La musica come fuga per evadere dai momenti più tristi. La musica come medicina alternativa per sperare in una guarigione a volte impossibile. E la musica è anche aiuto e sostentamento della ricerca e cura medica nei confronti dei più piccoli, i bambini.
ROMA- La cultura e le attività collegate al mondo culturale italiano sono il vero futuro del nostro Paese. Questo hanno urlato in piazza i sindacati congiunti CGIL-CISL-UIL, USIGRAI e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana che formano il MOvem09 lo scorso 7 giugno a Roma, contro i tagli previsti dalla recente manovra finanziaria e dal decreto Bondi.
ROMA- Roma (finalmente) al passo con i tempi. Un turbine di novità nel panorama artistico-culturale, capitolino e nazionale, è arrivato nell’ultimo weekend, quando decine di migliaia di persone hanno deciso di affollare le strade ed i locali di tutta Roma per celebrare il debutto dell’arte "modernissima" nella città.
Un tempo non molto lontano ci si riuniva in casa per duetti o duelli a suon di musica con il famoso Karaoke. La sfida, spesso un po’ tra dilettanti allo sbaraglio, prendeva tutti: chi aveva il sogno nel cassetto di cantare, chi emulava il proprio cantante preferito, chi faceva il verso, ironicamente, agli amici.
Ed è parafrasando la canzone di un ben noto dissidente della musica italiana (o perlomeno lo era ancora allora – 1990, Renato Zero n.d.r.), che vado oltre la dispensa concessami da queste pagine e incorro nelle ire mediatiche del Direttore finendo per parlare dell’unica cosa di cui avevamo decisamente deciso di tacere: l’abominevole Festival di Sanremo 2010.
Cominciamo col dire che non sono uno di quelli che arriccia il naso se un’opera artistica è dedicata ad un pubblico più ampio ed ha la fortuna di essere enormemente pubblicizzata. Questo per fugare da subito le critiche al radicalscicchismo (scritto proprio così!), che non abita proprio da queste parti.
So che attirerò su di me svariate critiche e so che non è la sede giusta per parlarne, ma ho deciso di scrivere un articolo su X-Factor, o meglio sui personaggi del format televisivo, in seguito alla mia innata passione per le biografie (un modo alternativo di farsi gli affari degli altri).
Dalla vittoria del premio Speciale Teatro Stabile "M. Fiorani" di Canale Monterano per la Sezione Teatro del MArteLive 2007, Celeste Brancato era entrata nell’orizzonte di molti di noi.
Pensando a lei, la prima cosa che mi è sempre venuta in mente sono i suoi capelli nerissimi, come le sopracciglia che le incorniciavano i due occhi languidi.
Michael Jackson, un mito, anzi no, IL mito per milioni di fan che per ben tre decadi lo hanno osannato, amato, venerato e sospirato. Dagli inizi alla tenera età di 5 anni con i Jackson Five per arrivare ad una entusiasmante carriera solista, Michael, Jacko, è stato colui che ha rivoluzionato il modo di fare pop negli anni '80.