contatto con chi la segue e questa è una delle chiavi del suo successo, come si evince dai numerosi interventi nel suo blog e i video che puntualmente posta per aggiornare i fans. E per ripagare questo, una versione, ancora piu' dolce dell'originale, di “It's good to be in love” accompagnata da un coro di voci all'unisono. Ma quando le luci si spengono e tutti con un inchino salutano per andare via, il pubblico vuole di più e non passerà nemmeno un minuto dal rientro in scena della Heap, che in chiusura ci regala il meglio, la perla delle sue composizioni: “Hide and seek”, eseguita solo voce e keytar, tratta dall'album Speak for yourself, con la quale faccio un salto indietro con la mente fino al 2005, quando la ascoltai per la prima volta durante uno spot televisivo e ne rimasi ipnotizzata. Ironica, fantasiosa e fonte d'ispirazione per chi la circonda, questa l'opinione che di lei mi sono fatta…
Laura Fioravanti
